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venerdì 24 aprile 2020

Conosciamo il territorio mantovano

Il libro che vi voglio presentare oggi è uno di quei libri fotografici (con foto molto ben fatte) che presentano un territorio e le sue caratteristiche a possibili visitatori, ma anche a curiosi e appassionati dei bei luoghi.
Stampato nel 1990
LA RISERVA DI CASTELLARO LAGUSELLO 
NATURA E STORIA


Il lago di Castellaro è uno degli ultimi laghetti intramorenici esistenti nell'area collinare mantovana. Alla fine dell'ultima glaciazione infatti moltissimi laghetti andarono a colmare le conche e gli avvallamenti che separavano l'uno dall'alto i depositi di materiale incoerente spinti verso la pianura del ghiacciaio benacense.
Durante il lungo periodo, circa 20.000 anni, trascorso da allora, il naturale interramento ha lentamente trasformato gran parte dei laghetti da prima in zone paludose ed infine in praterie igrofile dominate dalle carici.


Man mano che il terreno torboso andava asciugandosi, comparivano ai bordi delle zone umide alcune piante legnose, salici ed ontani sopratutto, che formavano boschi igrofili sempre più consistenti. Saliceti e ontaneti si addensavano anche ai bordi di quei pochi laghetti che, per essere situati in conche profonde, e circoscritte, non furono interessati dall'interramento naturale.
Dai fontanili che si aprivano alla base delle colline prendevano origine numerosi rigagnoli che, solcando il terreno lentamente degradante, convergevano verso il centro della conca, mantenendo costante il livello dell'acqua.
Sono questi gli ambienti che ancor oggi caratterizzano la parte più bassa della conca di Castellaro.
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venerdì 4 ottobre 2019

DARJEELING "Lo champagne dei tè neri"

Aprite una scatola di tè e il viaggio comincia.
Servite il tè in una tazza o una ciotola e avrete l'avventura a portata di labbra.



Il bevitore di tè è un essere perennemente insoddisfatto, che ama fare viaggi senza spostarsi, viaggi che gli consentono di attraversare i confini meno agibili per meglio accedere ai tesori nascosti che gli danno granelli di felicità.
Parte alla ricerca dei migliori giardini del tè come un innamorato a cui le prove d'amore non bastino mai. A volte gli capita di chiudere gli occhi e affondare il naso in una scatola piena di foglie provenienti da Darjeeling o da Fujian. Inspira ed espira ed è come stregato, lo spirito aleggia in luoghi lontani che lo fanno sognare.



I GIARDINI DI DARJEELING
Tè fermentato per eccellenza, amato per l'aroma sottile e incomparabile di mandorla fresca o moscato, il Darjeeling è universalmente riconosciuto come lo "champagne dei tè neri".
La prima raccolta o first flush avviene da marzo ad aprile e la seconda raccolta o second flush da maggio a giugno. A queste si aggiungono le cosiddette raccolte in between e autunnali.
Sul mercato si trova sempre più spesso il Darjeeling verde, proveniente dai grandi giardini.
Le ottime condizione idrometriche di Darjeeling favoriscono la coltivazione di un gustosissimo "tè delle brume". 
Il first flush è particolarmente apprezzato per le foglie più verdi, il sapore astringente e la buona persistenza in bocca; dà un infuso giallo.
Il second flush è caratterizzato da foglie piuttosto brune, dal gusto meno palesemente astringente e più rotondo, che danno un infuso color caramello.
Scegliete una teiera in ceramica per lasciare in infusione le foglie di Darjeeling.
Lasciatele galleggiare liberamente e verificate l'infuso: 3 minuti circa per i first flush e 4 minuti per i second flush.
Servire in tazze di porcellana dal fondo bianco.



Tè ghiacciato delle brume
3 cucchiai di Darjeeling
50 cl di acqua minerale
4 mandorle
4 cucchiai di Amaretto (liquore alle mandorle)

Scaldate l'acqua a una temperatura di 85°C.
Versate le foglie di Darjeeling nella teiera e coprite con acqua calda.
Lasciate in infusione 4-5 minuti e passate al colino.
Lasciate raffreddare aprendo il coperchio della teiera per 20 minuti.
Servite in grandi bicchieri con cubetti di ghiaccio.
Spolverate la superficie con mandorle tritate ed, eventualmente, aggiungete un cucchiaini da caffè di Amaretto per bicchiere.

Ognuno potrà scegliere il tè che più gli aggrada, senza dover necessariamente aggiungere lo zucchero.
Volendo si possono lasciare le foglie di tè in infusione in acqua fredda per una notte intera raddoppiando le quantità. L'importante è non dimenticare di coprire la pentola durante l'infusione.



