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martedì 4 febbraio 2020

Sveliamo "L'autore misterioso"

Eccolo l'autore misterioso:



ed ecco i libri di cui vi ho parlato:


1909
1907

avreste mai detto che si trattava di opere sue???


Questa l'ho messa perché mi piaceva ed è una curiosità 

domenica 5 gennaio 2020

Per cominciare il 2020

Iniziamo il nuovo anno con una poesia "particolare".
Da un ANTOLOGIA per la prima classe media 1970 "Voci moderne e antiche".

Uccelli di dodici mesi di Thomas Hardy

USIGNOLO

Fischiano i tordi e i fringuelli a sera
e gli usignoli soli o a canto alterno
- s'annuncia primavera -
e par che il tempo sia loro in eterno.

TORDO

Ma, un anno fa, non tordi né fringuelli
erano, né usignoli tutti insieme, 
ma semplici granelli
d'aria e terra, particole di seme.

FRINGUELLO

Vi auguro un BELLISSIMO 






martedì 24 dicembre 2019

VII°) PRANZO MANTOVANO





Da Adulterio mantovano

..... Per cominciare si era procurata alla bottega del Gallico, esimio cultore della sublime culinaria israelita, caviale e storione del Po; prosciutto e culatello del Felino dal Crivellari, e coppa e spalla di Viadana; col polpettone di tacchino della ditta sopra lodata. Intorno al semplice servizio degli antipasti stavano in bella vista olive, capperi, sottaceti e sottolio dovuti alle tempestive preparazioni di Deifobe nelle sue ore libere.
Degni di menzione anche i pani all'olio e quelli allo strutto espressamente comandati. Dopo gli stuzzichini si passava al pranzo. Agnoli in brodo "sciapà" di manzo, coda e cappone, che a piacere dei commensali potevano essere preceduti da un assaggio "in bevr in vin", versando in una scodella di minestra lo spumoso lambruscone di casa, da servirsi in piedi dandosi reciprocamente di spalle. Era una sapida e pudica cerimonia "che preparava lo stomaco" della quale nessuno, tranne la finissima padrona di casa, si sarebbe privato.



Così, ben disposti al cibo, si sarebbe potuto apprezzare il solenne branzino portato per la festa da Giuan, il pescatore più rispettato del lago e compagno di imprese pescherecce dei fratelli di Francesca. Rifugio di profumate erbette al finocchio e passato al forno, anche il pescione col dovuto accompagnamento di patate, pure al forno, per la conosciuta leggerezza delle sue carni doveva lasciare disponibili a gustare le faraone arrosto farcite di un impasto di prosciutto e castagne confortevole e solleticante. Le insalate varie avrebbero poi rinfrescato il palato per l'assaggio dei formaggi, con il grana, il verde e il panerone ai posti d'onore. Cosa sarebbe mai stato un pranzo di festa senza la corona del dolce, e fosse mai uno comperato, ma fatto in casa, da buona famiglia? Qui il debole per l'eleganza della padrona, doveva giocare un tiro mancino ai suoi invitati con la preferenza da lei imposta ad una certa crema al mandarino adorna di delicate violette sucrées, da lei tenuta in conto di raffinatezza, ma "una insipidezza da educande" per quei palati robusti. Ah, il bel budino al cioccolato a montagna grondante di zabaglione al marsala ardente come il peccato! Il conforto di frivolezze varie, come spumiglie e amaretti con seguito di frutta fresca e secca, vini dolci, strega nocino e maraschino, riuscì moderatamente gli appetenti commensali del maltolto. .....



lunedì 23 dicembre 2019

VI°) UN MENU' BORGHESE


Da Profumo di casa

..... Preparare il pranzo di Natale mi richiede più di due giorni di fatica, ma alla fine son più che soddisfatta dei risultati. Dovendo tener conto anche dei gusti del dottore, che essendo non maritato pranza ogni anno con noi, e dovendo altresì ricordare che mia sorella arriva con due bambini, mi tengo su cibi leggieri e di buon sapore gustoso, alternando piatti di magro a piatti di grasso.

