domenica 28 luglio 2013

Terzo Romanzo - Primo Libro


OGGI CORRE IL DESTINO  di  Don M. Mankiewicz

" Un ritmo serrato e un' angosciosa aspettativa fanno sì che il romanzo proceda ad - andatura sostenuta - sino alla conclusione incalzante e drammatica."

Nick Bragg dormì male la notte prima della corsa. 

Da parecchio tempo era nervoso. 
Il nervosismo non è infrequente fra gli uomini che montano cavalli da corsa. Dipende dal loro mestiere, che ogni giorno li costringe a esporsi più volte, e ogni volta per qualche minuto, al pericolo di farsi male o di morire all'improvviso.
Non è un pericolo grave. 
In ogni modo come tutti i fantini, Nick credeva fermamente in ciò che nell'ambito delle corse chiamano le "probabilità". Per chi crede in simile bizzarria, una moneta, caduta sulla croce cinque volte di fila, è "matura" per l'uscita sulla testa; un giocatore che abbia vinto quattro volte di fila, è "maturo" per la perdita. E un fantino che come Nick, abbia evitato oltre mille volte di farsi male, è "maturo" per un bel incidente.
Le lancette fosforescenti della minuscola sveglia d'oro segnavano le quattro e mezzo, quasi l'ora di scendere dal letto.
Non occorreva più alzarsi alle cinque, ma era un'abitudine presa negli anni in cui aveva sfacchinato per diventare fantino, e un' abitudine che si contrae con tanto sacrificio non è facile abbandonarla.
Nick si agitava su un letto creato per il riposo. E non osava ricorrere a un sedativo, perché certi preparati lasciano intontiti il giorno dopo, e un fantino non può vincere certa debolezza coi normali peccatucci di gola.
Per un fantino mangiare è un gesto vergognoso, un auto-tradimento. La supremazia e i lauti guadagni di Nick erano affidati alla sua capacità di salire sulla bilancia, vestito, calzato, per vedere l'ago giungere, vibrando, a un pelo dal numero 50.
Se l'ago fosse andato oltre, i guadagni sarebbero diminuiti. Al 52 si sarebbero dimezzati; al 55 sarebbe stato un ex fantino, uno stalliere, un agente di altri fantini, un informatore, il galoppino di qualche allibratore, o un giocatore di professione.
.....




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