sabato 9 gennaio 2016

Ancora un libro su CRISTOFORO COLOMBO

Vi attira l'idea di approfondire la conoscenza di quell' affascinante personaggio che è CRISTOFORO COLOMBO ?
Ebbene noi abbiamo a disposizione un secondo libro che lo riguarda: Vita di Cristoforo Colombo di Cesare De Lollis edito da Peruzzo nella collana Le grandi biografie.   

Sul nostro banchetto a soli 3 euro
Dal capitolo XVI - TRIONFO IN SPAGNA

La verità è che Colombo era talmente superiore alle persone e alla mentalità corrente che riusciva difficile comprendere le sue intuizioni e certe sue certezze. Eppure, egli era l'interprete, magari inconsapevole, dello spirito dei tempi.
Che era lo spirito della conquista, dell'avventura e della preda. Ma anche spirito scientifico, desiderio di conoscenza.


Per esempio, fin dal primo viaggio Colombo osserva che a occidente delle Azzorre L'ago calamitato subiva una deviazione in direzione del nord-ovest e questo fatto, di capitale importanza per le navigazioni transatlantiche che Colombo in quel momento inaugurava, era sfuggito alle tante generazioni di uomini di mare che avevano usato la bussola e osservato semplicemente la sua declinazione verso nord-est. Ancora sin dal primo viaggio ferma la sua attenzione sulle gigantesche masse di fucus galleggianti sopra una determinata zona dell'Atlantico: egli era davanti al mar dei Sargassi, e non andò lungi dal vero supponendo che esso si formasse con le piante terrestri che le onde staccavano dagli scogli e che dovesse avere una certa stabilità locale.


Alla prossima lettura...!!!



venerdì 8 gennaio 2016

Quando il mondo era una MERAVIGLIOSA scoperta!!!

Ttutt'altro tipo di lettura è questa biografia scritta da Jean-Baptiste Charcot:
Cristoforo Colombo MARINAIO
Edito da Giunti Martello nel 1982      (Che trovate sulla nostra bancarella a soli 4 euro.)



La prima spedizione
La partenza da Palos

Il 2 agosto Colombo e tutti i suoi compagni si comunicarono a una messa celebrata nella cappella del convento della Ràbida; dopo la messa segui una processione.
Questa cerimonia alla vigilia di un viaggio di scoperta fu probabilmente più commovente del solito, ma non era eccezionale. Nella Spagna di quel tempo le ordinanze concernenti le navi armate con l'intervento del governo erano formali. Gli uomini che si imbarcavano dovevano partire sempre in stato di grazia perché andavano incontro "a pericolo di morte"; dovevano quindi confessarsi e comunicarsi prima della partenza.
Durante il viaggio era strettamente proibito di bestemmiare, "di fare o dire qualsiasi cosa contro il Servizio e l'Onore di Dio e del Re.



Vedremo in seguito quali fossero le pratiche religiose a bordo.
Il giorno seguente, 3 agosto, mezz'ora prima dell'alba, la Santa Maria, la Pinta e la Nina mollarono le vele nel porto  di Saltes e spinte da una forte brezza governarono per 60 miglia al sud, poi a sud-ovest e infine a sud quarto sud ovest per raggiungere le Canarie.



I monaci della Ràbida benedissero le tre navi nel momento in cui sparivano all'orizzonte, mentre Cristoforo Colombo, con quella soddisfazione grave e commossa riservata a quelli che, dopo anni di lotte e febbrile preparazione, partono finalmente per tentare la grande avventura della loro vita, cominciava il suo giornale di bordo con: "In nomine Domini Jesus Christi..." .



giovedì 7 gennaio 2016

Di che libro si tratta???

Era una giornata grigia e cupa; e mentre le truppe marciavano lungo i Cinque Punti avviandosi per la strada di Marietta cominciò a cadere la pioggia. Tutta la città era in strada, per assistere a quella partenza; la folla si stringeva sotto gli architravi delle botteghe della Via dell'Albero di Pesco e cercava di salutare gaiamente i partenti.
Rossella e Maribella Merriwether Picard avevano avuto il permesso di lasciare l'ospedale per assistere alla sfilata, perché lo zio Enrico Hamilton e il nonno Merriwether facevano parte della Guardia Nazionale; strette nella folla accanto alla signora Meade, cercavano di rizzarsi in punta di piedi per veder meglio.


Rossella, benché dominata dallo stesso desiderio che avevano tutti i cittadini di credere le cose più rassicuranti, provò un freddo al cuore vedendo sfilare tutti quegli uomini. La situazione doveva essere disperata, se venivano chiamati quei vecchi e quei ragazzi! La vista di questi, insieme a giovani abili e benportanti, le stringeva il cuore di pietà e di terrore. Vi erano uomini con la barba grigia, più vecchi di suo padre, che cercavano di marciare baldanzosamente, sotto la pioggia, al ritmo dei pifferi e al rullo dei tamburo. Il nonno Merriwether, che era in prima fila e aveva sulle spalle lo scialle migliore di sua nuora per ripararsi dalla pioggia, salutò le ragazze con un sorriso. Esse agitarono i fazzoletti; ma Maribella, afferrando il braccio di Rossella, sussurrò: "Povero vecchio! Se prende un acquazzone... con la sua lombaggine...".