Da..."Il cofanetto del tè" di Gilles Brochard

lunedì 27 maggio 2019

Siii viaggiare... di nuovo



In tutta la letteratura occidentale, uno dei generi di maggior successo e più frequenti nel corso dei secoli è stato la narrazione di viaggio. Hanno preso la penna per raccontare le loro impressioni e le loro avventure mercanti-esploratori come Marco Polo e poeti-scrittori come Wolfgang Goethe, tanto per citare autori lontani nel tempo, nello spazio, negli intenti delle loro opere.
Un vero abisso separa - e non potrebbe essere altrimenti - Il Milione da Viaggio in Italia. La scelta di questi due esempi non è casuale: serve a dimostrare, grazie alla fortuna goduta dai testi in questione, quanto l'ITINERARIO, il racconto di esperienze fatte in terre lontane e favolose o in paesi vicini, ricchi di storia e di cultura, le descrizioni di angoli remoti del mondo o di contrade piene di fascino e di stimoli intellettuali possono fare presa sui lettori di ogni epoca.
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Tratto da ???( purtroppo non ricordo il libro  dal quale ho preso questo spunto, scusate)



D'accordo, forse non capita tutti i giorni di avere l'ispirazione giusta per dare forma a una storia, per realizzare il sogno di scrivere un libro, per mettere coerentemente insieme quelle idee che avete scarabocchiato su un taccuino. Ma a volte basta poco, la creatività va solo stimolata. Magari cambiare aria, vedere posti nuovi, osservare le persone. 
Prima di affidarvi a un writing coach, fate lo zaino, portate un pc, un blocco, una macchina fotografica e mettetevi in marcia. Forse non tornerete con le bozze del capolavoro del secolo, ma di sicuro ritemprati nello spirito. 



Se desiderate che nessuno vi disturbi e avete in mente di dedicarvi solo a carta e penna, puntate diritti alla foresteria dell'EREMO di CAMALDOLI nel casentino, in Toscana, dove troverete quiete assoluta e ritmi, ovviamente, monastici.
Rimanendo in Toscana, lungo il MontePisano, vi imbatterete nella meravigliosa VILLA ANNAMARIA dove il padrone di casa, con insolita simpatia, vi accoglierà in una dimora storica mirabolante con paradisiaco giardino, tra scrittori e artisti che qui cercano l'incipit giusto. Pare che anche Mary Shelley avesse trovato fra queste mura l'ispirazione per il suo Frankenstein.



C'è storia e ci sono storie da scoprire anche sull'ISOLA BELLA sul Lago Maggiore, tra le isole Borromee, passeggiando per il parco botanico all'inglese, il giardino barocco all'italiana e quello medioevale. e a proposito di isole, per un aspirante scrittore non sono da sottovalutare le gite fuori stagione: PROCIDA, per esempio, si svela al viaggiatore in tutta la sua selvaggia bellezza anche lontano dai periodi caldi. Chissà che i luoghi dell'Isola di Arturo di Elsa Morante, una passeggiata nelle viuzze e la visita al MUSEO CASA DI GRAZIELLA, ispirata al romanzo Graziella dello scrittore francese Alphonse de Lamartine, non nutrano quella storia che da un po' vi gira in testa.



Tra una passeggiata sul lungolago e una al porticciolo di BELLANO invece, in provincia di LECCO, le penne che fremono per lanciarsi in un nuovo romanzo ritroveranno i luoghi dei racconti di Andrea Vitali e magari saranno ancora più motivate da una visita all'ORRIDO di BELLANO, una gola naturale che pare uscita da una fiaba con tanto di passerelle sospese.Tra i 33 mila libri e i 10 mila oggetti della PRIORIA, l'ultima casa di Gabriele D'Annunzio al VITTORIALE degli ITALIANI di GARDONE RIVIERA, anche lo scrittore arenato troverà lo sprone per rimettersi sulle sudate carte. Tra le varie stanze quella che fa al caso è l'Officina, ovvero lo studio dell'operaio della parola come a D'Annunzio piaceva definirsi.
Tratto da un articolo di Adriana Malandrino 




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Sia lodato il treno che s'industria a mostrare il paese tutto, e non tenta di rapinarlo in corse disperate ed in precipitose gallerie, più presto, sempre più presto, quasi che il macchinista si sia fitto in testa di poter fuggire da quell'unica che non lascia nulla e nessuno, che va d'un punto più lesta e del pensiero umano e degli astri celesti.
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Da "Italia per terra e per mare" di Riccardo Bacchelli




martedì 23 aprile 2019

Siii viaggiare....


