giovedì 2 agosto 2012
UN RESPIRO FRESCO E ...AZZURRO
Buone Vacanze!!!
GIUNGIAMO ALLA META
Viaggiando viaggiando da sud a nord giungiamo ad una nuova meta: "Le Alpi misteriose e fantastiche" di Serge Bertino.
Le Alpi rappresentano, per gli scienziati, un fenomeno geologico e geofisico che racchiude la storia evolutiva della crosta terrestre.
Per i poeti esse sono di volta in volta scintillio di vette, forme di cristallo o cattedrali dello spazio; carezza, desiderio, violenza e terrore.
I musicisti vi scoprono le sinfonie del vento , l'urlo della tormenta, il mormorio delle fonti o il silenzio infinito.
Per i pittori ogni roccia non è che colore: verde, bianco, blu, grigio... Colori che nascondono la vita, l'amore, la tenerezza e, a volte, l'odio.
Ma le Alpi sono anche qualche cosa che sfugge ad ogni tentativo di definizione e appartiene al nostro io più intimo....
Quindi la storia dei nostri rapporti con l'Alpe diventa quella di una scoperta continua: in primo luogo mitica, poi magica o poetica.......
Non stupiamoci , dunque, se l'ignoto ed il mistero hanno trovato tra le rocce ed i ghiacciai la loro dimora preferita. Lentamente ogni valle ed ogni becca sono diventate il luogo sacro per eccellenza in cui vita e morte possono andare sotto braccio, in cui divinità e streghe nascondono le loro collere o i loro amori e in cui l'uomo non si avventura che per rivivere, " al di la delle cime", in un ambiente fatto di pura astrazione.
Le Alpi rappresentano, per gli scienziati, un fenomeno geologico e geofisico che racchiude la storia evolutiva della crosta terrestre.
Per i poeti esse sono di volta in volta scintillio di vette, forme di cristallo o cattedrali dello spazio; carezza, desiderio, violenza e terrore.
I musicisti vi scoprono le sinfonie del vento , l'urlo della tormenta, il mormorio delle fonti o il silenzio infinito.
Per i pittori ogni roccia non è che colore: verde, bianco, blu, grigio... Colori che nascondono la vita, l'amore, la tenerezza e, a volte, l'odio.
Ma le Alpi sono anche qualche cosa che sfugge ad ogni tentativo di definizione e appartiene al nostro io più intimo....
Quindi la storia dei nostri rapporti con l'Alpe diventa quella di una scoperta continua: in primo luogo mitica, poi magica o poetica.......
Non stupiamoci , dunque, se l'ignoto ed il mistero hanno trovato tra le rocce ed i ghiacciai la loro dimora preferita. Lentamente ogni valle ed ogni becca sono diventate il luogo sacro per eccellenza in cui vita e morte possono andare sotto braccio, in cui divinità e streghe nascondono le loro collere o i loro amori e in cui l'uomo non si avventura che per rivivere, " al di la delle cime", in un ambiente fatto di pura astrazione.
mercoledì 1 agosto 2012
Il VIAGGIO CONTINUA
Il nostro viaggio prosegue nella vecchia Sicilia, ma abbandoniamo G.Tomasi per seguire Guido Piovene (1907-1974) nel suo "Viaggio in Italia".
...uno solo è il luogo in Italia dove questa pianta ornamentale, non so per quale singolarità della terra, cresce naturalmente, ed è lungo le rive del piccolo fiume Ciane, che corre parallelo all'Anapo, vicinissimo a Siracusa, lungo pochi chilometri, alimentato da una fonte che è poi anch'essa una ninfa trasformata. L'idrologia locale ha tutta origini mitologiche.
Portarsi all'imbocco del Ciane e penetrarvi in barca, specie nell'ora del tramonto, è una delle gite più graziose d'Italia.
Si scivola, nella prima parte, tra gli eucalipti e i giardini di aranci; nel fondo, ormai lontano, si scorge l'Etna, così insistente nel seguirci dovunque da divenire anch'esso nella nostra immaginazione una specie di divinità.
