domenica 16 dicembre 2018

6°CARTOLINA: Il pattinaggio

Dalla neve al ghiaccio
Da collezione privata
Biglietto da busta (smarrita)
Illustrato da A. Bertiglia
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Il pattinaggio, come il suo cugino del Nord, lo sci, è una attività vecchia come il mondo o pressapoco.
Per spostarsi più rapidamente e con maggior controllo dei movimenti sulle superfici gelate dei laghi, dei fiumi e anche delle rive del mare, gli uomini ricorsero dapprima a delle lame ricavate da ossi di animali applicate sotto le scarpe o gli zoccoli, e successivamente perfezionarono il sistema, ricorrendo al più duraturo metallo. Pattini di metallo vecchi di almeno due millenni sono stati, per esempio, ritrovati in Russia.
Nel Medio Evo, sopratutto in Olanda e in Scozia, i pattini erano il più veloce mezzo di comunicazione durante i freddi inverni.
In questi paesi e, generalmente, ovunque il freddo avesse assicurato la materia prima (il ghiaccio), i pattini erano usati anche come mezzo di svago, per i giochi dei bambini e anche degli adulti. Nel XV secolo venivano organizzate gare di corsa tra gli uomini, mentre le donne eseguivano, pattini ai piedi, danze folcloristiche.
Quelle corse e quelle danze sono gli antenati del pattinaggio di velocità e del pattinaggio artistico.
Mentre lo sci restò per molto tempo confinato nelle sue terre d'origine e usato esclusivamente come strumento di lavoro, i pattini ebbero una rapida carriera nel bel mondo, imponendosi come mezzo di svago ovunque il freddo dell'inverno avesse garantito ghiaccio sufficientemente solido.
La moda non risparmiò nessuno, tant'è vero che si ha notizia delle "pattinate" di Maria Antonietta a Versailles e della regina Vittoria sulle acque eccezionalmente gelate del Tamigi.
A proposito del Tamigi , è da segnalare che ancora una volta fu la Gran Bretagna, culla di tanti sport, a far da corona ai primi passi ufficiali del pattinaggio inteso in senso agonistico.

Il primo club di pattinaggio fu fondato a Edimburgo , in Scozia, nel 1652.
La prima corsa ufficiale fu disputata in Inghilterra sulla distanza di 15 miglia (24 Km).
A Londra, infine, fu costruita, nel 1876, la prima pista con ghiaccio artificiale.
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da Manuale delle Giovani Marmotte 4°


Da collezione privata
Biglietto da busta viaggiato da
Casale Cremasco CR a Castelgoffredo MN

1984




sabato 15 dicembre 2018

E se il tè non basta...

.... ad animare la vostra domenica eccovi altre iniziative:


Tutte belle e interessanti...



Ci vediamo a Castelgoffredo MN.

5°CARTOLINA: La neve

Un riparo dal "freddo"
Da collezione privata
Cartolina non viaggiata

    NEVICATA   Guido Gozzano

Dalle profondità dei cieli tetri
scende la bella neve sonnolenta,
tutte le cose ammanta come spetri:
scende, risale, impetuosa, lenta,
di su, di giù, di qua, di là, s'avventa
alle finestre, tamburella i vetri...

Turbina densa in fiocchi di bambagia,
imbianca i tetti ed i selciati lordi,
piomba dai rami curvi, in blocchi sordi...
Nel caminetto crepita la bragia
e l'anima del reduce s'adagia
nella bianca tristezza dei ricordi.

da Il libro della poesia di Luigi Siciliani 


Da collezione privata
Cartolina non viaggiata
  



venerdì 14 dicembre 2018

Terza domenica del mese? Un Tè al MAST!!!

La vostra prossima domenica si prospetta noiosa???
Eccovi un bel suggerimento contro la "noia domenicale"...



Per passare un preserale piacevole, istruttivo e in ottima compagnia, riscaldato da un buon tè caldo con biscotti,
venite Domenica 16 Dicembre a CASTELGOFFREDO (MN)



4°CARTOLINA: La capanna

Dal legno alla pietra
Da collezione privata
Cartolina non viaggiata
La casa, sia essa un'umile capanna o un grandioso palazzo riveste grande importanza per coloro che vi abitano: ne segna la quotidianità, ne scandisce i percorsi, partecipa alle interazioni sociali e ai momenti intimi.
Con le sue forme, con i suoi colori e i suoi spazi non è un elemento neutro ma una parte dell'uomo, così come il suo corpo, compartecipa alle sue azioni e aspirazioni.
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Una leggenda narra le origini del costruire, di come fosse sorta la necessità di edificare dimore.
Tale leggenda narra come all'inizio dei tempi, nella mitica età dell'oro (krta yuga), le persone non avessero bisogno di case per ripararsi. Tutto era accogliente e sereno, la gente non conosceva alcun dolore o avversità, ogni necessità era soddisfatta e i desideri si realizzavano nel momento stesso in cui venivano provati: era sufficiente il pensiero del desiderio affinché il desiderio apparisse. Ma l'età dell'oro giunse alla sua conclusione con il deteriorarsi del valore interiore degli uomini, con il corrompersi della loro statura morale; si entrò così nell'epoca successiva(treta yuga). Il potere del pensiero era diminuito e cominciavano ad esserci i primi disagi, quali le avversità meteoriche, compensate però dall'apparire degli alberi, che offrivano agli uomini riparo e materiale da cui ricavare ogni oggetto utile. Gli uomini iniziarono così ad abitare gli alberi, come fossero case, e a chiamarli "case".
Ma il processo di corruzione interiore continuava e, dopo alterne vicende, nell'uomo sorse l'avidità ed egli iniziò a voler possedere gli alberi.
Era così sorta la cupidigia del possedere, accompagnata dal suo contrario, l'appagamento del possesso. Insieme con questa coppia di opposti ne apparvero altre, quale caldo ardente-freddo pungente, secco torrido-umido afoso... L'ambiente non era più un luogo ospitale, l'uomo fu costretto a proteggersi, a ripararsi da tale avversa situazione non più controllabile soltanto col pensiero. E così inizio a costruire case e, in ricordo della perfezione passata, le realizzo esattamente come alberi, con il materiale tratto dagli alberi e con la forma degli alberi: "Come nell'albero alcuni rami vanno in una direzione e altri in un'altra, alcuni tendono verso l'alto e altri si chinano verso il basso, così gli uomini configurano i "rami" della propria casa.
Bhattacharya Tarapada
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da VASTU L'arte indiana dell'abitare


Da collezione privata
Cartolina non viaggiata