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martedì 14 maggio 2024

MAGGIO mese di MATRIMONI...

E nel mese di MAGGIO si cominciano a vedere le celebrazioni di COMUNIONI, CRESIME, e MATRIMONI. 

Dal libro IL PALIO DEI BUFFI  NOVELLE  di Aldo Palazzeschi terza edizione VALLECCHI 1943 ho tratto questa pagina ma se ne avete occasione leggetela tutta questa novella è molto molto bella e... simpatica. E probabilmente lo sono anche le altre.



GEDEONE E LA SUA STELLA

Quando stella disse a Gedeone il suo famoso "si", era una ragazza stagionata, più che trentenne. Non aveva avuto fretta di maritarsi; il carattere altezzoso e rigido, come il portamento e la figura, le aveva tenuto i giovanotti a rispettosa distanza, permettendole troppo di calcolare; nè d'altra parte aveva favorito quei naturali scoppi delle simpatie che il popolo chiama caldane, cotte, scuffie, cantonate... E per quanto fosse una bella ragazza, nella prima gioventù era passata per la più bella del paese, i giovanotti la giudicavano superbiosa e frigida, troppo alta e fiera. alla sua bellezza era mancata la scintilla, tutti avevano detto "bella" senza accendersi, o senza riuscire ad accenderla. Era rimasta lì.


Le donne, sentendone vantare la bellezza, dicevano che era un bel carabiniere, un granatiere, ma in questo caso non bisogna dar retta alle donne, per quanto sovente ne assumesse l'atteggiamento e l'espressione; sennò dicevano che era un buco arrovesciato, un libro chiuso, una donna di marmo.
E Gedeone, come Stella, non era più un adolescente, oltre trent'anni anch'esso, e per quanto si potesse dire un bel giovinotto, non aveva preso moglie; e dovendone accollare al carattere la ragione bisognerebbe aggiungere: per l'opposta ragione. Tanto Stella era scontrosa e dura, tanto Gedeone era sorridente e tenero, espansivo, sensibile, poetico; e con tutto ciò le ragazze non si erano strappate i capelli per averlo. Lo giudicavano melenso, patetico, troppo fantastico, antipatico, un fico tiepido.




domenica 5 gennaio 2020

Per cominciare il 2020

Iniziamo il nuovo anno con una poesia "particolare".
Da un ANTOLOGIA per la prima classe media 1970 "Voci moderne e antiche".

Uccelli di dodici mesi di Thomas Hardy

USIGNOLO

Fischiano i tordi e i fringuelli a sera
e gli usignoli soli o a canto alterno
- s'annuncia primavera -
e par che il tempo sia loro in eterno.

TORDO

Ma, un anno fa, non tordi né fringuelli
erano, né usignoli tutti insieme, 
ma semplici granelli
d'aria e terra, particole di seme.

FRINGUELLO

Vi auguro un BELLISSIMO 






mercoledì 25 dicembre 2019

BUON NATALE 2019



Vi auguro di tutto cuore un sereno Natale fatto di tante piccole gioie e immensa felicità!
da Carla

martedì 25 dicembre 2018

12°CARTOLINA: I vangeli

"Grandi cose di te si dicono
o Maria
perché da te è nato
Cristo nostro Dio"

Da collezione privata
Cartolina non viaggiata

.....
La parola "vangelo" deriva dal vocabolo greco euangélion, che significa "buona novella" oppure "proclamazione".
I vangeli furono originariamente redatti da cristiani per annunciare al mondo la venuta di Gesù, il Cristo. 
Si indirizzavano sia ai credenti - per confermarli e istruirli nella fede - sia ai non credenti, per convertirli alla fede.
Gli autori dei Vangeli non tentarono di essere obbiettivi, nel senso che un giornalista moderno vorrebbe
I Vangeli sono documenti di fede, dall'inizio alla fine, sorretti dalla ferma convinzione di narrare la storia non di eventi ordinari, bensì di fatti miracolosi che confermano l'intervento diretto di Dio in terra.
L'evangelista Marco esprime bene l'impegno di tutti e quattro i Vangeli, avviando la sua narrazione con una dichiarazione di fede:
"Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio" (Marco 1,1)

Da collezione privata
Cartolina viaggiata da Quistello MN a Mantova
1935


E fu notte.
E venne Gesù fra noi
e mise nei nostri cuori
un pensiero di bontà vera
un pensiero d'amicizia profonda
che - disse Lui - 
non doveva rimanere parola vuota
ma tradursi in verità
quella verità che si chiama
Amore
Donazione
Sacrificio
e che lascia nel cuore
un raggio di gioia pura
che illumina il senso della vita.

