sabato 10 dicembre 2016

6° FINESTRELLA

                                            Sabato 10 Dicembre

Si amavano quei due,
si regalavano libri!


Ricetta del Punch Natalizio

1l di vino rosso corposo
2cl di rum secco
3 cucchiai di succo di more
2 cucchiai di zucchero di canna
1 arancia biologica
4 chiodi di garofano
2 bastoncini di cannella
2 anici stellati
1 cucchiaino di miscela di aromi per biscotti speziati
1 pezzo di scorza di limone  (non trattata)
1 punta di aroma di scorza di arancia

Scaldare il vino rosso, il rum e il succo di more senza raggiungere il bollore.
Sciogliervi lo zucchero.
Lavare l'arancia, asciugarla tamponandola e tagliarla a fette.
Aggiungere alla miscela le spezie, la scorza di limone, l'aroma di scorza d'arancia e le fette di arancia, scaldare per altri 10 minuti mescolando di tanto in tanto.
Distribuire il punch in sei bicchieri, decorare con le fette di arancia e servire.

Per porzione: 162 kcal - 0g proteine - og grassi -10g carboidrati



Di tanto in tanto concedetevi qualcosa di buono

Per esempio, come la scenza ha ripetutamente dimostrato, un goccio di vino rosso particolarmente buono, bevuto con moderazione, fa bene. Una spremuta d'arancia appena preparata o una breve passeggia attorno alla casa risvegliano lo spirito. 
Se notate che di tanto in tanto siete tentati di ricadere nella vecchia frenesia, ricorrete a un trucco semplice, ma efficace: profumo di vaniglia. E' infatti un ottimo balsamo per gli animi stressati.
I  circa 35 elementi aromatici di questa spezia hanno un effetto armonizzante e risvegliano un senso di felicità.
Vaporizzate alcune gocce di olio di vaniglia in una lampada aromatica e godetevi l'effetto. Anche un bagno alla alla vaniglia produce un'azione meravigliosamente rilassante: mescolare 5 gocce di olio di vaniglia e 2 cucchiai da tavola di panna e versarle nella vasca colma d'acqua. 
Inoltre, anche i profumi dell'albero di Natale hanno un effetto positivo sull'organismo, eliminano lo stress e creano una sensazione di benessere.



Da: Ricette per le Feste di Natale

venerdì 9 dicembre 2016

5° FINESTRELLA

                            Venerdì 9 dicembre


E' sempre meglio
avere il naso in un libro
che negli affari altrui. 
IL VOTO   di  Grazia Deledda        (seconda parte)


San Francesco
Non era armato di fucile, ma la donna indovino subito che si trattava di un latitante nascosto nella macchia per sfuggire alla ricerca dei carabinieri: eppure no si sgomentò; solo rivolse gli occhi verso il santuario di San Francesco che già appariva come una bianca fortezza sui monti fioriti di ginestre e le parve che una voce le dicesse "Niente paura".
L'uomo nero scendeva agile il sentieruolo dirupato, e gli usignoli tacevano al suo passaggio. Anche il ragazzo si stringeva pallido e silenzioso alla madre, contento in fondo di vedere davvicino un bandito e poterlo descrivere, magari con tinte lievemente esagerate, ai suoi compagni ed amici.
Ma la curiosità si cambiò in tremarella, quando egli s'avvide che l'omaccio, avvicinandosi a loro, dopo lanciato uno sguardo aquilino intorno per assicurarsi della perfetta solitudine del luogo, adocchiava piuttosto lui che la madre. E i ricordi della prima infanzia, con lo zio Orco che vive fra le selve e lì si porta i bambini per ingrassarli e per mangiarseli arrosto, mezzo crudo e mezzo cotto, non valsero certo a incoraggiarlo.