CAPPONE E LESSI VARI
A Natale abbiamo l'abitudine di iniziare con agnellotti in brodo, il quale brodo preparo con spezzature di carni diverse ed un intiero cappone, che avrò prima lasciato bollire in una pentola da solo, per un'oretta, in modo da fargli perdere tutto il grasso. Dispongo il cappone al centro d'un gran vassoio, con attorno le altre carni, e rallegro la portata con citriuolini, cipolline e fagiuolini sott'aceto, disposti a disegno regolare, tanto da formare una raggiera.




STORIONE ALLO SPIEDO
.....

MANZO ARROSTO
.....

COSTOLETTE DI MAIALE ARROSTO
.....

Poiché tutti gli ospiti giungon con torte varie, in genere io preparo dolci e dolcetti piccini, i quali son buoni da consumare anche dopo il pranzo, tra una chiacchera e l'altra.

CHICCHE DI CIOCCOLATA
.....

CAVALLUCCI
.....

Per il Bambino che nasce stanotte 
ogni donna nel mondo avrà un empito
di maternità ed ogni uomo sarà padre.
Per il Bambino che nasce stanotte
la cattiveria umana avrà un attimo
di sospensione e si soffermerà a pensare.
Per il Bambino che nasce stanotte.




sabato 21 dicembre 2019

V°) STUFATO IRLANDESE




Da Tre uomini in barca

..... Disse che ci avrebbe mostrato quanto si può fare sul fiume in fatto di cucina e propose di usare i legumi, i resti della carne fredda, nonché gli altri rimasugli per preparare uno stufato all'irlandese.
L'idea ci sembrò affascinante.....
George trovò assolutamente assurdo faro lo stufato con quattro patate sole e noi ne lavammo una mezza dozzina ancora e le mettemmo in pentola senza pelarle. Aggiungemmo un cavolo e circa due chili di piselli. George rimestò il tutto e poi disse che c'era ancora spazio nella pentola e noi scuotemmo le due ceste e aggiungemmo allo stufato tutti i pezzettini, i resti e i rifiuti che vennero fuori.
c'erano rimasti ancora mezzo polpettone di carne di maiale,  un po' di lardo lessato e freddo e infilammo tutto dentro. George scoprì inoltre una lattina di salmone e ne vuotò il contenuto nella pentola.



Disse che appunto in ciò consisteva la bellezza dello stufato irlandese: ci si libera di tutta la roba vecchia. Pescai ancora e trovai due uova incrinate, e dentro anche quelle. George ci assicurò che così l'intingolo sarebbe venuto più denso.
Ora non ricordo tutti gli altri ingredienti ma vi posso assicurare che nulla fu sciupato; e verso la fine Montmorency (il cane), che era stato attentissimo a tutto il procedimento, si allontanò con un'aria molto seria e pensierosa e poi riapparve, qualche minuto dopo, con un topo di fogna morto in bocca che, evidentemente, voleva offrire come suo contributo al pranzo; non saprei dire se in ciò vi era del sarcasmo o un certo desiderio di collaborare. .....





venerdì 20 dicembre 2019

IV°) TIMBALLO DI MACCHERONI


Da IL GATTOPARDO

..... Perciò quando tre servitori in verde, oro e cipria entrarono recando ciascuno uno smisurato piatto d'argento che conteneva un torreggiante timballo di maccheroni, soltanto quattro su venti persone si astennero dal manifestare una lieta sorpresa: il Principe e la Principessa perché si l'aspettavano, Angelica per affettazione e Concetta per mancanza di appetito. Tutti gli altri (Tancredi compreso, rincresce dirlo) manifestarono il loro sollievo in modi diversi, che andavano dai flautati grugniti estatici del notaio allo strilletto acuto di Francesco Paolo. Lo sguardo circolare minaccioso del padrone di casa troncò del resto subito queste manifestazioni indecorose.



Buone creanze a parte, però, l'aspetto di quei babelici pasticci era ben degno di evocare fremiti di ammirazione.
L'oro brunito dell'involucro, la fragranza di zucchero e di cannella che ne emanava non erano che il preludio della sensazione di delizia che si sprigionava dall'interno quando il coltello squarciava la crosta: ne erompeva dapprima un vapore carico di aromi, si scorgevano poi i fegatini di pollo, gli ovetti duri, le sfilettature di prosciutto, di pollo e di tartufi impigliate nella massa untuosa, caldissima di maccheroncini corti cui l'estratto di carne conferiva un prezioso color camoscio. .....




