giovedì 27 settembre 2018

LA SCELTA



Wilburn Smith
9 gen. 1933 Kabwe ZAMBIA
Ora, se avete letto entrambe i post precedenti, avrete notato che gli articoli parlano di due scrittori diversi fra loro; tra epoca, nazionalità, modi di vita, eppure entrambi grandi scrittori d'avventura. 
E.Salgari più adatto ai giovanissimi (ma anche piacevolissima lettura per gli adulti), capace di insegnar loro la forza dell'uguaglianza, come abbiamo letto nell'articolo che lo riguarda.
W.Smith adatto ad un pubblico più adulto, amico dei suoi personaggi li fa diventare amici nostri.
Tutti e due capaci di portarci in giro per il mondo e per il tempo, coi loro intrepidi, eroici personaggi.
A voi lettori sta la scelta tra l'uno o l'altro: ma perché non sceglierli entrambi?  


Emilio Salgari
21 ago. 1862 Verona 25 apr. 1911 Torino
     

  

mercoledì 26 settembre 2018

WILBUR SMITH

 Ed ecco, sempre tratto da un vecchio giornale, un articolo dedicato anch'esso ad uno scrittore ma di tutt'altra origine: Wilburn Smith.


Nato nello Zambia nel 1933 ama raccontare con humour british come da piccolo, a 18 mesi, sia stato colpito dalla malaria cerebrale e nonostante le strutture mediche primitive dell'Africa di quel tempo e il pessimismo dei dottori, "Se sopravvive avrà danni irreversibili al cervello", dicevano, sia sopravvissuto. "Ma" dice "La prognosi fu esatta, sono effettivamente un po' matto. Il che è un bene: infatti, bisogna avere un pizzico di follia per procurarsi il pane scrivendo romanzi."



Certamente uno dei più amati scrittori viventi coi suoi 130 milioni di lettori in tutto il mondo (26 milioni in Italia), Wilburn Smit, è dunque un Re Mida della scrittura d'avventura, lo dimostra il suo ultimo romanzo balzato in testa alle classifiche dopo soli dodici giorni dalla pubblicazione: L'ultimo faraone. Racconta ancora una volta le gesta di Taita, lo sciamano saggio, lo scriba e consigliere del faraone.
Dice Smith: "Taita è stato il personaggio principale della saga egizia fin dal primo libro, Il dio del fiume, del 1993. Evidentemente ha toccato le corde dei lettori, che lo seguono con passione nelle sue avventure. E anch'io lo seguo. E' un personaggio pieno di calore umano e si è fatto da sé, per questo è riconoscibile e apprezzato da tutti.
Per quanto mi riguarda, sopratutto dal punto di vista tecnico, devo anche dire che ho letto molto sull'antico Egitto e che ho l'abitudine di viaggiare nelle zone dove poi ambienterò le mie storie. Ho perfino navigato un tratto del Nilo su un barcone per adattarmi meglio all'ambiente.



E' questo uno dei tanti segreti di Smith che riescono ad appassionare i lettori: la capacità di descrivere con le parole e sopratutto con il cuore i luoghi che conosce meglio di ogni altro.

"Il mio primo libro è certamente il mio preferito. 
I miei libri sono puro intrattenimento e mi adopero per renderli interessanti facendo scorrere l'azione della vicenda più velocemente possibile.
E credo davvero nei miei personaggi, è come se loro mi parlassero. E io li ascolto. in questo modo sono in grado di convincere i lettori della reale esistenza dei protagonisti delle vicende narrate.
Inoltre devo sentirmi molto sereno quando scrivo. come un manager o un businessman si confronta con i suoi dipendenti, così io mi confronto con i miei personaggi.
Ogni volta che finisco un libro penso di smettere, ma il successo che hanno questi romanzi mi fa immediatamente tornare la voglia di scrivere. D'altronde, dopo 50 anni di scrittura, potrei anche dire di essere bravino, no?" 




sabato 22 settembre 2018

EMILIO SALGARI


Ho trovato quest'articolo su un giornale di qualche anno fa, mi è piaciuto e ve lo riporto (con le dovute modifiche). Son sicura che se avrete la pazienza di leggerlo tutto lo troverete interessante e stimolante.