L'uomo nero
Anche la madre adesso si sentiva battere il cuore, come se lei e il piccolo Francesco suo fossero gli usignoli di nido strappati dalla quercia e messi dentro la corba da una mano crudele.
- Che fate voi qui?- disse l'uomo, corrucciato, come fosse lui il padrone assoluto del luogo, e quei due disgraziati disturbassero la sua proprietà.
La donna racconto la storia del voto: non disse però dei denari che teneva nel seno. l'uomo guardava sempre il fanciullo e pareva rivolgersi solo a lui.
- Ah, tu sei figlio di Polasdeprata? Già nominare l'ho sentito già. pare che abbia una pentola piena di marenghi nascosta sotto un albero, tuo padre, che un colpo di palla gli ferisca il piede! Ebbene, gliela faremo un po' scovare.
I denari devono circolare. Tu resterai con me, piccolo capriolo, e tua madre andrà a prendere la pentola: la porterà qui, la lascerà qui, e se ne andrà una seconda volta. io allora ti lascerò libero nel posticino dove, appena partita tua madre, ti porterò. Tanto, la strada la sai. Se pure non avrai piacere di startene con me. Oh, niente piagnistei, donna, alzati e cammina!
La madre piangeva, stretta al suo fanciullo, e attraverso il velo delle sue lagrime vedeva la chiesa bianca di San Francesco come decorata di diamanti: no, il Santo non poteva, non doveva abbandonarla.
- Mio marito non possiede un centesimo:- disse -Tutto il nostro avere è qui: prendilo, ma lasciaci andare..
Parve strapparsi il cuore dal petto e buttarlo ai piedi dell'uomo: era il fazzoletto rosso con dentro i denari. Ma l'uomo neppure si degnò di guardarlo.
- Alzati e va- ripetè.
Allora madre e figlio stretti disperatamente l'uno all'altro, si misero a piangere forte; ed ella gridò:
- San Francesco mio, aiutami!
L'eco rispose e parve la voce del Santo.


 Bandito sardo anziano
Un altro uomo apparve sul punto preciso dove era sbucato il primo: ma questi non si allarmò, anzi parve aspettarlo come un rinforzo: poi che era un suo compagno di macchia. Come diverso però! Era un vecchio con la barba bianca, gli occhi azzurri, il viso solcato di rughe che parevano scavate da un lungo dolore. Vestito all'antica, con un cappotto stretto alla vita da una corda, parve alla donna un eremita inviatole da San Francesco per aiutarla. Scese calmo il sentieruolo, toccando col bastone i tronchi verdi degli alberi come per assicurarsi che nei loro cavi non si nascondesse nessuno, e quando fu accanto al compagno, guardò anche lui di preferenza Chischeddeddu, ma con uno sguardo nostalgico, come se da immemore tempo non avesse visto un fanciullo, e questi gli ricordasse la sua stessa infanzia e i fratellini e i compagni d'innocenza; poi mentre il negrone gli spiegava la faccenda del perché si trovavano tutti in compagnia, egli si rivolse alla donna:
- femmina mia, male hai fatto a metterti in viaggio così, attraverso luoghi che sapevi abitati dal diavolo.
Già rassicurata la donna gli sorrise; ed anche Chischeddeddu si strinse tra i denti la lingua ancora salata di lacrime, per non mostrarla all'uomo nero, ed anche per non scoppiare a ridere. La madre rispose al vecchio, un po' convinta un po' per adularlo e ammansarlo meglio:
- Voi non siete un diavolo; voi siete un santo, e per questo San Francesco vi ha inviato.
al nome del Santo, il vecchio si tolse la berretta e si fece il segno della croce poi disse:
- Va', donna; per il resto del viaggio, noi stessi baderemo che nulla di male ti avvenga, a te e a questo capretto di tuo figlio. Però arrivata al santuario, dirai un'avemmaria per me.
Allora l'altro bandito piego la testa mortificato e mormorò:
- Una anche per me.
E raccolto il fazzoletto rosso che spiccava fra l'erba come un fiore, lo rimise in mano alla donna.


Grazia Deledda
1871-1936

4° FINESTRELLA

                                      Giovedì  8 Dicembre
I libri e la mente
funzionano solo se sono aperti.

IL VOTO   di   Grazia Deledda      (prima parte)


L'inverno del 1882 fu nefasto per la mia piccola città di Nuoro. Sebbene bambina, io lo ricordo come non ricordo tempi recenti. Dapprima nevicò per quattordici giorni di seguito; poi caddero piogge torrenziali che fecero crollare i muri; infine la difterite, allora chiamata angina, fece strage di bambini.
Anche l'unico figlio del nostro mezzadro, Chischeddeddu Polasdeprata ne fu colpito. il padre era un uomo probo e un lavoratore indefesso: apposta gli avevano appioppato quel nomignolo di Polasdeprata (spalle d'argento); la madre, poi, era una donna d'oro, saggia, forte, religiosa.
Quando vide il suo bambino morente, s'inginocchio sullo scalino della porta, verso l grande paesaggio dei monti d'Orune e di Lula, e prego ad alta voce:
-San Francesco mio caro, voi che ve ne state tranquillo nella vostra chiesa, lassù, ascoltatemi. Fate guarire il mio piccolo Francesco, l'agnellino mio bianco, ed io verrò scalza, a piedi, in pellegrinaggio alla vostra chiesa, e vi porterò in dono tutto il denaro che io e mio marito avremo ricavato da un'annata del nostro lavoro. 
Il bambino si sentì subito meglio e una settimana dopo era guarito.
adesso si trattava di compiere il voto. Chischeddeddu aveva sette anni e andava a scuola, ma intendeva di fare anche lui il contadino; quindi aveva bizzarrie per la testa, e quando tornava a casa dalla scuola si levava le scarpe, buttandole via, come cose ingombranti. era però, come tutti i bambini sardi, un po' sognatore.: avvicinandosi il tempo nel quale si doveva compiere il voto cominciò a smaniare dicendo che San Francesco gli era apparso per strada invitandolo ad accompagnare la madre nel suo pellegrinaggio.
Così partirono tutti e due, una mattina all'alba, nel bel mese di maggio dalle giornate ricche di oro e di profumi.