Si, viaggio.
Da qui, da questa poltrona parto per gli itinerari che ho tante volte sognato e che non ho percorso mai.
E così le piramidi le ho visitate col Ceram e con il Breccia, le regioni polari con i libri delle esplorazioni di mio figlio, la Spagna la conosco dalla musica e dalle pubblicazioni del Touring; la Francia e l'Inghilterra mi sono familiari attraverso la letteratura; so tutto di Parigi e a volte penso che il mio sia un amore perfetto, nutrito com'è solo di nostalgia, senza concretezza, una nostalgia nata da un lungo immaginare.
Da un racconto di Gina Lagorio 



Ma se il viaggio lo volete fare davvero...
Wallis Simpson viaggiava con 118 bauli firmati Vuitton.
Elizabeth Taylor si accontentava di 40 valigie.
I tempi cambiano ma fare le valigia resta, comunque, un problema prepartenza molto diffuso.
Non per quanto riguarda il beauty, che può diventare ultracompatto.
Dalla maschera al gommage purificante, dalla crema antietà a quella anticellulite.
Oggi è possibile portare in vacanza tutto l'occorrente per un remise en forme totale.
Basterà scegliere tra i prodotti monodose: formati mini come quelli degli alberghi, campioncini, bustine mignon, ecc, pratiche e ideali anche dal punto di vista igenico, perché i principi attivi si conservano intatti fino al momento dell'uso.
E spazio alle salviettine "usa e getta", indispensabili. Ce ne sono per tutti i gusti: detergenti, levasmalto, abbronzanti, profumate.

In ogni modo oggigiorno ci sono molti siti che vi suggeriscono cosa mettere nel beauty e come preparare al meglio la valigia per qualsiasi tipo di viaggio, basta accedere a internet.



Qualche altro suggerimento...
-Il cellulare viaggia sempre con voi. Ma da solo serve a poco se non mettete in valigia anche la spina per ricaricarlo.
-Forse non ci avete mai pensato ma il "rotolo per vestiti" si rivela utilissimo per non apparire trasandati. Il rullo per spazzolare gli abiti in pochi gesti elimina i peli del gatto e la polvere della strada.
-La carta d'identità, il passaporto, la patente... Ricordatevi di fotocopiarli e di tenere le copie in un posto diverso rispetto ai documenti. Potrebbero esservi utili se vi rubano o perdete gli originali.
-Se viaggiate in aereo, togliete le forbici dallo zaino, ve le sequestrerebbero. Ma portate con voi ago e filo per ogni necessità. Sceglieteli nelle mini trousse: in pochi centimetri hanno tutto, anche le spille da balia.
-Portatevi un notes per appunti e un agenda coi numeri di telefono di amici e parenti, si, ma ai quali avrete aggiunto quelli della banca, dei servizi che bloccano le carte di credito e bancomat, in caso di furto, e del PIN e del PUK del telefono e dell'assicurazione.
-Fate due copie delle chiavi di casa e della macchine e tenetele i due borse diverse. In caso ne smarriste un mazzo, avrete il mazzo di scorta, eviterete ulteriori disagi.
-Se andate all'estero procuratevi un adattatore per prese di corrente (informatevi in merito) così da non avere problemi a ricaricare il telefono, a usare rasoi e phon.

Da una rivista femminile anni '90



Compresi la Liguria una notte di luna piena fra i giardini di Santa Margherita. Ero malinconicissimo di dover partire il giorno appresso, e la Riviera ha il dono delle indimenticabili: l'ultima che concede è sempre la migliore ora. Ma più che dono femminile è segreto e prestigio di quella pungente bellezza di paese.
Avevo lasciato sul mare e col mare la più larga luna di una ancor gelida notte di primavera. V'era un sereno di tramontana e non spirava alito. Magnolie, cedri, lecci, agrumeti mi sembravano le piante più proprie della Riviera, perché sono vegetazioni fredde. Ed ecco, non so se li scoprissi o li vedessi per la prima volta, fra gli opulenti e inanimi giardini traboccanti dai muri, mi trovai solo fuor delle case sui viottoli. Il paese al lume di luna lustrava tutto.
Stradicciuole dritte e minutamente selciate fra muri di cinta altissimi terminavano nell'ombra sotto un cavalcavia fra i due giardini, oppure ai piedi di qualche erta gradinata che stampava in cielo il suo ultimo gradino. E poi si aprivano altre stradette simili. Era un vegetato e murato deserto silenziosissimo e adorno.
La Liguria è dunque rigorosa e conventuale, pensavo, quando mi venne incontro dall'aperta notte al cessar di quelle strade sulla vista della valle e delle colline, dai gradini di una scalea più grande di lei mi venne incontro una chiesa bianca, la più pomposa delle apparizioni.
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Riccardo Bacchelli "ITALIA PER TERRA E PER MARE"