mercoledì 18 dicembre 2019

III°) A TAVOLA CON VIALARDI

Da La storia in un bicchiere

.....
Nelle cucine del Palazzo Reale di Torino, alcuni sguatteri avevano già pulito e messo a marinare le anguille, che adesso erano pronte per essere infarinate. Atri avevano tolto ogni briciola di terra ai tartufi, tritato l'aglio, il prezzemolo, e le erbe odorose. Il burro friggeva nei tegami e nell'aria c'era un buon profumo di mandorle tostate, di pistacchi, di cedro, di cannella e di cioccolato.
Vialardi andava qua e là, assaggiando salse, sughi, gelatine; aggiungeva ora un pizzico di sale, ora mezzo bicchiere di Madera. Rigirò adagio i beccaccini per non rovinarli e li pose con cura sul piatto di portata. Controllò una frittura, guarnì le animelle con un ciuffo di lattuga. E diede l'ordine di cominciare il servizio per il Re.



Da poco tempo la Corte di Savoia aveva adottato il "servizio alla russa". 
Fino a pochi anni prima, nei pranzi, si seguiva il cosiddetto "servizio alla francese": un gran numero di piatti messi contemporaneamente sul tavolo su vassoi o su scaldini. Ogni commensale mangiava secondo il proprio capriccio e con la massima libertà di combinazioni. Lo stesso succedeva con i vini, che erano serviti dai camerieri e si trovavano già pronti sul tavolo, senza alcun preciso abbinamento.
Il servizio "alla russa", invece, costituiva una vera e propria rivoluzione nel campo della gastronomia: i piatti erano portati in tavola uno alla volta, in successione prestabilita. Le pietanze si potevano mangiare calde, e si diminuivano anche gli sprechi. Il servizio alla russa prevedeva anche - fatto nuovo - un preciso abbinamento dei vini coi piatti.
Uno dei meriti che decenni dopo gli storici della gastronomia hanno riconosciuto a Giovanni Vialardi - oltre a quello di essere stato fra i primi a presentare assieme alla lista dei cibi una "carta dei vini" - è di aver proposto, quasi imposto, i vini piemontesi e in particolare il Barolo, là dove per tradizione venivano serviti i più classici vini francesi. .....



domenica 15 dicembre 2019

II°) A PRANZO CON LA REGINA


Da CUCINA MANTOVANA di principi e popolo


BANCHETTO 
ordinato per la maestà della regina
CHRISTINA di SVEZIA
dal Serenissimo di Mantova
fatto da Bartolomeo Stefani il 27 novembre 1655

.....
Primo servizio di credenza
Fraghe lavate con vino bianco servite con zuccharo sopra, e nel circuito dell'ala del piatto, conchiglie fatte di zucczaro empite delle stesse fraghe, tramezzate con uccelletti fatti di pasta di marzapane, che dal motto loro sembrano voler beccare dette fraghe.
Una suppa di piccioni grossi cotti in latte e malvasia, e cavati da quello, lasciati raffreddare, e con pane di Spagna facendo la suppa imbeverata di malvasia, polverizzata di zucchero e cannella, posti dentro li piccioni ben compartiti in forma di rosa, sopra coperti con latte di pistacchi, tempestati tutti di pignoli che erano stati imbevuti in acqua rosa: sopra l'ala del piatto vi era un rabesco di fiori fatto di pasta di marzapane, tutto agghiacciato di zuccaro e profilato d'oro, essendovi sopra un copertone di zuccaro, sottilmente qual copriva il piatto sforzato e non arrivava al peso di due oncie.



Un pasticcio di fagiano fatto al naturale,qual era tutto di pasta di marzapane, prima il fagiano lardato minutamente, stato in addobbo nelle speziarie e cotto nello spiedo non intieramente, e questo feci, essendo la pasta di marzapane gentile, ed agghiacciato sopra con un ghiaccio di zuccaro. Sopra l'ala del piatto dal lato dove pendeva la testa del fagiano, vi erano puttini che stavano seduti, fatti di butiro e con grani d'uva fresca, tenendogli uno di quelli la testa e l'altro li grani della detta uva, pareva che li ponesse nel becco di detto fagiano, ed altri puttini con fettucce di seta bianca, havendo legato le griffe del fagiano, con moto che pareva le volessero attraere, e fra un puttino e l'altro vi erano fiori di cotognata profilati d'oro. .....





