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giovedì 20 febbraio 2020

IL PASTICCERE

Febbraio, mese di baldoria e di abbuffate dolci. Ed allora eccovi da un libro di lettura della seconda elementare, "L'aquilone" del 1967, una poesiola infantile e giocosa alla quale farà seguito, nel prossimo POST, una ricetta di dolcetti "carnevaleschi".


Son sicuro, mi direte:
"Questo si che è un bel mestiere!"
Sfido io: a voi ghiottoni
piace fare il pasticcere.

Creme e paste, torte e dolci,
chicche, panne e biscottini:
che profumi, che delizie!
Questo è il regno dei bambini.

domenica 5 gennaio 2020

Per cominciare il 2020

Iniziamo il nuovo anno con una poesia "particolare".
Da un ANTOLOGIA per la prima classe media 1970 "Voci moderne e antiche".

Uccelli di dodici mesi di Thomas Hardy

USIGNOLO

Fischiano i tordi e i fringuelli a sera
e gli usignoli soli o a canto alterno
- s'annuncia primavera -
e par che il tempo sia loro in eterno.

TORDO

Ma, un anno fa, non tordi né fringuelli
erano, né usignoli tutti insieme, 
ma semplici granelli
d'aria e terra, particole di seme.

FRINGUELLO

Vi auguro un BELLISSIMO 






sabato 15 dicembre 2018

5°CARTOLINA: La neve

Un riparo dal "freddo"
Da collezione privata
Cartolina non viaggiata

    NEVICATA   Guido Gozzano

Dalle profondità dei cieli tetri
scende la bella neve sonnolenta,
tutte le cose ammanta come spetri:
scende, risale, impetuosa, lenta,
di su, di giù, di qua, di là, s'avventa
alle finestre, tamburella i vetri...

Turbina densa in fiocchi di bambagia,
imbianca i tetti ed i selciati lordi,
piomba dai rami curvi, in blocchi sordi...
Nel caminetto crepita la bragia
e l'anima del reduce s'adagia
nella bianca tristezza dei ricordi.

da Il libro della poesia di Luigi Siciliani 


Da collezione privata
Cartolina non viaggiata
  



sabato 24 novembre 2018

Il numero 36: poesia di G. Bertacchi


N.36


Le Dimenticate

Uomo, confessa: quante volte alzasti
con degno cuore il pigro occhio lassù?
Quelle luci nei cieli aperti e vasti
quante mai volte le contempli tu?

Pur dall'azzurro le sorelle arcane
sgorgan fedeli ad ogni morto dì,
e brillan alte, brillano lontane,
che ognun le possa contemplar di qui.

Uomo, tu vai: tutte le cose amate
restano immote, come chiuse in sè:
sol di lassù le tremule obliate,
solo le stelle vengono con te.

di Giovanni Bertacchi


sabato 21 gennaio 2017

Al bel tempo di questi giorni

Ispirate dalle belle giornate, che si susseguono in questo Gennaio qua da noi, abbiamo scelto questa poesia...:



Il tempo perso

Sulla porta dell'officina
d'improvviso si ferma l'operaio
la bella giornata l'ha tirato per la giacca
e non appena volta lo sguardo
per osservare il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo
fa l'occhiolino
familiarmente
Dimmi dunque compagno Sole
davvero non ti sembra
che sia un po' da coglione
regalare una giornata come questa
ad un padrone?



Da POESIE di Jacques Prévert
EDITO da GUANDA  1996






mercoledì 21 dicembre 2016

16° FINESTRELLA Alice

Mercoledì 21 DICEMBRE

Gli AUGURI di ALICE


Immagine scelta per rappresentare ALICE
Da un volume di "Cori Trentini" un canto Natalizio...

Atmosfera evocativa, semplicità della raffigurazione, ingenuità emotiva in cui il mistero natalizio e il mondo contadino si sovrappongono e si identificano l'uno nell'altro: i canti che appartengono a questo filone rappresentano una delle più tipiche e credibili testimonianze dello spirito religioso popolare.



E sta note è nato 'n tera

E sta note è nato 'n tera
Gesù Cristo Redentor
L'è vegnù dal Cielo 'n tera
per salvarne da l'eror.

E l'è nato 'n te na stala
'n mez al bò e a l'asenel
che 'l pareva na gran sala
preparada za per quel.