    


lunedì 18 dicembre 2017

L'ultima foresta primordiale

Dalla rivista MONTAGNE360 dell'ottobre 2016 ho tratto questa " descrizione di un antica foresta " che mi piace moltissimo e che voglio condividere con voi. BUONA LETTURA 


Foresta di BIALOWIEZA
sul confine tra Polonia Orientale e Biellorussia.
Come mettemmo piede dentro la foresta, l'impressione fu di trovarsi all'interno di qualcosa di grande. Alberi maestosi, alti anche cinquanta metri, un bosco vetusto lasciato a se stesso, un intrico armonioso di rami, fusti, tronchi, foglie, cespugli e piante: ognuno al suo posto, ognuno parte di un equilibrio.
La vita era dispiegata tutta verso l'alto, ogni essere a cercare la luce, a rincorrere il cielo.
Gli alberi caduti, sacrificati agli altri, si facevano humus, concime, terra per altre vite che, dentro i semi fremevano per diventare germogli e poi alfieri del bosco.
Foglie dorate, muschi, le voci degli uccelli, il canto del vento, il silenzio dell'autunno, il verde delle felci che bucava il giallo bruno, le croci degli ebrei e dei partigiani ammazzati, la memoria di vite spezzate e alberi caduti dopo cinquecento anni di fiero e gioioso portamento.
Alle forme ben delineate, slanciate, possenti e a volte austere, se ne contrapponevano altre curiose, piccole, bizzarre: ognuna reclamante in silenzio il suo spazio vitale, ognuna grata al sole e all'acqua, ognuna benedetta uguale. alcune cortecce parevano essere state percorse dal vomere: avevano i solchi glaciali che contrassegnano certe rocce.

La foresta di Bialowieza è l'ultima foresta
della pianura europea
che conservi ancora molti frammenti e caratteristiche
di una foresta vergine, primordiale.
Gli alberi sradicati dal vento, distesi a terra alzavano a ventaglio un apparato radicale dove s'annidavano bestie di vario tipo e quello che era il sotto diventava il sopra.
Grazie al sole che filtrava tra il folto, tutto un gioco di luci e ombre contrassegnava un cammino dove gli alberi sembravano giocare a nascondino e le foglie ancora appese lottare anche con la più flebile brezza. Gli alberi morti ma in piedi, cantavano di picchi, quelli spogli bastavano alle cince per cercare qua e là ancora insetto.
Laddove una foglia verde, dimenticata dall'estate, mostrava di essere figlia del faggio, l'aria sembrava concederle il viatico, il tempo e lo spazio, non solo per colorare il giorno, ma sopratutto per danzare eterea nella trama di ragnatele. L'andare era uno struscio di foglie, un rimestare nello strame e contemporaneamente osservare la caducità della vita ancora appesa, come a un filo, gialla, ai rami.
Curvo, storto, lungo, corto,spezzato, dritto, piegato, nodoso, contorto, lineare, quel mondo di braccia che usciva dalla terra con un carattere proprio dispiegava ogni energia per alzarsi.Vivere era una scalata per osservare dalla cima l'orizzonte.
Forse per questo, gli alberi che per natura passavano la vita fermi in un luogo, aspirano al cielo: non per i motivi degli uomini, solo per guardare il paesaggio.

La foresta di BIALOWIEZA
è stata proclamata Patrimonio dell'Umanità
e Riserva della Biosfera.


lunedì 31 ottobre 2016

Ancora 2 "vecchi" libri

E dopo avervi presentato la scelta delle letture fatta dalle nostre collaboratrici giovani oggi tocca alle più anziane mostrarvi i 2 libri scelti tra i tanti presenti nella vecchia cassa di "libri vecchi".


La scelta di Clara è andata a un libro che personalmente reputo molto bello, una storia ambientata in un tempo lontano come piacciono a lei:
Ballata d'aprile di Olga Visentini del 1952  ANTONIO VALLARDI EDITORE


La scelta di Clara e Carla

... Di fronte stava il palazzotto, in pietra grigia, in parte cinto d'edera, in parte inverdito dai licheni e dalle borraccine, così da dare l'impressione, nella sua tozza struttura sotto il tetto spiovente, d'un blocco di smeraldo, dove si aprivano i rettangoli cupi delle finestre e quello della porta d'entrata, cui si accedeva per tre gradini alti, un poco slabbrati, egualmente verdastri.
Ai lati dell'edificio, e diffusa per una considerevole estensione, biancheggiava l'aerea fioritura di molti meli, di quelli alti e snelli che formano l'orgoglio della Normandia, dalle chiome ampie, ricche di fronde, intrecciate le une alle altre, in un trionfo lieve e innocente, cedevole ai soffi dello zefiro; e l'erba sotto era tutta sparsa di petali.
Il maggiore dei due viandanti strinse le labbra e le dischiuse ad un sorriso canzonatore:- Un nido fra i meli. ...