Da collezione privata
Cartolina viaggiata in busta
Dipinta a mano
1919


lunedì 24 dicembre 2018

AUGURI

Che bel dono un libro...

...e la notte di natale diventa magica

Auguri infiniti a voi!!!

11°CARTOLINA: I re

Un lungo viaggio
Da collezione privata
Cartolina viaggiata da Castelgoffredo MN a Castelgoffredo MN
?
.....
Nei giorni seguenti arrivarono i re Maagi... erano tre fratelli: il primo era Melkon, re dei Persiani, il secondo Gaspar , re degli Indi e il terzo Balthasar, re degli Arabi. I comandanti del loro corteggio, investiti della suprema autorità, erano dodici.
I drappelli di cavalleria che li accompagnavano comprendevano dodicimila uomini: quattromila per ciascun regno. Tutti venivano, per ordine di Dio, dalla terra dei Magi, dalle regioni d'Oriente.
Melkon, il primo re, aveva mirra, aloe, mussolina, porpora, pezze di lino.
Il secondo re, il re degli Indi, Gaspar, aveva come doni in onore del bambino, del nardo prezioso, della mirra, della cannella, del cinnamomo e dell'incenso e altri profumi.
Il terzo, il re degli Arabi, Balthasar, aveva oro, argento, pietre preziose, zaffiri di gran valore e perle fini.
Entrati nella grotta , essi vi trovarono Maria, giuseppe e il bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia. Lo adorarono, offrirono i doni e riverirono giuseppe e Maria. Giuseppe e Maria erano stupiti di vedere quei tre figli di re, con la tiara in testa, inginocchiati in adorazione davanti al neonato, senza far alcuna domanda su di lui.
.....
Vangelo dell'infanzia Armeno dai Vangeli Apocrifi


Da collezione privata
Cartolina viaggiata da Montichiari BS a Carpenedolo Bs
1985


domenica 23 dicembre 2018

10°cartolina: Le tradizioni

Da collezione privata
Cartolina viaggiata da Acquafredda BS a Castelgoffredo MN
1982
L'epifania
.....
Una volta mi trovavo con il mio bambino nel porto di un piccolo villaggio spagnolo di pescatori ed ebbi modo di osservare la scialuppa del dazio, pesantemente mascherata con tele colorate e brillante di girandole fischianti, che lanciava fuochi artificiali via via che si avvicinava; quando toccò la riva, ne scesero tre re sontuosamente vestiti che furono accolti da tre cavalli altrettanto sontuosamente bardati e guidati da paggi. I re montarono a cavallo, piuttosto instabilmente per la verità essendo più abituati a cavalcare le onde, e vennero guidati fino in Comune. Là erano attesi da una grande fila di pacchi, che distribuirono fra i bambini del villaggio (il mio compreso) con grande gioia di tutti.
Non era il 25 dicembre ma l'Epifania.
Una volta ho celebrato l'Epifania con circa duecento iugoslavi - esuli dal loro paese avendo combattuto dalla parte sbagliata durante la guerra - che vivevano in un campo profughi in Inghilterra. L'Epifania continuò per tre giorni e tre notti: un maiale fu arrostito intero con una mela in bocca, una piccola quercia decorata di mele fu trascinata nel campo e si brindò con centinaia di bicchieri di slivovitza. Formavano una lunga catena di danzatori, con le braccia di ciascuno sul collo dei vicini, e come dono particolare ricevemmo le canzoni popolari di tre magnifici croati, fatti venire da londra per l'occasione.
.....
da LA CASA DEL PASSATO di John Seymour


Da collezione privata
Cartolina non viaggiata


sabato 22 dicembre 2018

Nuovo suggerimento regali?

Ma un segnalibro naturalmente!!!


