lunedì 10 agosto 2015

E ancora con

L'evoluzione di Jane   di   Cathleen Schine
Prima edizione Mondadori 1998



Dopo le immersioni, per riscaldarci entravamo nell'improbabile Jiacuzzi dell'Huxley.
La vasca che si trovava sul ponte di coperta appena fuori dalla mia cabina, era colma di acqua tiepida e progettata probabilmente per tre persone.
Eppure, quando sbarcavamo dal panga battendo i denti nelle nostre mute, quella piccola piscina di acqua quasi calda non ci sarebbe potuta sembrare più lussuosa, e l'idea di affollarla con dieci, undici, dodici corpi ci sembrava più divertente di quanto fosse in realtà.
Ma noi eravamo diventati, o almeno cosi ci sentivamo, un gruppo particolarmente allegro.
Gli altri gruppi che incrociavamo sulle spiagge o sui sentieri sassosi mi sembravano tetri , sussiegosi e poco amalgamati; ma se erano gioviali come il nostro, mi sentivo profondamente offesa, perché inquinavano le isole con le loro risate e i commenti da turisti...

"Avete mai perso un' amica?
E' una delle esperienze più tristi e sconcertanti che vi possano capitare.
nessuno vi mostra compassione,
a meno che la vostra amica non sia morta.
Ma questo non era il mio caso."

Quel pomeriggio entrò persino Martha. Rovesciò la testa all'indietro e chiuse gli occhi.
Sott'acqua le nostre mute di gomma si gonfiavano in modo assurdo, riempiendosi d'aria e di vortici d'acqua.

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