Carla invece ha optato per un libro piccolo (data la sua lentezza nella lettura) e malandato, si trattava di un edizione economica:
Un nido di Neera del 1915  CASA EDITRICE MADELLA


Senza illustrazioni.
Ma non se ne sente la mancanza data la bella capacità descrittiva delle autrici..
... intanto correva sui verdi sentieri della Sonna, umidi di rugiada.
Alcune fragole d'autunno rosseggiavano luccicanti sotto le goccioline, come giovani spose orlate di brillanti; il loro profumo si mesceva a quelli della menta e del sambuco.
Un vapore leggero si alzava dalla terra; la valle destandosi rimoveva al pari di una ninfa i suoi veli ed usciva nuda incontro al sole. Dalle colline le querce si incurvavano scotendo i lucidi rami per specchiarsi nel torrente. 
Una mezza luce soavissima, stemperata di rosa e di viola pallido, ondeggiava su tutto quel verde così fresco, così folto; l'aria era tranquilla, il paesaggio muto; i sentieri nella rugiada della notte, si erano rifatta una verginità che le nascenti margherite e i panporcini selvatici imbalsamavano ...




sabato 2 marzo 2013

A domani con ARTE e ARTI

Ed eccoci pronte ad affrontare il mercatino di domani, Domenica 3 Marzo a Castelgoffredo MN, con numerosissimi libri a soli 1 o 2 euro.
L'argomento del giorno sarà ARTE E ARTI: libri e riviste d'arte antica, moderna e contemporanea; design, architettura, fotografia, musei, moda, ricamo.

Museo del Louvre

La Convenzione aprì il museo del Louvre l'8 novembre del 1793.
Non è che l'idea dell'istituzione sia stata sua, poiché la presentazione al popolo delle collezioni reali era stata decisa sotto Luigi XV° e a lungo preparata dall'amministrazione del Vecchio Regime.
Alla metà del secolo, l'apertura temporanea delle Gallerie del Lussemburgo si era presentata come un annuncio del Louvre e l'influenza del movimento filosofico non era estraneo a quelle iniziative.
La lunga settimana del calendario rivoluzionario riservò cinque giorni di apertura per i copisti e due al pubblico, lasciando altri tre giorni per la pulizia delle sale e per il riposo dei custodi.
Il patrimonio attuale prende origine dalle collezioni reali.
Francesco I° raccolse in Turenna  le opere di Leonardo da Vinci; lo stesso anno acquistò la Carità ad Andrea del Santo.
La grande tela della Sacra Famiglia di Raffaello gli fu offerta dal duca di Firenze in nome di Leone x°.
Luigi XIII° ricevette le opere d'arte che gli erano state legate da Richelieu.
Luigi XIV° aumento di molto questa ricchezza acquistando le collezioni del banchiere Jabach, di Mazarino et di Carlo I° d'Inghilterra.
.....

Questa è la parte iniziale di:
Il Louvre presentato da Michel Gallet in un libretto turistico del 1966.



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venerdì 28 dicembre 2012

Capodanno a VIENNA?

Si avvicina il capodanno! Voi dove lo trascorrerete?
Noi se potessimo sceglieremmo Vienna!!!
Non potendo ci limiteremo a sfogliare qualche libro sull'argomento come il:
CITY-BOOK VIENNA, guida del Corriere della Sera.




Vienna conta più di un milione e mezzo di abitanti e occupa un'area di 415 kmq.
E' attraversata dal Danubio e il centro cittadino è percorso dal Donaukanal.
E' la capitale della Repubblica d'Austria, di cui è uno stato federale, ed è il centro politico,economico, culturale e amministrativo della nazione.
Posta nel cuore dell'Europa, Vienna è la base ideale per visite alle città di Bratislava, Praga, Budapest, Zagabria, Salisburgo, Monaco e per molti centri austriaci.

Vienna sorge sul luogo di una guarnigione romana.
Il Danubio, o Donau, lambisce la parte orientale della città e il Donaukanal ne attraversa il centro.
E' divisa in 23 distretti e il centro cittadino occupa l'area compresa tra il primo e il nono distretto.





Il cuore di Vienna conserva l'antico assetto medioevale in un intreccio di stradine, vicoli e ampie corti.
L'influenza delle istituzioni ecclesiastiche è qui particolarmente evidente.
Restano infatti tracce di ordini monastici, come quello domenicano, feudali, come quello dei Cavalieri Teutonici, e ideologici, come quello gesuita.
Il tempo comunque non si è arreso in questa zona che di notte è gremita di gente.
I bar e i ristoranti di Backerstrasse e Schonlaterngasse sono affollati sino alle prime ore del mattino.
Su tutta la città si innalza la guglia di Stephansdom che raggiunge i 137 m di altezza.