Non gh'è peze, no gh'è fase
per poderlo riscaldar
la so mama povereta 
no la sa più cosa far.

La se leva 'l vel da testa
per poterlo ricoprir
fra careze e na gran festa
tra le lagrime e i sospir.



martedì 20 dicembre 2016

15° FINESTRELLA Francesca

Martedì 20 DICEMBRE

Gli auguri di FRANCESCA



Immagine scelta per rappresentare FRANCESCA

Da uno dei suoi "vecchissimi" (dice lei) sussidiari, Francesca ha scelto di regalarvi questa poesia, difficilissima da trovare altrove (dice lei), di A. S. Novaro.


I mesi dell'anno

Gennaio mette ai monti la parrucca,
Febbraio grandi e piccoli imbacucca;
Marzo libera il sol di prigionia,
April di bei color gli orna la via;
Maggio vive tra musiche d'uccelli,
Giugno ama i frutti appesi ai ramoscelli;
Luglio falcia le messi al solleone,
Agosto, avaro, ansando le ripone;
Settembre i dolci grappoli arrubina,
Ottobre di vendemmia empie le tina;
Novembre ammucchia aride foglie in terra,
Dicembre ammazza l'anno e lo sotterra.





domenica 18 dicembre 2016

13° FINESTRELLA Clara

Domenica 18 DICEMBRE

Gli AUGURI di CLARA


Immagine scelta per rappresentare CLARA
Clara ha scelto di regalarvi una preghiera, convinta che ci sia un grande bisogno di preghiere  in questo tempo.


Vespro di Natale   di   San Francesco

 Esultate in Dio nostro aiuto, elevate il vostro canto di giubilo al Signore Dio, vivo e vero con voce di esultanza.
 Poiché eccelso e terribile è il Signore, re grande su tutta la terra.
 Poiché il santissimo Padre celeste, nostro Re dall'eternità, ha mandato dall'alto il suo Figlio diletto, ed egli è nato dalla beata Vergine santa Maria.
 Egli mi ha invocato: "Il Padre mio sei tu"; ed io lo riconoscerò come primogenito, più alto dei re della terra.
 In quel giorno il Signore ha mandato la sua misericordia, nella notte si è udito il suo cantico.
 Questo è il giorno fatto dal Signore: esultiamo e rallegriamoci in esso.
 Poiché il santissimo bambino diletto ci è stato donato e per noi è nato, lungo la via e deposto in una mangiatoia, perché non c'era posto nell'albergo.
 Gloria al Signore Dio nell'alto dei cieli, e pace in terra agli uomini di buona volontà.
 Si allietino i cieli ed esulti la terra, frema di gioia il mare e quanto contiene; esulteranno i campi e tutte le cose che in essi si trovano.
 Cantate a lui un cantico nuovo; canti al Signore tutta la terra.
 Poiché grande è il Signore e degno d'ogni lode, è terribile sopra tutti gli dei.
 Date al Signore, o famiglie dei popoli, date al Signore la gloria e l'onore; date al Signore la gloria per il suo nome.
 Portate in offerta i vostri corpi e caricatevi sulle spalle la sua santa croce e seguite sino alla fine i suoi comandamenti.









giovedì 15 dicembre 2016

12° FINESTRELLA

Venerdì 16 DICEMBRE


Ma dove troverò mai il tempo
 per non leggere tante cose?
Da  Il mio libro di NATALE   una FILASTROCCA   di  Patrizia Nencini


Babbo Natale
 Sono un papà molto speciale
mi chiamo Babbo Natale!
 Il vestito che portò addosso
è di un vivace colore rosso.
 Cappello, stivali e cintura
completano la mia figura.
 Quando mi guardo nello specchio
vedo la faccia di un bel vecchio.
 Vivo al Polo tra nevi e orsacchiotti
insieme a tanti gnomi grassotti.
 Al lume fioco di una lampadina,
leggo la posta fino alla mattina.



 Nella stanza delle sorprese
incarto i regali dal primo del mese.
 Ho una slitta a nove renne
e scio sulla neve carico di strenne.
 Per non sentire la tramontana
mi copro tutto con la sciarpa di lana.
 Arrivo in città a notte scura,
lascio le renne per una nuova avventura.
 Salgo svelto sopra al tetto,
poi scivolo piano nel caminetto:
 nella casa tutto tace
e a luci spente regna la pace.