Al MAST di Castelgoffredo MN trovate idee originali e belle come questa:
o questa:

o anche fermalibri come questi:



E allora vi aspettiamo per l'acquisto dei vostri doni con tante idee regalo al MAST domenica sera!!!

9°CARTOLINA: Il dolce

Sulla tavola di Natale
Da collezione privata
Cartolina non viaggiata
Ananas glassato allo sciroppo di basilico
con basilico cristallizzato
Ingredienti:
60 gr di zucchero semolato
5 cl d'acqua
1 mazzetto di basilico
100 gr di zucchero cristallizzato
1 ananas
1 limone verde
1 albume
0,5 l di sorbetto al limone
pepe nero in grani

Pulire le foglie di basilico con carta assorbente inumidita e asciugarle su altra carta assorbente.
Sbattere l'albume e pennellare venti foglie di basilico su entrambe le facce. Porle nello zucchero cristallizzato, muovendo il contenitore per facilitare la presa. Disporle sopra una griglia e lasciare seccare.
Con un pelapatate pelare il limone verde e tagliare le scorzette per il lungo in modo da ottenere dei fili finissimi.
Tagliare la base e la cima dell'ananas e poi pelarlo verticalmente con un coltello a microdenti. tagliare in quattro spicchi e togliere la parte legnosa.
Tagliare ogni quarto di ananas in fettine finissime e disporle su tutta la superficie di quattro piatti. Decorare con le scorzette di limone verde.
Portate a ebollizione i 60 grammi di zucchero semolato con i 5 cl di acqua assieme a 3 grani di pepe nero. Togliere dal fuoco e mettete  in infusione le foglie di basilico restanti. Coprire e lasciare raffreddare. Filtrare e porre in frigorifero.
Versare due cucchiai di sciroppo sopra ogni piatto d'ananas. Disporre al centro di ogni piatto una pallina di sorbetto al limone. Decorare con le foglie di basilico cristallizzato e servire subito.

Primeggiando il gusto dell'ananas con lo sciroppo di basilico, il sorbetto al limone si può acquistare. Tuttavia, l'uso di un semifreddo al limone o di una granita al limone porta il dolce all'unicità.

Il gusto dell'ananas fresco con lo sciroppo al basilico offre il registro dell'amaro dolce, mantenendo la distinzione della polarità, che invece è quasi tolta nell'ananas venduto già sciroppato. il basilico aggiunge una nota di fresco differente, rafforzato leggermente dal forte dei granelli di pepe. E nella degustazione, il sorbetto è il contrappunto agro cremoso e gelato, mentre le foglie di basilico cristallizzato sono il contrappunto di una struttura sabbiosa dolce che si combina con il "croccante" delle scorzette di limone.

Villa San Carlo Borromeo "300 ricette" di Giancarlo Calciolari



Da collezione privata
Cartolina viaggiata da Brescia a Castelgoffredo MN
1993

mercoledì 19 dicembre 2018

8°CARTOLINA: Il capriolo

Nascosto tra i boschi
Da collezione privata
Cartolina non viaggiata
Il capriolo è relativamente piccolo, poiché misura da 50 a 80 centimetri al garrese.
Nasce all'inizio dell'estate, in un luogo tranquillo nascosto tra i massi e i cespugli, e sgrana sull'incantevole selva che lo circonda i grandi occhi umidi e dolci.
Le sue zampe sono lunghe, esili, dall'apparenza fragilissima, il suo pelame fulvo porta delle gaie e vistose macchie bianche, che scompariranno poi nell'inverno seguente con una muta che "vestirà" l'animale del grigio colore invernale.
La madre lo cura teneramente e lo avverte del minimo pericolo, battendo in terra lo zoccolo oppure emettendo una specie di flebile lamento.
Dopo dieci o dodici giorni, il piccolo Capriolo è già in grado di seguire la madre al pascolo, dove impara a conoscere le gemme e le foglie di cui si alimenterà (querce, olmi, betulle, pini, aceri, carpini) e qualche leccornia proibita, come il frumento, la segale, l'avena e i cavoli.
Verso la primavera seguente, incominciano a spuntare le corna sulla fronte del maschio e nello stesso tempo si fanno sentire gli stimoli della riproduzione: giovani e adulti lottano allora accanitamente per conquistare la compagna desiderata, e si mostrano violenti, gelosi e litigiosi come pochi altri animali; loro, i graziosi e simpatici Caprioli che hanno un aspetto così timido e dolce.
Essi amano vivere liberi, nei boschi frondosi, e non si lasciano mai addomesticare completamente, conservando sempre immutato il loro spirito indomabile di creature irrequiete, desiderose di solitudine, di spazio, di libertà.