Emilio Carlo Giuseppe Maria Salgàri
scrittore italiano di romanzi d'avventura molto popolari.
Il corsaro della fantasia

Emilio Salgari nato a Verona il 21 agosto del 1862 e morto, suicida, a Torino il 25 aprile 1911, è più vivo che mai, perché la sua capacità di immaginazione continua a contagiare lettori giovani e adulti e ad affascinare chiunque sia alla ricerca di un'epica, un esotismo che spezzi i confini e le frustrazioni della vita quotidiana. La sua fantasia, la sua verve affabulatoria sono letteratura allo stato puro: ecco perché non smette di farci sognare.
Impareggiabile viaggiatore dell'immaginazione, l'autore de Le tigri di Mompracen e del Corsaro nero non si mosse mai dall'Italia, fatta eccezione per qualche puntata sull'Adriatico.
Da Negrar, comune della Valpolicella, si trasferì a Venezia per studiare al Regio Istituto Tecnico e Nautico "Paolo Sparsi", ma non divenne mai capitano di marina, anche se per tutta la vita amò vantarne il titolo.



Come riuscì, allora, a ritrarre in maniera così realistica mondi lontani, descrivendone la geografia, il paesaggio, la natura, gli animali?
Scarso viaggiatore, Salgari fu un lettore onnivoro e curioso, che saccheggio le biblioteche per raccogliere informazioni su ambiente, flora, fauna, carte geografiche, mappe... Il resto lo facevano la fantasia e la maestria nell'invenzione letteraria. 
Al lettore, sopratutto quello odierno, non sfuggirà l'anticolonialismo dello scrittore, il suo mettersi dalla parte degli indigeni che lottano contro "l'invasione", dei perdenti e di chi anela a un riscatto. Ancor più apprezzabile, oggi, è il suo multiculturalismo, promosso, si badi bene, in un'epoca e in un'Europa ancora segnate dal razzismo, in cui la questione dei neri, ad esempio, era ben lungi dall'essere affrontata e "risolta". Pensiamo all'attrazione fra l'abbronzatissimo principe malese Sandokan e la nobile anglo-napoletana dalla pelle bianchissima Marianna. O all'amicizia, all'insegna della complementarietà, fra lo stesso Sandokan, impulsivo e selvaggio, e Yanez de Gomera, il portoghese che si è ribellato alla patria colonialista, ironico e scaltro...



Non sorprende che l'opera di Salgari sia stata oggetto di varie forme di censura.
Margherita Sarfatti, amante di Mussolini, sostenne pubblicamente che i suoi libri non andavano letti, in quanto diseducativi e violenti. E nemmeno il mondo della scuola li guardò con simpatia, ravvisandovi insidiosi inviti alla rivolta, alla ribellione, alla contestazione dell'autorità e dell'ordine costituito. Di sicuro, gli eroi salgariani sono tutt'altro che borghesi, il che non esclude che lealtà e coraggio siano per loro un codice d'onore.
Sulla biografia dello scrittore esistono versioni a volte contrastanti. Sappiamo delle sue origini e dell'infanzia in Valpolicella, della sua attività di giornalista di cronaca nera e di critico, del matrimonio con l'attrice Ida Peruzzi e della nascita di quattro figli, del trasferimento in Piemonte, fino al suicidio a Torino, affranto sopratutto dalla depressione che aveva colpito la moglie. Salgari scagliò parole durissime contro gli editori, che si sarebbero arricchiti con le sue opere, costringendolo a scrivere ben tre pagine al giorno e lasciandolo in miseria. Secondo altri, godeva invece della stima degli editori, che se lo contendevano; percepiva compensi doppi rispetto ad altri scrittori e aveva addirittura un agente per il mercato estero. Semmai non sapeva amministrare le sue entrate...


