sabato 8 dicembre 2018
venerdì 7 dicembre 2018
3°CARTOLINA: L'abete
Nei boschi delle Alpi
Bianco o Rosso ?
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L'abete bianco è diffuso nelle zone montuose dell'Europa meridionale; vive tra 800 e 1800 metri di altitudine, mescolandosi al faggio, all'abete rosso e, più raramente, formando boschi puri.
Predilige clima con escursione termica poco marcata ed elevata umidità, terreni freschi e profondi. Ama l'ombra e si spinge raramente fino al limite degli alberi.
Sugli Appennini sono presenti boschi puri di abete bianco, come a Camaldoli e a Vallombrosa.
Il legno è leggero, bianco, privo di resina e molto resistente, è di mediocre qualità e viene utilizzato in modo analogo a quello dell'abete rosso, sopratutto nell'industria cartaria, in carpenteria, in falegnameria e, tra l'altro per la produzione di "scandole", tegole rustiche di legno.
Dalla distillazione delle foglie si ottiene trementina, impiegata in medicina e veterinaria.
L'abete rosso è originario e spontaneo in un area molto vasta, che si estende dai Pirenei all'Europa settentrionale e orientale; vive in ambiente montano e continentale, formando boschi puri o misti con faggio e abete bianco ad altitudini meno elevate con larice a quote superiori.
Predilige suoli profondi e non troppo asciutti, acidi, e tollera basse temperature.
Questo abete detto anche peccio ( il nome del genere, picea, deriva dal latino pix, resina, di cui la pianta è ottima produttrice) è una delle più importanti essenze forestali d'Europa e viene utilizzato ovunque per produrre legname di larghissimo impiego.
Il legno, di color bianco-giallastro, tenero e resinoso, ha innumerovoli applicazioni in carpenteria, falegnameria, imballaggi, produzione di carta.
La resina è usata nell'industria delle vernici e nella produzione di unguenti, in quanto se ne ricava la trementina di Borgona, efficace in impiastri e frizioni. Dalla corteccia si estrae tannino, usato nell'industria conciaria.
Il legno della varietà fissilis ha particolari qualità e viene usato per la fabbricazione di strumenti musicali (abete di risonanza).
Oltre a essere importante essenza forestale, l'abete rosso è spesso utilizzato come pianta ornamentale; gli esemplari giovani, provenienti da vivai, vengono usati come alberi di Natale.
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da Guida al riconoscimento degli alberi d'europa
| Da collezione privata Cartolina viaggiata da Como-Lecco a Salo 1953 |
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L'abete bianco è diffuso nelle zone montuose dell'Europa meridionale; vive tra 800 e 1800 metri di altitudine, mescolandosi al faggio, all'abete rosso e, più raramente, formando boschi puri.
Predilige clima con escursione termica poco marcata ed elevata umidità, terreni freschi e profondi. Ama l'ombra e si spinge raramente fino al limite degli alberi.
Sugli Appennini sono presenti boschi puri di abete bianco, come a Camaldoli e a Vallombrosa.
Il legno è leggero, bianco, privo di resina e molto resistente, è di mediocre qualità e viene utilizzato in modo analogo a quello dell'abete rosso, sopratutto nell'industria cartaria, in carpenteria, in falegnameria e, tra l'altro per la produzione di "scandole", tegole rustiche di legno.
Dalla distillazione delle foglie si ottiene trementina, impiegata in medicina e veterinaria.
L'abete rosso è originario e spontaneo in un area molto vasta, che si estende dai Pirenei all'Europa settentrionale e orientale; vive in ambiente montano e continentale, formando boschi puri o misti con faggio e abete bianco ad altitudini meno elevate con larice a quote superiori.
Predilige suoli profondi e non troppo asciutti, acidi, e tollera basse temperature.
Questo abete detto anche peccio ( il nome del genere, picea, deriva dal latino pix, resina, di cui la pianta è ottima produttrice) è una delle più importanti essenze forestali d'Europa e viene utilizzato ovunque per produrre legname di larghissimo impiego.
Il legno, di color bianco-giallastro, tenero e resinoso, ha innumerovoli applicazioni in carpenteria, falegnameria, imballaggi, produzione di carta.
La resina è usata nell'industria delle vernici e nella produzione di unguenti, in quanto se ne ricava la trementina di Borgona, efficace in impiastri e frizioni. Dalla corteccia si estrae tannino, usato nell'industria conciaria.
Il legno della varietà fissilis ha particolari qualità e viene usato per la fabbricazione di strumenti musicali (abete di risonanza).
Oltre a essere importante essenza forestale, l'abete rosso è spesso utilizzato come pianta ornamentale; gli esemplari giovani, provenienti da vivai, vengono usati come alberi di Natale.