Da collezione privata
Cartolina viaggiata da Erice TR a Carpenedolo BS
1965


martedì 18 dicembre 2018

7°CARTOLINA: La cometa

Una stella in cielo
Da collezione privata
Cartolina non viaggiata

.....
- Dobbiamo spendere qualche parola sulle comete, questi astri erranti che un tempo incutevano timore e spavento.
Coma, in latino significa chioma: le comete sono dunque degli astri capelluti, ma non sempre ci si presentano così: talvolta la coda manca affatto. Le comete più famose però per la grandezza e la luminosità assunsero delle forme svariatissime. L'una scioglieva dietro di sé una capigliatura argentea folta e prolissa; l'altra parea un'immensa spada senz'elsa; questa un vasto ventaglio aperto nel cielo, quella un pennacchio purpureo alzato sopra un elmo invisibile; le forme insomma più strane e bizzarre di croci e pugnali, criniere e barbe irsute, dardi e scimitarre. l'apparizione di questi astri fu, per molti secoli, ritenuta un presagio funesto.
Quando morì Giulio Cesare, apparve in cielo una cometa e subito si disse che l'anima esule del grande guerriero, fatta eterea e luminosa, ancora governava di lassù le sorti di Roma; una cometa annunziò la morte di Vespasiano, un'altra quella di Costantino e di Attila. La cometa purpurea del 1577 destò tanto terrore che si credette al finimondo. e si videro allora ricchi e potenti donare i loro averi alla Chiesa per essere assolti dai peccati e frati e monaci che accettavano i doni.
- Per goderseli poi a tutt'agio a pericolo passato, disse Vincitutto.
- Hai tu veduto zio, qualche bella cometa? domandò Elena.
- Di telescopiche ne ho vedute parecchie, ma la più bella di cui mi son goduta l'apparizione e che certo anche vostra mamma ricorda, fu quella del 1881; e rammento che il vostro nonno mi parlò un giorno, con grande entusiasmo, delle due comete, del 1843 e del 1858. Quest'ultima infatti, scoperta da Donati, fu una delle più belle. Il suo nucleo aveva un diametro di circa 9000 chilometri, la sua coda, il 5 ottobre, era uno strascico luminoso di 88 milioni di chilometri: cinque giorni dopo ne misurava 160 milioni. La coda della grande cometa del 1843 raggiunse l'enorme lunghezza di 320 milioni di chilometri! Ma malgrado il loro volume tutte le comete hanno una piccolissima massa: sono dei pulviscoli solidi natanti in una, atmosfera gasosa, o, forse, nient'altro che gasose le quali, quando si accostano al Sole, si rendono visibili perché l'astro del giorno le rischiara e provoca nella loro tenue massa degli sconvolgimenti davvero spaventosi.
.....
da Il libro del cielo di A. PADOVAN