venerdì 13 dicembre 2019

I°) UN BANCHETTO DEL '500



Da La bella tavola
.....
Banchetti è il primo termine che compare sul frontespizio del manuale di Cristoforo Messi Sbugo; cui corrispondono, nel volume, i menù pantagruelici di "dieci cene, tre desinari, un festino".
Possiamo farcene un'idea sintetizzando il primo, offerto il 20 maggio del 1529 dal cardinale Ippolito II d'Este "all'Illustrissimo Signor Don Ercole suo fratello", che sarebbe diventato, cinque anni dopo, duca di Ferrara.
La cena, ch'ebbe luogo nella "delizia" di Belfiore, iniziò in salotto con la recita di una farsa, mentre nel giardino attiguo veniva apparecchiata una tavola sontuosa. I convitati vi giunsero
preceduti da musici vestiti in livrea, e dintornati da giovanetti e fanciulle danzanti.
Ricevettero "l'acqua odorifera" per le mani e cominciarono.
Pastelle di trota, uova ripiene al sapor francese, fritture miste (di storione e di luccio) con arance, cannella e zucchero, storione lesso, orate fritte, minestra bianca d'amido, pizze a sfoglia, pesci piccoli del Po, fritti.



Suonavano tromboni e cornette.
Sfogliatelle di pinoli con formaggio grasso, lucci lessi e zuppa d'orata, rombi, lamprede fritte, tinche alla francese.
Suonavano un oboe, un trombone e un flauto.
Pastelle di bianco mangiare ai lucci fritti, fiordalisi alla francese, zuppa di zibibbo in malvasia, lucci allo spiedo, sarde di mare fritte, 400 "gambari rossi", strisce di storione fritte nel burro, all'inglese.
Accompagnavano un'arpa, un flauto, un clavicembalo.
Ma possiamo fermarci anche solo alla terza vivanda della "cena di pesce"; furono in realtà diciassette più i dolci. .....


mercoledì 6 marzo 2019

CHE LETTORE SEI?




In quasi tutti questi lettori io ritrovo qualcosa di me!
E voi? Che "lettore" siete??

martedì 25 dicembre 2018

12°CARTOLINA: I vangeli

"Grandi cose di te si dicono
o Maria
perché da te è nato
Cristo nostro Dio"

Da collezione privata
Cartolina non viaggiata

.....
La parola "vangelo" deriva dal vocabolo greco euangélion, che significa "buona novella" oppure "proclamazione".
I vangeli furono originariamente redatti da cristiani per annunciare al mondo la venuta di Gesù, il Cristo. 
Si indirizzavano sia ai credenti - per confermarli e istruirli nella fede - sia ai non credenti, per convertirli alla fede.
Gli autori dei Vangeli non tentarono di essere obbiettivi, nel senso che un giornalista moderno vorrebbe
I Vangeli sono documenti di fede, dall'inizio alla fine, sorretti dalla ferma convinzione di narrare la storia non di eventi ordinari, bensì di fatti miracolosi che confermano l'intervento diretto di Dio in terra.
L'evangelista Marco esprime bene l'impegno di tutti e quattro i Vangeli, avviando la sua narrazione con una dichiarazione di fede:
"Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio" (Marco 1,1)

Da collezione privata
Cartolina viaggiata da Quistello MN a Mantova
1935


E fu notte.
E venne Gesù fra noi
e mise nei nostri cuori
un pensiero di bontà vera
un pensiero d'amicizia profonda
che - disse Lui - 
non doveva rimanere parola vuota
ma tradursi in verità
quella verità che si chiama
Amore
Donazione
Sacrificio
e che lascia nel cuore
un raggio di gioia pura
che illumina il senso della vita.

