sabato 29 dicembre 2018

L'importanza di raccontare una FAVOLA (2)

Dal Corriere della Sera articolo del 2012 di Giuseppina Manin


Poetessa e danzatrice, Tishani , nata a Madras, padre indiano madre gallese, vista la sua doppia origine, è cresciuta a doppie razioni di favole.
"I classici occidentali, da quelle dei Grimm a quelle di Andersen, e quelle di Amar Chitra Katha, popolarissima raccolta di storie, oltre 400, la Bibbia di ogni bambino indiano.
A differenza di quelle occidentali, spesso "nera" e piene di tensione, le nostre sono più liete e semplici. In parte attingono a mitologia e folklore, in parte somigliano alle favole di Esopo, dove l'ironia e l'umorismo servono sempre a trasmettere una certa morale.
La mia preferita aveva per protagonisti un coccodrillo e una scimmia furba. La sapevo a memoria, ma alla fine chiedevo sempre che mi raccontassero quella.
Certo, anche da noi i tempi sono cambiati. La tv sempre più ha sostituito il racconto orale, e anche i gusti dei bambini sono cambiati. Se un tempo specialità indiana erano le storie di fantasmi ispirate da quelle narrate nei nostri grandi poemi, il Mahabarata e il Ramayana, adesso vanno molto di moda i vampiri".
Difatti, basta cliccare sul web per vedersele proposte su iPad per voce dello storyteller che ha incantato milioni di persone.
Con un limite.
Una volta registrato, pur se nel migliore dei modi, perderà i suoi poteri magici.
"Come ogni buon narratore sa bene - dice Tishani - le fiabe, essendo totalmente libere da vincoli di verità e coerenza, consentono di volta in volta a chi le dice aggiunte e modifiche per renderle migliori.
Il potere è tutto di chi le racconta".


Tishani Doshi 
9 dicembre 1975
India

   

Nessun commento:

Posta un commento