Da collezione privata
Cartolina viaggiata da Brescia a Bologna
1964

domenica 16 dicembre 2018

6°CARTOLINA: Il pattinaggio

Dalla neve al ghiaccio
Da collezione privata
Biglietto da busta (smarrita)
Illustrato da A. Bertiglia
.....
Il pattinaggio, come il suo cugino del Nord, lo sci, è una attività vecchia come il mondo o pressapoco.
Per spostarsi più rapidamente e con maggior controllo dei movimenti sulle superfici gelate dei laghi, dei fiumi e anche delle rive del mare, gli uomini ricorsero dapprima a delle lame ricavate da ossi di animali applicate sotto le scarpe o gli zoccoli, e successivamente perfezionarono il sistema, ricorrendo al più duraturo metallo. Pattini di metallo vecchi di almeno due millenni sono stati, per esempio, ritrovati in Russia.
Nel Medio Evo, sopratutto in Olanda e in Scozia, i pattini erano il più veloce mezzo di comunicazione durante i freddi inverni.
In questi paesi e, generalmente, ovunque il freddo avesse assicurato la materia prima (il ghiaccio), i pattini erano usati anche come mezzo di svago, per i giochi dei bambini e anche degli adulti. Nel XV secolo venivano organizzate gare di corsa tra gli uomini, mentre le donne eseguivano, pattini ai piedi, danze folcloristiche.
Quelle corse e quelle danze sono gli antenati del pattinaggio di velocità e del pattinaggio artistico.
Mentre lo sci restò per molto tempo confinato nelle sue terre d'origine e usato esclusivamente come strumento di lavoro, i pattini ebbero una rapida carriera nel bel mondo, imponendosi come mezzo di svago ovunque il freddo dell'inverno avesse garantito ghiaccio sufficientemente solido.
La moda non risparmiò nessuno, tant'è vero che si ha notizia delle "pattinate" di Maria Antonietta a Versailles e della regina Vittoria sulle acque eccezionalmente gelate del Tamigi.
A proposito del Tamigi , è da segnalare che ancora una volta fu la Gran Bretagna, culla di tanti sport, a far da corona ai primi passi ufficiali del pattinaggio inteso in senso agonistico.

Il primo club di pattinaggio fu fondato a Edimburgo , in Scozia, nel 1652.
La prima corsa ufficiale fu disputata in Inghilterra sulla distanza di 15 miglia (24 Km).
A Londra, infine, fu costruita, nel 1876, la prima pista con ghiaccio artificiale.
.....
da Manuale delle Giovani Marmotte 4°


Da collezione privata
Biglietto da busta viaggiato da
Casale Cremasco CR a Castelgoffredo MN

1984




sabato 15 dicembre 2018

5°CARTOLINA: La neve

Un riparo dal "freddo"
Da collezione privata
Cartolina non viaggiata

    NEVICATA   Guido Gozzano

Dalle profondità dei cieli tetri
scende la bella neve sonnolenta,
tutte le cose ammanta come spetri:
scende, risale, impetuosa, lenta,
di su, di giù, di qua, di là, s'avventa
alle finestre, tamburella i vetri...

Turbina densa in fiocchi di bambagia,
imbianca i tetti ed i selciati lordi,
piomba dai rami curvi, in blocchi sordi...
Nel caminetto crepita la bragia
e l'anima del reduce s'adagia
nella bianca tristezza dei ricordi.

da Il libro della poesia di Luigi Siciliani 


Da collezione privata
Cartolina non viaggiata
  



venerdì 14 dicembre 2018

4°CARTOLINA: La capanna

Dal legno alla pietra
Da collezione privata
Cartolina non viaggiata
La casa, sia essa un'umile capanna o un grandioso palazzo riveste grande importanza per coloro che vi abitano: ne segna la quotidianità, ne scandisce i percorsi, partecipa alle interazioni sociali e ai momenti intimi.
Con le sue forme, con i suoi colori e i suoi spazi non è un elemento neutro ma una parte dell'uomo, così come il suo corpo, compartecipa alle sue azioni e aspirazioni.
.....
Una leggenda narra le origini del costruire, di come fosse sorta la necessità di edificare dimore.
Tale leggenda narra come all'inizio dei tempi, nella mitica età dell'oro (krta yuga), le persone non avessero bisogno di case per ripararsi. Tutto era accogliente e sereno, la gente non conosceva alcun dolore o avversità, ogni necessità era soddisfatta e i desideri si realizzavano nel momento stesso in cui venivano provati: era sufficiente il pensiero del desiderio affinché il desiderio apparisse. Ma l'età dell'oro giunse alla sua conclusione con il deteriorarsi del valore interiore degli uomini, con il corrompersi della loro statura morale; si entrò così nell'epoca successiva(treta yuga). Il potere del pensiero era diminuito e cominciavano ad esserci i primi disagi, quali le avversità meteoriche, compensate però dall'apparire degli alberi, che offrivano agli uomini riparo e materiale da cui ricavare ogni oggetto utile. Gli uomini iniziarono così ad abitare gli alberi, come fossero case, e a chiamarli "case".
Ma il processo di corruzione interiore continuava e, dopo alterne vicende, nell'uomo sorse l'avidità ed egli iniziò a voler possedere gli alberi.
Era così sorta la cupidigia del possedere, accompagnata dal suo contrario, l'appagamento del possesso. Insieme con questa coppia di opposti ne apparvero altre, quale caldo ardente-freddo pungente, secco torrido-umido afoso... L'ambiente non era più un luogo ospitale, l'uomo fu costretto a proteggersi, a ripararsi da tale avversa situazione non più controllabile soltanto col pensiero. E così inizio a costruire case e, in ricordo della perfezione passata, le realizzo esattamente come alberi, con il materiale tratto dagli alberi e con la forma degli alberi: "Come nell'albero alcuni rami vanno in una direzione e altri in un'altra, alcuni tendono verso l'alto e altri si chinano verso il basso, così gli uomini configurano i "rami" della propria casa.
Bhattacharya Tarapada
.....
da VASTU L'arte indiana dell'abitare