Da collezione privata
Cartolina viaggiata in busta
Dipinta a mano
1919


lunedì 24 dicembre 2018

11°CARTOLINA: I re

Un lungo viaggio
Da collezione privata
Cartolina viaggiata da Castelgoffredo MN a Castelgoffredo MN
?
.....
Nei giorni seguenti arrivarono i re Maagi... erano tre fratelli: il primo era Melkon, re dei Persiani, il secondo Gaspar , re degli Indi e il terzo Balthasar, re degli Arabi. I comandanti del loro corteggio, investiti della suprema autorità, erano dodici.
I drappelli di cavalleria che li accompagnavano comprendevano dodicimila uomini: quattromila per ciascun regno. Tutti venivano, per ordine di Dio, dalla terra dei Magi, dalle regioni d'Oriente.
Melkon, il primo re, aveva mirra, aloe, mussolina, porpora, pezze di lino.
Il secondo re, il re degli Indi, Gaspar, aveva come doni in onore del bambino, del nardo prezioso, della mirra, della cannella, del cinnamomo e dell'incenso e altri profumi.
Il terzo, il re degli Arabi, Balthasar, aveva oro, argento, pietre preziose, zaffiri di gran valore e perle fini.
Entrati nella grotta , essi vi trovarono Maria, giuseppe e il bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia. Lo adorarono, offrirono i doni e riverirono giuseppe e Maria. Giuseppe e Maria erano stupiti di vedere quei tre figli di re, con la tiara in testa, inginocchiati in adorazione davanti al neonato, senza far alcuna domanda su di lui.
.....
Vangelo dell'infanzia Armeno dai Vangeli Apocrifi


Da collezione privata
Cartolina viaggiata da Montichiari BS a Carpenedolo Bs
1985


domenica 23 dicembre 2018

10°cartolina: Le tradizioni

Da collezione privata
Cartolina viaggiata da Acquafredda BS a Castelgoffredo MN
1982
L'epifania
.....
Una volta mi trovavo con il mio bambino nel porto di un piccolo villaggio spagnolo di pescatori ed ebbi modo di osservare la scialuppa del dazio, pesantemente mascherata con tele colorate e brillante di girandole fischianti, che lanciava fuochi artificiali via via che si avvicinava; quando toccò la riva, ne scesero tre re sontuosamente vestiti che furono accolti da tre cavalli altrettanto sontuosamente bardati e guidati da paggi. I re montarono a cavallo, piuttosto instabilmente per la verità essendo più abituati a cavalcare le onde, e vennero guidati fino in Comune. Là erano attesi da una grande fila di pacchi, che distribuirono fra i bambini del villaggio (il mio compreso) con grande gioia di tutti.
Non era il 25 dicembre ma l'Epifania.
Una volta ho celebrato l'Epifania con circa duecento iugoslavi - esuli dal loro paese avendo combattuto dalla parte sbagliata durante la guerra - che vivevano in un campo profughi in Inghilterra. L'Epifania continuò per tre giorni e tre notti: un maiale fu arrostito intero con una mela in bocca, una piccola quercia decorata di mele fu trascinata nel campo e si brindò con centinaia di bicchieri di slivovitza. Formavano una lunga catena di danzatori, con le braccia di ciascuno sul collo dei vicini, e come dono particolare ricevemmo le canzoni popolari di tre magnifici croati, fatti venire da londra per l'occasione.
.....
da LA CASA DEL PASSATO di John Seymour


Da collezione privata
Cartolina non viaggiata


sabato 22 dicembre 2018

9°CARTOLINA: Il dolce

Sulla tavola di Natale
Da collezione privata
Cartolina non viaggiata
Ananas glassato allo sciroppo di basilico
con basilico cristallizzato
Ingredienti:
60 gr di zucchero semolato
5 cl d'acqua
1 mazzetto di basilico
100 gr di zucchero cristallizzato
1 ananas
1 limone verde
1 albume
0,5 l di sorbetto al limone
pepe nero in grani

Pulire le foglie di basilico con carta assorbente inumidita e asciugarle su altra carta assorbente.
Sbattere l'albume e pennellare venti foglie di basilico su entrambe le facce. Porle nello zucchero cristallizzato, muovendo il contenitore per facilitare la presa. Disporle sopra una griglia e lasciare seccare.
Con un pelapatate pelare il limone verde e tagliare le scorzette per il lungo in modo da ottenere dei fili finissimi.
Tagliare la base e la cima dell'ananas e poi pelarlo verticalmente con un coltello a microdenti. tagliare in quattro spicchi e togliere la parte legnosa.
Tagliare ogni quarto di ananas in fettine finissime e disporle su tutta la superficie di quattro piatti. Decorare con le scorzette di limone verde.
Portate a ebollizione i 60 grammi di zucchero semolato con i 5 cl di acqua assieme a 3 grani di pepe nero. Togliere dal fuoco e mettete  in infusione le foglie di basilico restanti. Coprire e lasciare raffreddare. Filtrare e porre in frigorifero.
Versare due cucchiai di sciroppo sopra ogni piatto d'ananas. Disporre al centro di ogni piatto una pallina di sorbetto al limone. Decorare con le foglie di basilico cristallizzato e servire subito.

