venerdì 16 febbraio 2018

16 Restiamo nel "giallo"

L'estate di Katya scritto da Trevanian nel 1983




Dal risvolto di copertina
E' l'ultima estate tranquilla prima della "grande guerra". La Francia ancora felice e opulenta, assapora gli ultimi attimi di "Belle Epoque" mentre all'orizzonte si addensano grosse nuvole. Si sta per chiudere un'epoca....
In una magistrale alternanza di "chiaroscuro narrativo" affiorerà , lentamente, una verità torbida e inquietante:  un qualche cosa che sarebbe stato meglio non aver mai saputo....



Pagina 23
(1914).....
Mentre si alzava dalla sedia e mi veniva incontro, con il braccio legato al collo, non potei nascondere il mio stupore. Erano fratelli gemelli, identici in ogni tratto: la bocca carnosa, la fronte alta, gli zigomi prominenti, il mento risoluto, i capelli castani. Erano uguali in tutto per tutto, ma il risultato di quella somiglianza era stranamente diverso in ciascuno dei due, ed era strettamente legato al sesso; ciò che in Katya poteva essere bellezza, in lui era fragilità e quasi effeminatezza, e la grazia dei movimenti di lei era affettazione in lui. Un osservatore imparziale avrebbe sicuramente trovato che la ragazza aveva un volto un po' troppo grande, mentre Paul lo aveva troppo piccolo; questa "differenza della somiglianza" era poi molto evidente negli occhi: avevano la stessa forma a mandorla, ed erano leggermente inclinati, con le pupille di un grigio chiaro e le ciglia lunghe e nere che li mettevano in risalto ancor di più; ma nonostante questo, creavano impressioni totalmente diverse. Katya aveva uno sguardo gentile, che sembrava invitare chiunque la guardasse a indagare nelle molle più segrete del suo essere; lo sguardo di Paul era metallico e impenetrabile. La luce che gli occhi di lei emanavano sembrava venire dall'interno, mentre gli occhi di Paul riflettevano semplicemente quella esterna. Gli occhi di Katya erano ponti, quelli di Paul barriere.




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