Da collezione privata
Cartolina non viaggiata

venerdì 7 dicembre 2018

3°CARTOLINA: L'abete

Nei boschi delle Alpi
Da collezione privata
Cartolina viaggiata da Como-Lecco a Salo
1953
Bianco o Rosso ?
.....
L'abete bianco è diffuso nelle zone montuose dell'Europa meridionale; vive tra 800 e 1800  metri di altitudine, mescolandosi al faggio, all'abete rosso e, più raramente, formando boschi puri.
Predilige clima con escursione termica poco marcata ed elevata umidità, terreni freschi e profondi. Ama l'ombra e si spinge raramente fino al limite degli alberi.
Sugli Appennini sono presenti boschi puri di abete bianco, come a Camaldoli e a Vallombrosa.
Il legno è leggero, bianco, privo di resina e molto resistente, è di mediocre qualità e viene utilizzato in modo analogo a quello dell'abete rosso, sopratutto nell'industria cartaria, in carpenteria, in falegnameria e, tra l'altro per la produzione di "scandole", tegole rustiche di legno.
Dalla distillazione delle foglie si ottiene trementina, impiegata in medicina e veterinaria.

L'abete rosso è originario e spontaneo in un area molto vasta, che si estende dai Pirenei all'Europa settentrionale e orientale; vive in ambiente montano e continentale, formando boschi puri o misti con faggio e abete bianco ad altitudini meno elevate con larice a quote superiori. 
Predilige suoli profondi e non troppo asciutti, acidi, e tollera basse temperature.
Questo abete detto anche peccio ( il nome del genere, picea, deriva dal latino pix, resina, di cui la pianta è ottima produttrice) è una delle più importanti essenze forestali d'Europa e viene utilizzato ovunque per produrre legname di larghissimo impiego.
Il legno, di color bianco-giallastro, tenero e resinoso, ha innumerovoli applicazioni in carpenteria, falegnameria, imballaggi, produzione di carta.
La resina è usata nell'industria delle vernici e nella produzione di unguenti, in quanto se ne ricava la trementina di Borgona, efficace in impiastri e frizioni. Dalla corteccia si estrae tannino, usato nell'industria conciaria.
Il legno della varietà fissilis ha particolari qualità e viene usato per la fabbricazione di strumenti musicali (abete di risonanza).
Oltre a essere importante essenza forestale, l'abete rosso è spesso utilizzato come pianta ornamentale; gli esemplari giovani, provenienti da vivai, vengono usati come alberi di Natale.
.....
da Guida al riconoscimento degli alberi d'europa


