lunedì 22 luglio 2019

L'ultima stagione

E per concludere il nostro "excursus" letterario attraverso le stagioni eccovi un ultimo breve scritto.


E' di ieri l'odore delle acacie, che, esalando improvviso dai giardini, sotto i quali eravamo passati tante volte senza nemmeno accorgerci che fossero giardini, ci annunciò la primavera, quando ancora credevamo che fosse inverno; di ieri è l'odore dei ligustri che dagli stessi giardini ci annunciò la piena estate, quando credevamo che fosse ancora primavera; ed ecco oggi, mentre confidavamo che fosse ancora estate, qualche foglia secca si stacca da quei giardini, turbina nell'aria e, venendo a cadere ai nostri piedi, ci dice chiaramente che è arrivato l'autunno.
Queste stagioni, come s'infilano l'una appresso all'altra, senza darci respiro!
Mentre l'una dura l'altra comincia. Passano incatenate come i vagoni di un treno in corsa e noi stiamo a guardarle attoniti; vediamo riapparire sempre i quattro vagoni con fiori, frutti, vento e gelo, e non ci resta niente in mano.
Si dice leggermente che è passata una stagione e ne viene un'altra; ci si rallegra quando entra la primavera; ci si augura che passi presto un'estate troppo calda; e d'inverno desideriamo che venga presto l'estate.
E a forza di piccole stagioni è passata la vita.

Di Achille Campanile da Cantilena all'angolo della strada: Le stagioni.



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