 L'albero di Natale è luminoso:
metto i giocattoli e mi allontano silenzioso.
 Dopo un dolcetto e un riposino
lascio la casa di ogni bambino.
 Al mattino, tutto solo,
sveglio le renne e via... verso il Polo!
 Durante il viaggio saluto tutti:
i piccoli, i grandi, i belli e i brutti!
 A casa arrivo con un po' d'affanno,
mi stendo sul letto e dormo per un anno.
 Sogno una notte fatata e speciale...
il tempo è passato: è già Natale.





martedì 6 dicembre 2016

2° FINESTRELLA

Martedì 6 Dicembre
Per sognare non bisogna chiudere gli occhi,
bisogna leggere.
E' la sera, tutto tace
là sul piano, là sui monti
e sui boschi tutto è pace
tutto è bene
e Dio viene...

Per gentile concessione di KOTICK

Canti di mezzanotte   editrice SCINO'1947?



1° FINESTRELLA

Lunedì 5 Dicembre


Una stanza senza libri
è come un corpo senza anima


                             Il presepe di Greggio

Salgono i frati: vien dalla vallata,
la buona gente, nella notte fonda.
Fiaccole e lumi segnano i sentieri
e l'aria è immota sotto lo stellato;
culla la valle suono di campane.

Lieve è il cammino. vanno i passeggeri
recando ognuno un cuore di bambino
colmo di attesa: van come i pastori
verso il presepe e intorno è tanta pace.
Ecco appare la grotta: ecco sospesa
brilla la stella! Gli occhi, desiosi,
guardan la greppia, il bue e l'asinello;
guardan l'altare: poi ciascuno.. sogna.

Ma il santo vede: vede il Dio Bambino,
piccolo e bianco nella mangiatoia.
Si china: ascolta il tenero vagito;
gli fa culla d'amore fra le braccia,
sopra il suo saio povero e sdrucito,
e il cuore divino batte sul suo cuore.

Angeli scendon lungo vie di stelle:
un cielo di indicibile splendore
s'incurva sul presepe: a tratti, sale
un dondolio lontano di campane.

Vive, ciascuno, il sogno di Natale.


VOCI di PICCOLI in FESTA   1957   Edizioni "FRATE INDOVINO"






giovedì 29 settembre 2016

Una poesia all'AUTUNNO

AUTUNNO     di   Giovanni Pascoli



Lungo la strada, vedi su la siepe
ridere a mazzi le vermiglie bacche:
nei campi arati tornano al presepe
                                   tarde le vacche.

Viene per la strada un povero, che il lento
passo tra le foglie stridule trascina:
nei campi intuona una fanciulla al vento:
                                             Fiore di spina!...

Dove se non sulle vecchie antologie e sussidiari scolastici si possono ancora rileggere le "nostalgiche" poesie???

venerdì 2 ottobre 2015

Poesia AUTUNNALE

Parliamo dell'AUTUNNO che quest'anno è arrivato, dopo una torrida estate, puntualissimo, portando piogge (non da noi) e abbassando le temperature anche di 15 gradi in pochi giorni.


Suggeritaci dalla nostra giovane studente, Francy, ecco parte di una poesia tratta da una delle sue numerose "vecchie antologie"

Le STAGIONI   di   Corrado Govoni

...
Canto anche a te, o grave autunno:
con la tua frutta squisita 
che pende dai rami brulli
come una felicità compita;
con le tue tristezze finali:
le monotone piogge
che rigano i pallidi vetri
e intristiscono le anime,
le implacabili nebbie
che sfumano come un inodoro incenso
e restringono attorno a noi il mondo,
e i nobili corvi
sempre vestiti a lutto stretto;
con i poveri camposanti,
pieni di corone variopinte,
tristi girandole di fiori sulle tombe.
Oh, lungo le spogliate siepi,
il triste campanellino del pettirosso,
come se da mane a sera
si porti il viatico a qualcuno!
Senza rimpianti cadono le foglie.
Sonnecchia il sole
sulle deserte soglie.
...