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da Guida al riconoscimento degli alberi d'europa
| Da collezione privata Cartolina viaggiata da Milano ad Acquafredda BS 1978 |
mercoledì 5 dicembre 2018
2°CARTOLINA: La fiaba
Racconto per fanciulli
Nersana , la più bella delle Ondine, aveva un cuore gentile e buono e sebbene nulla le mancasse per essere felice, la salute, la bellezza, la gioia di vivere, si rattristava per coloro che felici non erano.
Un giorno, mentre passeggiava tra i boschi, incontrò un Re che ne rimase così affascinato da chiederla in sposa.
Narsana così rispose:"Diverrò tua sposa ma prima dovremo trovare il modo di alleviare il dolore che condanna gli esseri viventi. Vorrei che d'ora in poi nessun bambino, nessuna donna, nessun uomo, né animale, né pianta debbano più conoscere il morso del dolore e la tristezza del pianto."
Il Re fu colpito dalla sensibilità di Ondina e chiese consiglio ai suoi ministri. Tornò poi rattristato, a confessarle che non trovava il modo per realizzare il su sogno tanto bello.
Nersana, dopo aver a lungo riflettuto, disse: "Se non è possibile cancellare del tutto l dolore dal mondo, vorrei che almeno il giorno delle nostre nozze fossero sospese le pene di ogni essere vivente."
Di nuovo i ministri e i saggi si riunirono per ascoltare la richiesta.
Ma risposero che una proposta del genere era pura follia!
Allora Narsana modificò ancora il suo desiderio: "Noi ci sposeremo a mezzogiorno: chiedo che da mezzogiorno all'una del pomeriggio la pena e la tristezza siano bandite dal cuore degli esseri viventi e tutti provino la gioia più completa. E' la mia condizione ultima per acconsentire alle nozze."
E così si fece: le nozze dell'Ondina furono celebrate nello splendore del mezzogiorno, in mezzo ai prati profumati delle Alpi. E in quel giorno e in quell'ora tutti sentirono dentro di sé una pace e una gioia straordinarie.
E ancora oggi il dono di Narsana giunge nel cuore degli uomini: se voi passate nel primo pomeriggio nei boschi delle Alpi, vi sentirete invadere da una gioia e una pace infinita.
Il profumo dei boschi, il cielo luminoso, il mormorio dei torrenti, il muggito degli animali, tutto sembra fondersi in un'armonia completa, in cui ogni pena sembra svanire.
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| Da collezione privata Cartolina viaggiata da Maderno BS a Carpenedolo BS 1985 |
Un giorno, mentre passeggiava tra i boschi, incontrò un Re che ne rimase così affascinato da chiederla in sposa.
Narsana così rispose:"Diverrò tua sposa ma prima dovremo trovare il modo di alleviare il dolore che condanna gli esseri viventi. Vorrei che d'ora in poi nessun bambino, nessuna donna, nessun uomo, né animale, né pianta debbano più conoscere il morso del dolore e la tristezza del pianto."
Il Re fu colpito dalla sensibilità di Ondina e chiese consiglio ai suoi ministri. Tornò poi rattristato, a confessarle che non trovava il modo per realizzare il su sogno tanto bello.
Nersana, dopo aver a lungo riflettuto, disse: "Se non è possibile cancellare del tutto l dolore dal mondo, vorrei che almeno il giorno delle nostre nozze fossero sospese le pene di ogni essere vivente."
Di nuovo i ministri e i saggi si riunirono per ascoltare la richiesta.
Ma risposero che una proposta del genere era pura follia!
Allora Narsana modificò ancora il suo desiderio: "Noi ci sposeremo a mezzogiorno: chiedo che da mezzogiorno all'una del pomeriggio la pena e la tristezza siano bandite dal cuore degli esseri viventi e tutti provino la gioia più completa. E' la mia condizione ultima per acconsentire alle nozze."
E così si fece: le nozze dell'Ondina furono celebrate nello splendore del mezzogiorno, in mezzo ai prati profumati delle Alpi. E in quel giorno e in quell'ora tutti sentirono dentro di sé una pace e una gioia straordinarie.
E ancora oggi il dono di Narsana giunge nel cuore degli uomini: se voi passate nel primo pomeriggio nei boschi delle Alpi, vi sentirete invadere da una gioia e una pace infinita.
Il profumo dei boschi, il cielo luminoso, il mormorio dei torrenti, il muggito degli animali, tutto sembra fondersi in un'armonia completa, in cui ogni pena sembra svanire.
| Da collezione privata Cartolina viaggiata da Pordenone UD ad Acquafredda BS 1956 |
lunedì 3 dicembre 2018
1°CARTOLINA: Il fanciullo
L'uccello del tempo ha il volo breve.
Uno sbatter d'ali... e ti senti sfiorare.
| Da collezione privata Cartolina viaggiata da Brescia a Milano 1957 |
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Devo affrettarmi, devo affrettarmi a vivere per davvero prima che sia troppo tardi.