Primeggiando il gusto dell'ananas con lo sciroppo di basilico, il sorbetto al limone si può acquistare. Tuttavia, l'uso di un semifreddo al limone o di una granita al limone porta il dolce all'unicità.

Il gusto dell'ananas fresco con lo sciroppo al basilico offre il registro dell'amaro dolce, mantenendo la distinzione della polarità, che invece è quasi tolta nell'ananas venduto già sciroppato. il basilico aggiunge una nota di fresco differente, rafforzato leggermente dal forte dei granelli di pepe. E nella degustazione, il sorbetto è il contrappunto agro cremoso e gelato, mentre le foglie di basilico cristallizzato sono il contrappunto di una struttura sabbiosa dolce che si combina con il "croccante" delle scorzette di limone.

Villa San Carlo Borromeo "300 ricette" di Giancarlo Calciolari



Da collezione privata
Cartolina viaggiata da Brescia a Castelgoffredo MN
1993

mercoledì 19 dicembre 2018

8°CARTOLINA: Il capriolo

Nascosto tra i boschi
Da collezione privata
Cartolina non viaggiata
Il capriolo è relativamente piccolo, poiché misura da 50 a 80 centimetri al garrese.
Nasce all'inizio dell'estate, in un luogo tranquillo nascosto tra i massi e i cespugli, e sgrana sull'incantevole selva che lo circonda i grandi occhi umidi e dolci.
Le sue zampe sono lunghe, esili, dall'apparenza fragilissima, il suo pelame fulvo porta delle gaie e vistose macchie bianche, che scompariranno poi nell'inverno seguente con una muta che "vestirà" l'animale del grigio colore invernale.
La madre lo cura teneramente e lo avverte del minimo pericolo, battendo in terra lo zoccolo oppure emettendo una specie di flebile lamento.
Dopo dieci o dodici giorni, il piccolo Capriolo è già in grado di seguire la madre al pascolo, dove impara a conoscere le gemme e le foglie di cui si alimenterà (querce, olmi, betulle, pini, aceri, carpini) e qualche leccornia proibita, come il frumento, la segale, l'avena e i cavoli.
Verso la primavera seguente, incominciano a spuntare le corna sulla fronte del maschio e nello stesso tempo si fanno sentire gli stimoli della riproduzione: giovani e adulti lottano allora accanitamente per conquistare la compagna desiderata, e si mostrano violenti, gelosi e litigiosi come pochi altri animali; loro, i graziosi e simpatici Caprioli che hanno un aspetto così timido e dolce.
Essi amano vivere liberi, nei boschi frondosi, e non si lasciano mai addomesticare completamente, conservando sempre immutato il loro spirito indomabile di creature irrequiete, desiderose di solitudine, di spazio, di libertà.