Poi sulle due rive cominciano a mostrarsi i papiri, prima in gruppi isolati, poi sempre più alti e più fitti; finché ci si trova perduti in quella selva di lunghissimi gambi privi di foglie , un po' piegati per il peso del ciuffo di crini spioventi che li fa assomigliare a larve di palme.
Anche i più alti si colgono con uno strappo, con la stessa facilità con cui si coglie un fiore......
Buon Viaggio!!!
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| Fiume Ciane |
...uno solo è il luogo in Italia dove questa pianta ornamentale, non so per quale singolarità della terra, cresce naturalmente, ed è lungo le rive del piccolo fiume Ciane, che corre parallelo all'Anapo, vicinissimo a Siracusa, lungo pochi chilometri, alimentato da una fonte che è poi anch'essa una ninfa trasformata. L'idrologia locale ha tutta origini mitologiche.
Portarsi all'imbocco del Ciane e penetrarvi in barca, specie nell'ora del tramonto, è una delle gite più graziose d'Italia.
Si scivola, nella prima parte, tra gli eucalipti e i giardini di aranci; nel fondo, ormai lontano, si scorge l'Etna, così insistente nel seguirci dovunque da divenire anch'esso nella nostra immaginazione una specie di divinità.
Poi sulle due rive cominciano a mostrarsi i papiri, prima in gruppi isolati, poi sempre più alti e più fitti; finché ci si trova perduti in quella selva di lunghissimi gambi privi di foglie , un po' piegati per il peso del ciuffo di crini spioventi che li fa assomigliare a larve di palme.
Anche i più alti si colgono con uno strappo, con la stessa facilità con cui si coglie un fiore......
Buon Viaggio!!!
UN VIAGGIO ESTIVO
" Gli alberi! ci sono gli alberi!"
Il grido partito dalla prima delle carrozze percorse a ritroso la fila delle altre quattro, pressocché invisibili nella nuvola di polvere bianca: e ad ognuno degli sportelli volti sudati espressero una stanca soddisfazione.
Gli alberi, a dir vero, erano soltanto tre ed erano degli eucalyptus, i più sbilenchi figli di Madre Natura. Ma erano anche i primi che si avvistassero da quando, alle sei del mattino, la famiglia Salina aveva lasciato Bisacquino. Adesso erano le undici e per quelle cinque ore non si erano viste che pigre groppe di collina avvampanti di giallo sotto il sole. Il trotto sui percorsi piani si era brevemente alternato alle lunghe lente arrancate delle salite, al passo prudente delle discese; passo e trotto, del resto, egualmente stemperati dal continuo fluire delle sonagliere, che ormai non si percepiva più se non come manifestazione sonora dell'ambiente arroventato.
Si erano attraversati paesi dipinti in azzurrino tenero, stralunati; su ponti di magnificenza bizzarra si erano valicate fiumane integralmente asciutte; si erano costeggiati disperati dirupi che saggine e ginestre non riuscivano a consolare. Mai un albero, mai una goccia d'acqua: sole e polverone.....
Questa bella e realistica descrizione di un paesaggio estivo l'abbiamo trovata leggendo il GATTOPARDO di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e si adatta benissimo alle "sensazioni" di questa torrida estate.
ESTATE: nei ricordi
E rieccoci con una delle nostre vecchie antologie scolastiche, sulla quale abbiamo trovato una bella poesia sull'estate.
Un estate d'altri tempi, una notte estiva che non c'è più.
Un estate d'altri tempi, una notte estiva che non c'è più.
NOTTE ESTIVA
Calda è la notte. A guisa di scintille,
che sprizzano dal ferro arroventato
sotto i colpi del maglio, a mille a mille
volteggiano le lucciole nel prato.
Fluttua nell'acque nitide e tranquille
dell'Astichel la luna: in ogni lato
posan l'aure e le fronde, e dalle ville
odi appena venir qualche latrato.
Di tetto in tetto con infausto grido
svolazza la civetta insidiando
de' non piumati rondinini al nido;
ma, come sopraffatto da tanta pace
della terra e del ciel, di quando in quando
manda un gorgheggio l'usignolo e tace.
da Poesie di Giacomo Zanella
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