Da collezione privata
Cartolina viaggiata da Milano ad Acquafredda BS

1978



mercoledì 5 dicembre 2018

2°CARTOLINA: La fiaba

 Racconto per fanciulli


Da collezione privata
Cartolina viaggiata da Maderno BS a Carpenedolo BS
1985
Nersana , la più bella delle Ondine, aveva un cuore gentile e buono e sebbene nulla le mancasse per essere felice, la salute, la bellezza, la gioia di vivere, si rattristava per coloro che felici non erano.
Un giorno, mentre passeggiava tra i boschi, incontrò un Re che ne rimase così affascinato da chiederla in sposa. 
Narsana così rispose:"Diverrò tua sposa ma prima dovremo trovare il modo di alleviare il dolore che condanna gli esseri viventi. Vorrei che d'ora in poi nessun bambino, nessuna donna, nessun uomo, né animale, né pianta debbano più conoscere il morso del dolore e la tristezza del pianto."
Il Re fu colpito dalla sensibilità di Ondina e chiese consiglio ai suoi ministri. Tornò poi rattristato, a confessarle che non trovava il modo per realizzare il su sogno tanto bello.
Nersana, dopo aver a lungo riflettuto, disse: "Se non è possibile cancellare del tutto l dolore dal mondo, vorrei che almeno il giorno delle nostre nozze fossero sospese le pene di ogni essere vivente."
Di nuovo i ministri e i saggi si riunirono per ascoltare la richiesta.
Ma risposero che una proposta del genere era pura follia!
Allora Narsana modificò ancora il suo desiderio: "Noi ci sposeremo a mezzogiorno: chiedo che da mezzogiorno all'una del pomeriggio la pena e la tristezza siano bandite dal cuore degli esseri viventi e tutti provino la gioia più completa. E' la mia condizione ultima per acconsentire alle nozze."
E così si fece: le nozze dell'Ondina furono celebrate nello splendore del mezzogiorno, in mezzo ai prati profumati delle Alpi. E in quel giorno e in quell'ora tutti sentirono dentro di sé una pace e una gioia straordinarie.
E ancora oggi il dono di Narsana giunge nel cuore degli uomini: se voi passate nel primo pomeriggio nei boschi delle Alpi, vi sentirete invadere da una gioia e una pace infinita.
Il profumo dei boschi, il cielo luminoso, il mormorio dei torrenti, il muggito degli animali, tutto sembra fondersi in un'armonia completa, in cui ogni pena sembra svanire.


Da collezione privata
Cartolina viaggiata da 
Pordenone UD ad Acquafredda BS
1956

lunedì 3 dicembre 2018

1°CARTOLINA: Il fanciullo


L'uccello del tempo ha il volo breve. 
Uno sbatter d'ali... e ti senti sfiorare.

Da collezione privata
Cartolina viaggiata da Brescia a Milano
1957

.....
Devo affrettarmi, devo affrettarmi a vivere per davvero prima che sia troppo tardi.
Devo tornare forte e perfetto come il ragazzo di cui ho rivisto l'immagine sotto la mia barba.
D'ora innanzi, decisi con impeto, qualunque cosa succeda, vivrò come un fanciullo, andrò a distendermi su un prato per sentire l'odore della terra, affonderò il volto nell'erba tenera e profumata. E gli insetti che un tempo mi erano amici, le coccinelle rosse coi lucidi puntini neri, si arrampicheranno sul mio corpo, mentre sdraiato in una verde cameretta screziata di luce e d'ombra, sotto una siepe di biancospino, ascolterò le brevi note flautate dei merli. poi mi alzerò e correrò a piedi nudi sull'erba fresca, abbraccerò gli alberi come si abbraccia un amante perduta e ritrovata, e rimboccandomi i pantaloni attraverserò un ruscello. 
Troverò dei salici e mi taglierò un ramoscello per farmi un fischietto, acchiapperò lucciole e farfalle, coglierò innumerevoli fiorellini di bosco.
Poi andrò sulla sponda del mare e ascolterò il mormorio delle onde, le vedrò rincorrersi verso la spiaggia simili a cavalli bianchi dalla criniera arruffata... come a Trebisonda. Cercherò sassolini colorati, mi rotolerò sulla sabbia, abbraccerò il mare. 
Guarderò tramontare il sole, come un grande veliero tra le fiamme, e la striscia dorata della luna sulle acque nere.
Se potrò far di nuovo tutto ciò con una semplice fanciulla che condivida il mio bisogno intenso della terra e del mare, che corra scalza sull'erba e sulla sabbia umida con lo stesso mio brivido delizioso di gioia, allora sarò certo un SUCCESSO: più ricco dell'uomo ricco, più saggio di tutti quelli che hanno dimenticato queste cose. e di notte dormirò sotto un cielo palpitante di stelle.
Forse dopo questa guerra i popoli del mondo, ricordandosi della morte, vivranno una vita di pace, di dignità e di saggezza, ritrovando un cuore di fanciullo.
.....
 Chiedo a voi signore e signori... di Leon Z. Surmelian 


Da collezione privata
Cartolina non viaggiata
Illustrata da Maria Soffiantini