E per il CENONE...

 Essendo una capitale imperiale, Vienna è stata influenzata dai costumi e dalla gastronomia propri delle diverse popolazioni a essa legate.
La cucina locale risulta cosi essere un amalgama di stili e tradizioni polacche, italiane, ungheresi, boeme e austriache.
Il Wiener Schnitzel, per esempio, non è originario dell'Austria ma arrivò da Bisanzio attraverso l'Italia, il Gulasch invece dall'Ungheria.
Quando un ristorante austriaco va orgoglioso della propria cucina afferma di servire la Wiener Kuche (cucina viennese).
Recentemente la cucina di campagna è diventata più popolare, e molti chef austriaci di alto livello hanno sviluppato i loro stili individuali.
I viennesi gradiscono la carne bollita e il loro Schnitizel (cotolette impanate di vitello o maiale) è meritatamente famoso.
In inverno si cucina un'ampia varietà di oche e selvaggina, accompagnate dai funghi selvatici.
Da non dimenticare i dolci: budini e paste sono superbi.
Negli  snack bar e presso le delicatessen (in numero crescente), troverete panini aperti, hors d'oeuvres, insalate, pane con pesce, prosciutto e carni affumicate.



I CITY-BOOK editi dalla Mondadori in collaborazione del Corriere della Sera sono validissime guide per chiunque stia programmando una visita, di un giorno o di una settimana, ad una città italiana od europea.

Ricche di planimetrie, immagini particolareggiate, spiegazioni accurate, curiosità e consigli su tutto quel che può servire. 
Anche se non recenti il loro "valore" non cambia perché le città si allargano, la popolazione aumenta ma il "cuore" della città non subisce stravolgimenti tali da richiedere aggiornamenti continui.
Noi purtroppo sulla nostra Bancarella "Più Sai Più Sei" ne abbiamo solo una (Vienna, appunto), ma altri espositori vi possono offrire una più ampia scelta nei giorni di "Librisottoiportici" ogni prima domenica del mese, ma non a Gennaio.

BUONA LETTURA e...alla prossima!!!

lunedì 13 agosto 2012

Continuiamo a passeggiare con MAUPASSANT




Rimanendo in compagnia di Guy de Maupassant ci spostiamo dal sud al nord della Francia per un giro nella magica Bretagna.




Partire a piedi quando s'alza il sole, e camminare nella rugiada lungo i campi, sulla riva del mare tranquillo...che ebrezza!
Un'ebrezza che vi penetra attraverso gli occhi con la luce, attraverso le narici con l'aria leggera, attraverso tutti i pori con l'alitare del vento. ...
... Mi rammento di un giorno tra gli altri. Andavo lungo l'Oceano bretone, verso la punta del Finistére.
Camminavo di buon passo rasente il flutto, senza pensare a nulla. Ero nei pressi di Quimperlé, in quella che è la più dolce e bella contrada di Bretagna.
Un mattino di primavera, uno di quei mattini che vi ringiovaniscono di vent'anni e risuscitano le vostre speranze e vi fanno ancora sognare come adolescenti. 
... E me ne andavo a grandi passi rapidi, accarezzando con la mano la testa bionda delle spighe che si curvavano sotto le mie dita e mi solleticavano come se avessi toccato una chioma.
Feci il giro di un piccolo promontorio, e in fondo a una breve spiaggia circolare scorsi una casa bianca, costruita su tre terrazze che scendevano fino alla spiaggia.
Perché la vista di quella casa mi fece trasalire di gioia? Che ne so? Si trovano talora, viaggiando così, certi angoli di paese che ci sembra conoscere da molti anni, tanto sono familiari, tanto piacciono al cuore.
E' possibile che non li abbiamo mai veduti, che non siamo mai vissuti colà? 
Tutto ci attira, tutto ci incanta: la morbida linea dell'orizzonte, la disposizione degli alberi, il colore della sabbia.
Oh! com'era leggiadra la casa, erta sulle sue alte gradinate! Grandi alberi fruttiferi erano cresciuti lungo le terrazze che scendevano verso il flutto come giganteschi scalini.
E ciascuno portava alla sommità, come una corona d'oro, una lunga spalliera di ginestre di Spagna in fiore.
Mi fermai, preso d'amore per quella dimora. ...

da "Vendesi" racconto di Guy de Maupassant


Come mi sarebbe piaciuto possederla,
viverci per sempre...
E voi mai provate sensazioni così???   Se non passeggiando sicuramente LEGGENDO!!!

sabato 11 agosto 2012

Vacanze d'altri tempi con... GUY DE MAUPASSANT

Conoscete Guy de Maupassant?  Noi no! Non lo conoscevamo se non che per sentito dire.

