martedì 9 aprile 2019

CIOCA MAGG



Ambientato nella provincia mantovana del 1912
Scritto nel 1974
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Procedeva la brigata per il viottolo fiorito, e ora le pentole e i lattoni battevano un allegro richiamo.
Nella casa della marchesa, il concerto arrivò inatteso. Uomini e donne risvegliati stettero in ascolto. Quando tacquero le musiche, e i lattoni intimarono attenzione per l'annuncio decisivo, qualcuno con il cuore in gola stava per andare alla finestra. il silenzio venne rotto dalla voce dell'Aldo. Per il nuovo maggio della fanciulla, lui stesso aveva composto le rime, perché fossero come la voce antica del paese, ad augurare un lieto destino


Cioca magg e magg c'al sia
al boeu, l'erba, al caval la bria;
in longa la stradela
gh'é 'na bela putela:
chi gomi da dà
par fala maridà?
Al Lisander l'é c'al spos
che Felicita la tos.


Fiori di campo, viole roselline, furono portati sui balconi della casa. Fatto singolare, fra gli omaggi campestri, l'indomani di primo mattino la Felicita trovò meraviglie che non crescevano neppure nel giardino della Serafina e della Cherubina: garofoli, tulipani, narcisi; finezze esotiche e lussuose. I familiari, i gastaldi e i bifolchi dalle aie intorno, accorsi a rimirare le meraviglie dopo la notte armoniosa, non finivano di stupire, compiacendosene con la fanciulla...
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E' questo il tempo della fioritura dei ciliegi....

Un libro forte "Niente di nuovo sul fronte occidentale" di Erich Maria Remarque.
Un libro adatto ad essere letto in questo periodo quaresimale (penso io).
Un libro facile da leggere, comprensibile.
Fa meditare, fa pensare.
Leggetelo e sappiatemi dire; qui ne riporto un piccolo "paragrafo" per invogliarvi maggiormente.


Ambientato nella Germania della Guerra 15/18
Scritto nel 1929
.....Vedete la stupida storia di Detering.
Era uno di quelli che se ne stanno molto soli e appartati. La sua disgrazia fu quelle di vedere un giorno, in un giardino, un ciliegio in fiore. Ritornavamo allora dalla prima linea, nel crepuscolo del mattino, e questo ciliegio ci apparve ad una svolta, di sorpresa, vicino ai nuovi accantonamenti. Non aveva foglie, era tutto un solo cespo di fiori bianchi.
Quella sera Detering non si lasciò vedere. arrivò finalmente, e aveva in mano uno o due ramoscelli fioriti. Ci mettemmo a scherzare, domandandogli se andasse a nozze. non ci rispose, e andò a buttarsi sul letto. A notte alta lo sento muoversi, mi sembra che infagotti la sua roba. Fiuto qualche guaio, e mi avvicino. Lui fa come se nulla fosse, ed io gli dico: "Non fare sciocchezze, Detering". 



"Ma che! non posso dormire, ecco tutto..."
"Perché sei andato a prendere quei rami di ciliegio?"
"Non potrò più cogliere un ramo di ciliegio, adesso?" risponde testardo, e dopo un poco: "Ha casa ho un grande orto, , pieno di ciliegi. Quando sono in fiore, sembra, a guardarli dal fienile, come un gran lenzuolo tutto bianco. Proprio adesso è il tempo".
"Forse le licenze si riapriranno presto. Può anche darsi che ti comandino ai lavori agricoli."
Fa cenno di si colla testa ma vedo bene che è assente. Quando questi contadini son tocchi nel profondo, hanno una strana espressione, un misto fra la mucca e l'idolo; un espressione che un po' fa ridere e un po' commuove.
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giovedì 4 aprile 2019

LIBRERIE: guardando al futuro 2

.... continua dal POST precedente.

Perché il libro come finora sopravvissuto è un essere antico, è come noi. E' autarchico, impone pagina dopo pagina l'espressione di un determinato pensiero e la costruzione di un mondo mediato dall'immaginazione. Ma la nostra volontà di abbandonarci a quel mondo, magari vasto come Guerra e Pace o la Recherche, saprà resistere alle tentazioni? 



La voglia, il tempo e l'attenzione che vi si dedica per una lettura silenziosa e profonda, non si sbriciolano ogni giorno di più, ingoiati nel vortice giocoso di media più veloci?
Cosa rimarrà del libro una volta entrato nel macchinario. Il libro-cyborg, di cui possiamo figurarci ingenue meraviglie, sarà sottile e potrà facilmente connetterci in rete con la biografia dell'autore, essere glossato e commentato online.
Sarà una lettura multilineare, a nostro capriccio potremmo seguire le bizzarrie del caso, infarcirlo di immagini, dopo un secolo tornare alla successiva riga. Vittime di quel che il filosofo Gunter Anders denomina dislivello prometeico. Lo squilibrio del rapporto uomo-macchine.