Usignolo
La donna teneva sul capo una piccola corba con dentro le scarpe sue e del figlio e un po' di pane e di formaggio duro; e nel seno i denari stretti in un fazzolettino rosso.
La strada era alquanto difficile, perché scendeva e saliva tra erte rocciose; resa piacevole però dai luoghi bellissimi che attraversava: alte erbe, fiori, cespugli e macchie verdi l'accompagnavano. Di tanto in tanto una piccola sorgente d'acqua purissima sgorgava come per miracolo fra le pietre coperte di musco, e allora tra gli alberi selvaggi si sentiva il canto dell'usignolo che pareva ringraziasse Dio del dono incomparabile dell'acqua.Madre e figlio si fermarono presso una di queste sorgenti, per riposarsi e mangiare: la donna si protese sulla conca dove l'acqua brillava come il sole, e prima di bere si fece con essa il segno della croce; Chischeddeddu invece si lavò i piedi ardenti, e disse che voleva arrampicarsi sulla roccia verso una quercia tutta vibrante di usignoli, in cerca di un nido.
- Lo metteremo nella corba e lo porteremo poi a casa..
Ma la madre glielo proibì; poi che, sebbene ignorante, ella sapeva che San Francesco prediligeva gli uccelli. Per consolarsi il ragazzo cominciò a tirar sassi che spaventavano gli usignoli, e si mise a gridare per destare le voci dell'eco.
Ed ecco, come disturbato e infastidito per l'insolito chiasso nel deserto, un uomo apparve nel fitto della macchia, tutto vestito di nero,con la barba nera, il viso scuro e due occhioni che scintillavano come l'acqua della fontana.

Ritratto di bandito sardo




mercoledì 7 dicembre 2016

3° FINESTRELLA

                                          Mercoledì 7 Dicembre


Se possedete una biblbioteca e un giardino,
avete tutto ciò che vi serve
nella vita.
PIANTE AUGURALI
L'agrifoglio

L'agrifoglio spinoso, tra le foglie e il ramo, mise tanti ciuffetti di piccoli fiori bianco rosati.
I loro petali leggeri sono caduti ed ora, al posto dei fiori, ci sono le bacche rosse dei frutti.
Se tu adorni il rametto di agrifoglio con un fiocchetto bianco, avrai i colori della nostra bandiera.

Il pungitopo

Come punge la sua spina!
Essa sbuca dalla punta del rametto appiattito, che sembra una fogliolina.
Il frutto del pungitopo è una rossa bacca lucente.



Il vischio

Un uccellino beccò la perlina del vischio, andò a pulirsi il becco sul ramo di un pero e vi lasciò un seme.
Il seme ha germogliato e ha succhiato linfa dal ramo di pero.
Ora sul ramo nudo, il vischio è ricco di foglioline e di pallide bacche.

L'Aquilone libro di lettura per la 2° elementare 1967


Natale in giardino e sul balcone:
Addobbate il vostro giardino o balcone con festoni natalizi di mele e noci così farete felici anche gli uccellini.
Provate ad alternare a distanza irregolare pezzetti di mela con mele rosse intere e arachidi con il guscio, Disponeteli su cespugli, vicino a un pinetto o sulle ringhiere dei balconi e rallegratevi delle cinciallegre e dei pettirossi che attirerete in questo modo.



martedì 6 dicembre 2016

2° FINESTRELLA

Martedì 6 Dicembre
Per sognare non bisogna chiudere gli occhi,
bisogna leggere.
E' la sera, tutto tace
là sul piano, là sui monti
e sui boschi tutto è pace
tutto è bene
e Dio viene...

Per gentile concessione di KOTICK

Canti di mezzanotte   editrice SCINO'1947?