Poi ci è capitato un libro, uno di quei libri che pubblicano le banche a fine anno per i clienti (e che pochi apprezzano).
Ebbene questo libro contiene una raccolta di racconti, o parte di essi, di Guy De Maupassant; abbelliti da riproduzioni di quadri "del suo tempo"(1850-1893).
Li abbiamo letti, ci sono piaciuti, ne condividiamo qualche pezzetto con voi.

Tourville-sur-Arques 5 agosto 1850
Parigi 6 luglio 1893

Estate, tempo di vacanza ! Fra tante mete tra cui scegliere perché non la bella Corsica ?
Eccovi un ritratto ottocentesco della Corsica fatto da un francese qual'era, appunto, G.de Maupassant.



" Or son cinque anni feci un viaggio in Corsica. Quest'isola selvaggia è più ignorata e più lontana da noi che l'America, benché talvolta, come oggi, sia possibile scorgerla dalle coste francesi.
Immaginatevi un mondo ancora nel caos, una tempesta di montagne separate da angusti burroni dove scorrono torrenti; non una pianura, ma immensi cavalloni di granito e gigantesche ondulazioni di terra coperte di macchie o d'altre foreste di castagni o di pini.
E' un suolo vergine, incolto, deserto, benché a tratti si scorga un villaggio simile a un mucchio di rocce in vetta a un monte. Niente agricoltura, niente industria, niente arte. Non s'incontra mai un tronco lavorato, un masso scolpito, mai il ricordo del gusto infantile o raffinato degli avi per le cose belle e graziose...
...L'uomo ci vive nella sua rustica casa, indifferente a tutto quanto non ha rapporto con la sua esistenza individuale e con le risse tra famiglia e famiglia. E conserva i difetti e le qualità delle razze incolte: è violento, astioso, sanguinario con incoscienza, ma anche ospitale, generoso, devoto, ingenuo, pronto ad aprire la porta ai passanti e a dare la sua amicizia fedele contro il menomo segno di simpatia.

da "Guy de Maupassant e il suo tempo" ed. BPdB


E partii al levar del sole....

mercoledì 1 agosto 2012

Il VIAGGIO CONTINUA

Il nostro viaggio prosegue nella vecchia Sicilia, ma abbandoniamo G.Tomasi per seguire Guido Piovene (1907-1974) nel suo "Viaggio in Italia".


Fiume Ciane


...uno solo è il luogo in Italia dove questa pianta ornamentale, non so per quale singolarità della terra, cresce naturalmente, ed è lungo le rive del piccolo fiume Ciane, che corre parallelo all'Anapo, vicinissimo a Siracusa, lungo pochi chilometri, alimentato da una fonte che è poi anch'essa una ninfa trasformata. L'idrologia locale ha tutta origini mitologiche. 
Portarsi all'imbocco del Ciane e penetrarvi in barca, specie nell'ora del tramonto, è una delle gite più graziose d'Italia.
Si scivola, nella prima parte, tra gli eucalipti e i giardini di aranci; nel fondo, ormai lontano, si scorge l'Etna, così insistente nel seguirci dovunque da divenire anch'esso nella nostra immaginazione una specie di divinità.
Poi sulle due rive cominciano a mostrarsi i papiri, prima in gruppi isolati, poi sempre più alti e più fitti; finché ci si trova perduti in quella selva di lunghissimi gambi privi di foglie , un po' piegati per il peso del ciuffo di crini spioventi che li fa assomigliare a larve di palme.
Anche i più alti si colgono con uno strappo, con la stessa facilità con cui si coglie un fiore......

Buon Viaggio!!!

martedì 31 luglio 2012

ORGANIZZIAMO un PELLEGRINAGGIO



Vi è un libro sulla nostra bancarella (ve ne abbiamo già parlato sul POST del febbraio 2011) stampato dall'ACI in occasione del Giubileo del 2000. Trattandosi di un edizione economica risulta poco appariscente, inoltre porta ben in vista sulla copertina la data 2000, sono probabilmente questi i motivi per cui nessuno lo sfoglia mai.
E' UN PECCATO!
L'anno di stampa non conta perché i monumenti di cui parla non hanno sicuramente subito modifiche in questi ultimi decenni e non ne subiranno per diverso tempo ancora; infatti il libro parla di santuari e monasteri che si incontrano percorrendo le "vie dei pellegrini" ( via Romea ).
Può non essere un libro esaustivo ma si rivela molto utile a chi intende pianificare un pellegrinaggio o una gita percorrendo una di queste antiche vie. Esso vi da spunti che potrete approfondire, volendo, su internet, ma già da solo è un ottima guida.
Nella parte iniziale del libro vi sono curiosità sul giubileo, gli anni santi e i papi che li hanno indetti. Segue una descrizione delle basiliche e delle catacombe romane.
Prosegue percorrendo la via Romea regione per regione per terminare con un elenco dei santuari e monasteri (che difficilmente troverete in altre pubblicazioni).