Da collezione privata
Cartolina viaggiata da Erice TR a Carpenedolo BS
1965


martedì 18 dicembre 2018

7°CARTOLINA: La cometa

Una stella in cielo
Da collezione privata
Cartolina non viaggiata

.....
- Dobbiamo spendere qualche parola sulle comete, questi astri erranti che un tempo incutevano timore e spavento.
Coma, in latino significa chioma: le comete sono dunque degli astri capelluti, ma non sempre ci si presentano così: talvolta la coda manca affatto. Le comete più famose però per la grandezza e la luminosità assunsero delle forme svariatissime. L'una scioglieva dietro di sé una capigliatura argentea folta e prolissa; l'altra parea un'immensa spada senz'elsa; questa un vasto ventaglio aperto nel cielo, quella un pennacchio purpureo alzato sopra un elmo invisibile; le forme insomma più strane e bizzarre di croci e pugnali, criniere e barbe irsute, dardi e scimitarre. l'apparizione di questi astri fu, per molti secoli, ritenuta un presagio funesto.
Quando morì Giulio Cesare, apparve in cielo una cometa e subito si disse che l'anima esule del grande guerriero, fatta eterea e luminosa, ancora governava di lassù le sorti di Roma; una cometa annunziò la morte di Vespasiano, un'altra quella di Costantino e di Attila. La cometa purpurea del 1577 destò tanto terrore che si credette al finimondo. e si videro allora ricchi e potenti donare i loro averi alla Chiesa per essere assolti dai peccati e frati e monaci che accettavano i doni.
- Per goderseli poi a tutt'agio a pericolo passato, disse Vincitutto.
- Hai tu veduto zio, qualche bella cometa? domandò Elena.
- Di telescopiche ne ho vedute parecchie, ma la più bella di cui mi son goduta l'apparizione e che certo anche vostra mamma ricorda, fu quella del 1881; e rammento che il vostro nonno mi parlò un giorno, con grande entusiasmo, delle due comete, del 1843 e del 1858. Quest'ultima infatti, scoperta da Donati, fu una delle più belle. Il suo nucleo aveva un diametro di circa 9000 chilometri, la sua coda, il 5 ottobre, era uno strascico luminoso di 88 milioni di chilometri: cinque giorni dopo ne misurava 160 milioni. La coda della grande cometa del 1843 raggiunse l'enorme lunghezza di 320 milioni di chilometri! Ma malgrado il loro volume tutte le comete hanno una piccolissima massa: sono dei pulviscoli solidi natanti in una, atmosfera gasosa, o, forse, nient'altro che gasose le quali, quando si accostano al Sole, si rendono visibili perché l'astro del giorno le rischiara e provoca nella loro tenue massa degli sconvolgimenti davvero spaventosi.
.....
da Il libro del cielo di A. PADOVAN


Da collezione privata
Cartolina viaggiata da Brescia a Bologna
1964

domenica 16 dicembre 2018

6°CARTOLINA: Il pattinaggio

Dalla neve al ghiaccio
Da collezione privata
Biglietto da busta (smarrita)
Illustrato da A. Bertiglia
.....
Il pattinaggio, come il suo cugino del Nord, lo sci, è una attività vecchia come il mondo o pressapoco.
Per spostarsi più rapidamente e con maggior controllo dei movimenti sulle superfici gelate dei laghi, dei fiumi e anche delle rive del mare, gli uomini ricorsero dapprima a delle lame ricavate da ossi di animali applicate sotto le scarpe o gli zoccoli, e successivamente perfezionarono il sistema, ricorrendo al più duraturo metallo. Pattini di metallo vecchi di almeno due millenni sono stati, per esempio, ritrovati in Russia.
Nel Medio Evo, sopratutto in Olanda e in Scozia, i pattini erano il più veloce mezzo di comunicazione durante i freddi inverni.
In questi paesi e, generalmente, ovunque il freddo avesse assicurato la materia prima (il ghiaccio), i pattini erano usati anche come mezzo di svago, per i giochi dei bambini e anche degli adulti. Nel XV secolo venivano organizzate gare di corsa tra gli uomini, mentre le donne eseguivano, pattini ai piedi, danze folcloristiche.
Quelle corse e quelle danze sono gli antenati del pattinaggio di velocità e del pattinaggio artistico.
Mentre lo sci restò per molto tempo confinato nelle sue terre d'origine e usato esclusivamente come strumento di lavoro, i pattini ebbero una rapida carriera nel bel mondo, imponendosi come mezzo di svago ovunque il freddo dell'inverno avesse garantito ghiaccio sufficientemente solido.
La moda non risparmiò nessuno, tant'è vero che si ha notizia delle "pattinate" di Maria Antonietta a Versailles e della regina Vittoria sulle acque eccezionalmente gelate del Tamigi.
A proposito del Tamigi , è da segnalare che ancora una volta fu la Gran Bretagna, culla di tanti sport, a far da corona ai primi passi ufficiali del pattinaggio inteso in senso agonistico.

Il primo club di pattinaggio fu fondato a Edimburgo , in Scozia, nel 1652.
La prima corsa ufficiale fu disputata in Inghilterra sulla distanza di 15 miglia (24 Km).
A Londra, infine, fu costruita, nel 1876, la prima pista con ghiaccio artificiale.
.....
da Manuale delle Giovani Marmotte 4°


Da collezione privata
Biglietto da busta viaggiato da
Casale Cremasco CR a Castelgoffredo MN

1984