Ida Peruzzi
Destino dei miti e dei creatori di miti. 
La sua produzione letteraria (80 romanzi, 120 racconti) e i film che ha ispirato (una quarantina in tutto) continuano ad affascinare chiunque sia alla ricerca di un avventura, chiunque voglia vivere un sogno in cui recita la parte dell'eroe che lotta contro l'ingiustizia e i soprusi.
Salgari si immedesimava nei suoi personaggi.
Noi lettori, pure. Ne abbiamo tutti bisogno.

FIRMATO   PAOLO PERAZZOLO



Non vi è venuto il desiderio di prendere subito in mano uno di questi libri e di correre accanto al letto dei vostri bimbi a leggerne qualche pagina???
Che bellissimi sogni, ne seguirebbero, da fare insieme!

giovedì 20 settembre 2018

RIASSUNTO



Carla Riassunto
Ecco concluso l'elenco dei dieci libri  che più di altri mi hanno aiutata ad amare la letteratura.
Sono tutte letture che non vanno oltre gli anni '90. Nel senso che questi libri li ho letti prima dei trent'anni o poco oltre.
Ne ho letti molti atri, anche più belli, sia prima che dopo, ma questi sono quelli che han  lasciato una traccia più profonda, che si sono impressi nella mia labile memoria con più forza, che rileggo con una certa religiosità.
E' vero, avete ragione, sono un poco infantili, ma così è.
Ciò non toglie che nel blog, questo blog (Più Sai Più Sei), si parli di molti tipi diversi di libri, come certamente avrete notato se qualche volta lo avete sfogliato.


Spero che qualcuna delle mie collaboratrici e dei miei lettori provi il desiderio di condividere con me la propria lista de "I miei dieci libri preferiti", che possono essere anche solo 2, o 3, o quanti si vuole.
Nell'attesa di un vostro contributo vi lascio un caloroso saluto!!!


mercoledì 19 settembre 2018

Decimo Libro (B.A.)


Carla 10°
Decimo e ultimo libro della serie, più che dei miei libri preferiti , de "I miei libri più sentiti".
Un romanzo molto particolare, a mio dire, ambientato nella Francia del 1460. 
All'inizio di ogni capitolo l'autrice ha inserito parti di poesie o ballate di F. Villon. Bellissime.
Il romanzo lo vede infatti protagonista nella parte del "poeta maledetto".



1948
"Il tempo scorre
senza destriero,
inesorabile
pel suo sentiero."
F.Villon
Nogara I. 24-apr-1893   29-mag-1961 Padova I.
Olga Visentini è stata una scrittrice italiana.
Ha scritto più di cento opere
oltre a manuali e antologie per la scuola
e ha collaborato con riviste.


"Dove sono i compari
così allegri e loquaci,
così giovani e cari, 
de'bei giorni fugaci?"
F. Villon
.....
Egli era amico delle stelle e dinanzi al loro tremolio, ogni espressione beffarda spariva dal suo viso, per lasciar posto ad una pensosità quasi malinconica, che mutava un poco i lineamenti in una gentilezza accentuata, in un non so che di più giovanile e quasi estatico.
Conosceva il nome di molte e le cercava tra le bizzarre figure delle costellazioni, per inviare un pensiero, un sorriso, un fiotto di versi ad ognuna di esse.
Poveri versi!Gli fluivano facili ed improvvisi, come il getto argentino d'una fonte sorgiva: ma servivano soltanto ad accrescere quella sua irrequietezza, che d'ora in ora, nelle piccole necessità della vita, ed a contatto con i suoi simili, si trasformava in ironia, o in beffa, o, peggio, in irrisione: ma le stelle sapevano che quel suo riso pungente era solo un arma, una difesa contro se stesso e non contro gli altri, pel dilagare d'una tristezza insondabile, fatta di desideri e di vane aspirazioni.
.....


Francois Villon 1431 Parigi
"Sono come un cattivo
fanciullo che si duole,
cui tremano nel cuore
inespresse parole."