Zio Enrico Hamilton marciava subito dietro al vecchio, col colletto del suo vestito nero rialzato a riparargli le orecchie, due pistole messicane nella cintura e un piccolo sacco da viaggio in mano. Dietro a lui era il suo servo negro, quasi della stessa età, con un ombrello aperto a riparare entrambi. Spalla a spalla coi più anziani venivano i ragazzi; nessuno di loro mostrava più di sedici anni. Parecchi avevano lasciato i banchi di scuola per raggiungere l'esercito; qua e là erano gruppi di alievi delle scuole militari in uniforme, col pennacchietto di penne di gallo bagnato di pioggia e le strisce di tela bianca incrociate sul petto. Fra loro era Phil Meade, che portava fieramente la sciabola e le pistole del fratello morto, col cappello spavaldamente inclinato. La signora Meade cercò di sorridere e fargli cenni di saluto finché fu passato; poi appoggiò la testa sulla spalla di Rossella come se le forze l'avessero improvvisamente abbandonata.


Molti erano completamente disarmati: la Confederazione non aveva più fucili né munizioni Questi uomini speravano di provvedersi di armi, togliendole agli yankees uccisi o prigionieri. Parecchi portavano pugnali infilati negli stivali, e in mano lunghe aste di ferro appuntite. I più fortunati avevano vecchi moschetti appoggiati alla spalla e fiaschette di polvere alla cintura.

Pubblicato per la prima volta nel 1936 negli Stati Uniti.
Scritto da Margaret Mitichell.
Ha vinto il premio Pulitzer per la narrativa.
Ne è stato tratto un famosissimo film.
Per lo più si presenta in due volumi. 
E descrive una guerra, che come potete leggere in questa pagina, ha la stessa drammaticità di tutte le guerre del mondo.

lunedì 4 gennaio 2016

Proteggere dal gelo

Per chi, come lei, si è da poco appassionato al "giardinaggio" Alice suggerisce l'acquisto di un manuale ricco di immagini e consigli semplici: IL GIARDINO segreti e consigli  Più di duemila soluzioni intelligenti ai problemi del giardino.


Il gelo può essere molto dannoso.
Spesso arriva all'improvviso, dopo un periodo abbastanza mite, quando le piante sono particolarmente vulnerabili.
I primi geli invernali e quelli tardivi di primavera, quando le piante hanno già iniziato a vegetare, sono i più pericolosi.



Si proteggono le radici delle piante in vaso e il vaso stesso avvolgendli in tela, giornali o plastica a bolle. Legare con spago.

Si può proteggere la chioma delle erbacee e degli arbusti mettendo loro intorno della rete metallica.
Ancorare la rete e foderare con foglie secche , felci o paglia.
Accertarsi che l'aria passi intorno alle piante protette.

Una coltre di neve sulle siepi, sugli arbusti e sugli alberi può essere dannosa a causa del peso che grava sui rami.
La neve più pericolosa è quella che si scioglie in parte e poi ricongela.
Si devono proteggere le conifere che hanno una vegetazione fitta procedendo a una opportuna legatura dei rami con filo zincato.


Una bella lettura nella Venezia fine cinquecento

Dall'ultima sua lettura; Gli occhi di Venezia di Alessandro BarberoClara, essendo appena passato il Natale, ci suggerisce  una pagina che parla di usanze antiche che seguono la nascita di un bambino.


Appena la luce del giorno cominciò a filtrare dalle persiane palazzo Bernardo si risvegliò e si preparò per un nuovo giorno di festa. 
Tutte le parenti che non si erano fermate a dormire la sera prima ritornarono di buon' ora per far compagnia alla puerpera, e quasi subito ricominciò l'afflusso delle visite e dei regali.
Bianca notò con divertimento che gli uomini entravano nella stanza con cautela se non con goffaggine, non sapevano dove mettersi, e dopo aver fatto i loro complimenti a Clarice rimanevano a far tappezzeria, parlando poco e ammirando gli arazzi in mancanza di meglio, mentre le donne si comportavano da padrone, del tutto a loro agio, dando ordini alle domestiche come se fossero state a casa propria ogni volta che indovinavano, o immaginavano, un desiderio di Clarice, o spiavano un segno di fatica sul suo volto tirato e truccato.
Per tutto il giorno sfilarono parenti, amici, clienti, soci d'affari, inquilini dei Bernardo, con vestiti e doni adeguati al rango di ciascuno, e Clarice ricevette tutti regalmente nonostante la spossatezza e la sofferenza, sempre circondata di donne che le parlavano, la complimentavano, le asciugavano il sudore, le offrivano da bere o da mangiare; per tutto il giorno si bevve vino di Cipro, si sgranocchiarono confetti, e si tese l'orecchio agli strilli del bambino, commentandone favorevolmente l'energia, e mandando le domestiche a chiedere notizie del suo appetito. Bianca non ebbe un attimo di requie, e la sera era così esausta che Clarice se ne accorse, e la mandò a dormire al piano di sopra, perché potesse farsi qualche ora di sonno.



Il giorno seguente si annunciò del tutto identico al precedente: pareva che ci fosse ancora molta gente legata ai Bernardo che non era riuscita ad essere ricevuta nella calca del giorno prima, molte donne che erano già venute a portare i loro regali tornarono per informarsi della salute della puerpera e del bambino, e le parenti non accennavano ad andarsene.
Clarice stava decisamente meglio: il ruolo della regina in mezzo ai sudditi ossequianti le si addiceva, e quel giorno non ci fu bisogno del trucco per dare colorito alle sue guance e farle brillare lo sguardo.