Provenendo da Peschiera la Via passa da Lonato dove incontriamo l'Abbazia di Maguzzano risalente al IX secolo. Oggi i Poveri Servi e le Povere Serve della Divina Provvidenza  vi risiedono e accolgono i pellegrini che vi si recano, numerosi, in visita ed in preghiera.....
Seguendo la Via, che porta a Mantova, passiamo per Castiglione delle Stiviere e più a sud per Curtatone dove troviamo il Santuario della Beata Vergine Maria delle Grazie che deve la sua nascita ad un voto solennemente espresso dai Gonzaga per scongiurare la peste del 1339.....
Risale al IX sec. l'immagine di "Madonna col Bambino" custodita nella cappella votiva del Santuario dell'Incoronata a Mantova....
( da Grande Giubileo 2000 dell'ACI )


Come abbiamo già avuto modo di dire, la nostra Bancarella Più Sai Più Sei si trova ogni prima domenica del mese (esclusi gennaio ed agosto) a LIBRISOTTOIPORTICI in Castelgoffredo MN,
per questo motivo vi abbiamo riportato un breve tratto della via pellegrina Romea nord-orientale o
VIA GERMANICA che passa vicino a noi!!!


lunedì 30 gennaio 2012

MAGIA DI PRAGA

Oggi giornata splendida! Sole limpido, aria fredda e tersa in "odor di primavera", come non pensare ad una bella e salutare passeggiata?  O un giro spavaldo per la città? E se la città fosse Praga? Sarebbe perfetto!!!
Basta una delle nostre piccole guide:

Passeggiata trionfale!

E' impossibile non restare incantati.
Questa città, questo cuore irrequieto della Mitteleuropa che Angelo Maria Ripellino paragonava a una bottega lunatica, nella quale il tempo, gran rigattiere, ha accatastato, in un disordine che ha la lucidità di una fiaba, i frantumi e i relitti della storia, ha un fascino misterioso, che ammalia.
Il sortilegio deriva dall'essere stata una  dreivolkerstadt, una città di tre etnie, il miscuglio di tre culture, la ceca, l'ebraica e la tedesca, ricco di impulsi ma anche causa di conflitti.
Se ne è rapiti girando per le vie e le piazze, guardando vicino e lontano, come quel personaggio di Gustav Meyrink, l'autore di Golem, che puntava il cannocchiale sulla città e ne isolava le singole immagini: l'ala di una statua, il fregio di un portone, una guglia, un pilastro del ponte che affonda nelle acque della Moldava.
Nonostante lo straordinario paesaggio complessivo, che avvolge ogni parte, lo sguardo è catturato di continuo, con una seduzione imperiosa, da particolari, specie i tetti e gli abbaini, i coppi che si trasformano in ornamenti fantastici. Si potrebbe passeggiare per ore con gli occhi rivolti in alto, pur sedotti da tante altre cose indimenticabili.
Gotica, barocca, art-noveau, cubista, Praga sorprende per l'eclettismo degli stili, per la ricchezza e la varietà dei suoi volti di pietra: in Europa non esiste forse un'altra città che riunisca in sé una tale molteplicità architettonica in una superficie altrettanto ristretta.
Scoprirla, goderne l'atmosfera è vivere una grande emozione.

da Guida illustrata di Praga del 1979



venerdì 30 dicembre 2011

UN ALTRO SCORCIO DI SVIZZERA!!!




...Il mattino, poco prima delle otto, mi spaventai vedendo nel cielo un bagliore di fuoco, cupo, minaccioso, proprio sopra Berlingen; corsi alla finestra. Era il levar del sole; visione rara da noi, in questa stagione, in cui quotidianamente il sole fino a mezzogiorno è coperto da una fitta nebbia o traspare come una pallida luna. Ma in quel momento la campagna era tersa; la visibilità si estendeva fino a Costanza; l'aria era tiepida,  quasi calda, come quando soffia il Föhn, ma non tanto ventosa. 
Sopra le colline di Berlingen delle nuvole fiammeggianti, oltre le quali spuntava lentamente un gran sole rosso. Anche il lago si colorò di quello stesso cupo color sangue, che fiammeggiò sulle miriadi di tegole, nei vetri delle finestre e nelle fontane, finché il sole non divenne chiaro nel cielo.
Rimasi un attimo a guardare e mi rallegrai, come già altre volte , di avere quella finestra...


Da Davanti alla finestra di Hermann Hesse.

L'alba del 2012 speriamo sia altrettanto luminosa!!!