Ora passa e declina,
in questo autunno, che incede
con lentezza indicibile,
il meglio tempo della nostra vita

e lungamente ci dice addio.
Vincenzo Cardarelli


martedì 27 maggio 2014

Sul vino


.... la fu riempito un cratere di ambrosia
Ermes prese un anfora e versò il vino agli dei
ed essi tutti stringevano fra le mani grandi coppe
e offrivano una libagione: auguravano allo sposo
tutta la felicità
Saffo 

giovedì 17 aprile 2014

PASQUA è alle porte




Il 22 aprile 2011 per farvi gli auguri di una Buona Pasqua abbiamo usato una bella e poconota poesia di Giovanni Marradi dal titolo CANZONE di PASQUA, che vi invitiamo ad andare a rileggere.
Quest'anno invece vi proponiamo una poesia di Emily Dickinson, che come tutte le sue poesie non ha titolo ma un numero 40.
Ha noi pare adatta ad una riflessione in questi giorni che precedono 
la Pasqua di Resurezzione sia che la sentiate come festa religiosa 
sia che la consideriate più una "festa di primavera". 




Quando conto i semi
sparsi sottoterrra
che poi fioriranno-

quando penso a tanti
che giacciono là sotto
e che saranno accolti in alto-

e quando credo nel giardino
che i mortali non vedono,
quando colgo i suoi fiori con la fede
e ne scanso le api,
so allora rinunziare a quest'estate
senza rimpianto.

nella traduzione di Margherita Guidacci


AUGURI
di
BUONA PASQUA
a TUTTI!!!


giovedì 16 gennaio 2014

Un altro poeta francese!!!

SPLEEN

Ho dentro più ricordi che se avessi mill'anni.

Un'alta cassettiera che trabocchi
di verbali e romanze, bigliettini, bilanci, poesie,
1821-1867
di grevi ciocche avvolta in ricevute,
non nasconde i segreti che nasconde
il mio triste cervello. E' una cripta, una piramide
immensa, con più morti della fossa comune...
-Eccomi: un cimitero che la luna diserta,
dove lunghi vermi che sembrano rimorsi
danno l'assalto ai morti che ho più cari;
un salotto decrepito, gremito
d'oggetti fuori moda fra le rose appassite,
fra i pastelli legnosi e i pallidi Boucher
che profumano, soli, come boccette aperte.

Niente uguaglia in lunghezza quei giorni zoppicanti
che sotto i fiocchi grevi delle annate di neve
la noia, triste frutto dell'incuriosità,
prende misura d'immortalità.
-E tu ormai non sei altro, materia della vita!
che un granaio assediato da un labile terrore,
immerso nella bruma d'un Sahara profondo:
vecchia sfinge che il mondo trascura, che le carte
ignorano e soltanto
ai raggi del tramonto ferocemente canta!

di Charles Baudelaire


mercoledì 15 gennaio 2014

DA " Gran Testamento"

Poeta francese, di tutt'altra epoca.
Francois Villon nato nel 1431 a Parigi.

.....
La pioggia ci ha lavati e liscivati,
e il sole disseccati e fatti neri;
le piche e i corvi gli occhi ci han cavati,
e strappato dal cranio e ciglia e peli.
Non ci è dato ristare un sol momento;
e di qua e di là, a mutar di vento,
senza posa balliamo a suo piacere;
ditàli siam, dai becchi crivellati.
State lontani dai nostri peccati,
pregate Iddio perché ci voglia assolvere.
......
( da "La ballata degli impiccati")


RICORRENZA Letteraria

16 Gennaio 1884
Nasce a Montevideo lo scrittore e poeta francese Jules Superville.

Siate buoni col poeta
1884-1960
Il più dolce degli animali
Ci presta il cuore, la testa
Indossa tutti i nostri mali
Si fa nostro gemello...

(Appendice, da Poesie)


mercoledì 30 ottobre 2013

NOVEMBRE

Proverbi novembrini...

A Ognissanti, manicotto e guanti.
Per Santa Caterina, la neve alla collina.
Per San Clemente, l'inverno mette un dente.
Da San Martino a Natale, ogni povero sta male.

... e una poesia:

Sul tronco i rami snelli
- mani aperte in preghiera -
e intorno i ramoscelli
con dita, a raggiera.

E, in fila, al sole, gocciole,
tremule frange d'oro,
e, a gola tesa, un passero
che loda Iddio fra loro.

Guardo: il passo rallento...
E il cuore è contento.

Joza Lovrencic

da "Il mondo è la mia patria" libro di letture per la classe 5° ed. 1966.


Al monte e alla pianura
ecco novembre toglie
anche l'ultimo verde, ...