Ameremo il piccolo vasetto di Pandora, né ci accorgeremo se ciò che ne esce sarà il Male o il Bene, o il Vacuo, che conta? Il medium sarà il messaggio, ne prenderà man mano la forma, per rinverdire la formula di McLuhan.
Affamare il cervello di nuovi bisogni, sempre più volatili e immateriali, crea nuovi disturbi, psicosi, dipendenze altrettanto immateriali. Affamati e folli è uno slogan demente.



Cosa abbiano in comune il libro e la sua immagine fugace di elettricità e prodigio comincia a essere una vaga analogia. Il libro è un oggetto preciso, ingombra un dato spazio, serve a regolare le gambe del tavolo, si macchia di caffè, si spiegazza in un punto letto più volte, resta sempre bene in vista a ricordarti che c'è ed esige almeno che sia onorato, fa niente se non lo capisci del tutto o lui non capisce te, sarà un destino consumato in pagine e sudate carte, di stupefacenti macchine oliate che l'han fabbricato e mani che lo reggono.



O il libro è l'assenza del limite, un sottilissimo coso che può stare i spazi minimi: lo tocchi appena e ti sorride ed elenca diecimila titoli, magari ti consiglia in base al tempo atmosferico la lettura più adatta, aggiunge immagini, profumi e musica a tono, può contenere ogni testo possibile, in qualsivoglia lingua.
Esso sarà tutti i libri dunque nessuno. O avrà la binaria intelligenza di tutta l'era futura. Acceso, spento. Non è un problema di forma, né più un caso di sociologia della lettura, E' ontologico. On/off: Esiste?
Carta vs pixel   di Paolo Veronese



Spero vi sia piaciuto cosi come è piaciuto a me, anche se naturalmente io non ho compreso tutto ( le mie capacità intellettive, sapete, sono limitate).
Se ne avete voglia scrivetemi cosa ne pensate voi, mi farebbe tanto piacere.

mercoledì 3 aprile 2019

LIBRERIE: guardando al futuro 1

Carta vs pixel    di Paolo Veronese

Si è letto che una famosa ditta di arredamenti svedese ha deciso modifiche al suo principale modello di libreria in previsione di una drastica diminuzione di libri cartacei nelle case, per via della futuribile diffusione dell'e-book.



Così, agghiacciato da una prospettiva dove sparisse a poco a poco la seduzione della carta, tatto e olfatto, o il piccolo piacere di sbirciare libri nelle case altrui, titoli e disposizione, come fotocopia di un'anima e delle sue scelte, ho tratto un po' di volatili pensieri, che qui espongo. Sperando che i calcoli svedesi siano buoni quanto le loro leggi.



Le profezie sulla fine dei libri non sono di per sé lettura nuova, senza scomodare le visioni un po' ebeti di Fahrenheit 451 con gli uomini trasformati in ripetitori meccanici di parole, né il califfo Omar che incendiò la Biblioteca di Alessandria perché i libri erano o dannosi, se non conformi al Corano, o inutili se conformi. La storia è lunga quanto il Mahabharata.



Fin dal suo principio, la forma del codice, opposta ai rotoli, fu guardata con certo sospetto dai dotti, che continuarono a srotolare i loro libri di papiro o pergamena.
La diffusione del formato in pagine rilegate fu merito del pensiero cristiano, i quali adepti predilessero la praticità di consultazione (e diffusione) del nuovo prodotto, che in seguito sarà perpetuato nell'alveo della Chiesa nel laborioso silenzio dei monasteri, fino a raggiungere perfetta struttura nella Bibbia di Gutemberg.



Ad inizio Ottocento, con la rapida ascesa della stampa si preconizzava il sopravvento del giornale sul libro; poi l'invenzione del telegrafo di Edison che avrebbe reso tutti i testi in forma sonora; e in seguito il cinema, la radio, il resto.
La sfida a sostituire questo contenitore del pensiero umano ha esercitato un fascino irresistibile, oltre che affrettare previsioni.
Pur rilevando nel Belpaese un attecchimento tutto sommato pigro del fenomeno digitale a discapito della tradizione, risulta evidente che l'ultimo attacco al libro ha connotati affatto diversi, e strategie più subdole, poiché si avvale della nostra complicità.



L'introduzione dell'elettronica non investe solo la forma in cui fruiamo la parola scritta. Un lettore di e-book, potrebbe alla lunga trasformarsi in un oggetto anche più comodo del volume cartaceo, o assumere la forma identica, pseudocarta compresa, con micro celle che si colorano a comando. Non il libro in se cambia ma più ampiamente la stessa lettura, il metodo, cosa e quanto si legge, il perché e nondimeno la profondità con cui ci si possa dedicare al piacere del testo, su cosa focalizziamo l'attenzione, e conseguentemente cosa possiamo ricordare di un libro letto.

Continua nel prossimo POST....