Devo affrettarmi, devo affrettarmi a vivere per davvero prima che sia troppo tardi.
Devo tornare forte e perfetto come il ragazzo di cui ho rivisto l'immagine sotto la mia barba.
D'ora innanzi, decisi con impeto, qualunque cosa succeda, vivrò come un fanciullo, andrò a distendermi su un prato per sentire l'odore della terra, affonderò il volto nell'erba tenera e profumata. E gli insetti che un tempo mi erano amici, le coccinelle rosse coi lucidi puntini neri, si arrampicheranno sul mio corpo, mentre sdraiato in una verde cameretta screziata di luce e d'ombra, sotto una siepe di biancospino, ascolterò le brevi note flautate dei merli. poi mi alzerò e correrò a piedi nudi sull'erba fresca, abbraccerò gli alberi come si abbraccia un amante perduta e ritrovata, e rimboccandomi i pantaloni attraverserò un ruscello.
Troverò dei salici e mi taglierò un ramoscello per farmi un fischietto, acchiapperò lucciole e farfalle, coglierò innumerevoli fiorellini di bosco.
Troverò dei salici e mi taglierò un ramoscello per farmi un fischietto, acchiapperò lucciole e farfalle, coglierò innumerevoli fiorellini di bosco.
Poi andrò sulla sponda del mare e ascolterò il mormorio delle onde, le vedrò rincorrersi verso la spiaggia simili a cavalli bianchi dalla criniera arruffata... come a Trebisonda. Cercherò sassolini colorati, mi rotolerò sulla sabbia, abbraccerò il mare.
Guarderò tramontare il sole, come un grande veliero tra le fiamme, e la striscia dorata della luna sulle acque nere.
Se potrò far di nuovo tutto ciò con una semplice fanciulla che condivida il mio bisogno intenso della terra e del mare, che corra scalza sull'erba e sulla sabbia umida con lo stesso mio brivido delizioso di gioia, allora sarò certo un SUCCESSO: più ricco dell'uomo ricco, più saggio di tutti quelli che hanno dimenticato queste cose. e di notte dormirò sotto un cielo palpitante di stelle.
Forse dopo questa guerra i popoli del mondo, ricordandosi della morte, vivranno una vita di pace, di dignità e di saggezza, ritrovando un cuore di fanciullo.
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sabato 1 dicembre 2018
12 CARTOLINE
Un dono a voi!
Nel Dicembre 2016 vi ho proposto 18 post che ho chiamato "Finestrelle", proprio perché come le finestrelle del calendario dell'avvento si aprivano una al giorno fino alla vigilia di Natale, e in ognuna di essa era "nascosta" una sorpresa. Si trattava di piccoli doni quali potevano esserlo: una poesia, una canzone, una ricetta, una favola o un racconto, e molto altro.
(Un riassunto lo trovate nei post datati 17 e 23 dicembre 2016).
Anche nel Dicembre 2017 vi ho regalato un "breve conto alla rovescia" di auguri, in questo caso si trattava di soli 8 post (riassunti nel post datato 27-12-2017).
Pretenzioso da parte mia chiamarli doni, regali?
No! Non credo. Si tratta di "pezzi" tratti da edizioni piuttosto vecchie o rare che difficilmente troverete in giro e la cui ricerca ha richiesto tempo.
Vi scrivo questo non per autocelebrarmi ma perché anche quest'anno vorrei omaggiarvi di scritti, adatti al periodo natalizio, raccolti qua e la tra vecchie edizioni e altrettante vecchie cartoline augurali.
Infatti questo Dicembre 2018 i post dedicati agli "auguri" di Natale si chiameranno Cartoline e saranno 12.
Spero vi piaceranno e se avete qualche richiesta o suggerimento scrivetemi.
| Da collezione privata Cartolina viaggiata da Pisa a Milano 1960 |
(Un riassunto lo trovate nei post datati 17 e 23 dicembre 2016).
Anche nel Dicembre 2017 vi ho regalato un "breve conto alla rovescia" di auguri, in questo caso si trattava di soli 8 post (riassunti nel post datato 27-12-2017).
Pretenzioso da parte mia chiamarli doni, regali?
No! Non credo. Si tratta di "pezzi" tratti da edizioni piuttosto vecchie o rare che difficilmente troverete in giro e la cui ricerca ha richiesto tempo.
Vi scrivo questo non per autocelebrarmi ma perché anche quest'anno vorrei omaggiarvi di scritti, adatti al periodo natalizio, raccolti qua e la tra vecchie edizioni e altrettante vecchie cartoline augurali.
Infatti questo Dicembre 2018 i post dedicati agli "auguri" di Natale si chiameranno Cartoline e saranno 12.
Spero vi piaceranno e se avete qualche richiesta o suggerimento scrivetemi.
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