giovedì 11 giugno 2020

INCONTRI Passeggiando in giardino

Libro bellissimo quello di oggi, anzi bellissimi, dato che io ne possiedo due della stessa serie che ne contava sei.
Sono stati editi nel 1954, erano presumibilmente per ragazzi ma contengono una tale serie di informazioni approfondite, adatte anche ai più esperti, il modo particolare con cui son stati scritti e le bellissime illustrazioni ne fanno delle "opere d'arte".
Andrè Grangeon
IL MIO GIARDINO
MONDO INCANTATO
Piccola storia naturale
ad uso dei piccoli e dei grandi 
con illustrazioni dell'autore
1954



Com'è bello il dolce far niente, quando tutto si agita intorno a noi...
Gian Claudio Chiperché, amico delle bestie e nostro, estenuato dal caldo estivo, meriggia sotto un grande frassino, Oh, non dorme mica, sonnecchia a mo' di gendarme: un occhio chiuso, e l'altro spalancato. Nulla si muove, neanche una foglia; tutta la natura è soggiogata dal sole, e dorme placida il sonno del mezzodì.
La natura vegetale , sì, ma non il mondo insospettato del suolo.
Un fruscio continuo, ovattato, presagio di invisibili presenze; ascoltando meglio, odi miriadi di rumori: un millezampe che si reca a caccia, una coccinella che fa la ronda, una farfalla che folleggia... E chi è questo superbo insetto tutto inguaiato d'oro verde?
- Sono per servirti, il CARABO DORATO, la guardia campestre del podere...
Prima di proseguire, m'avvedo che ho trascurato di annunciarvi che il giardino di Gian Claudio è un mondo incantato, ove le bestiole, avendo il dono della parola, cicalano come voi e me. Ciò detto lascio la parola al nostro piccolo amico.
- SEI LA PIU' STUPEFACENTE GUARDIA CAMPESTRE! VUOI RACCONTARMI LA TUA STORIA?
......



Cosi comincia una delle tante "interviste" del giovane Gian Claudio agli insetti che abitano il suo giardino; Vespa, Mantide, Maggiolino, ecc.
Tutte ricche di curiosità e, a me pare, scritte con rispetto verso gli animali e le loro abitudini.
(Se dovessero interessarvi ben volentieri ve ne trascrivo qualcuna.)

lunedì 8 giugno 2020

Il banchetto dell'antica Roma secondo la RAI

Il libro di oggi, 80 pagine circa, è una curiosità. 
Edito da ERI - EDIZIONI RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA 1959
COME VIVEVANO GLI I ROMANI DI UGO ENRICO PAOLI
Basi storiche temo non ne abbia, tende forse più a rappresentare i romani e il loro tempo basandosi sulla fantasia cinematografica dell'epoca della pubblicazione (a mio parere).
Comunque vi trascrivo una pagina dal capitolo dedicato al banchetto per darvi un'idea dell'opera, come sempre, e come sempre spero di farvi cosa gradita.



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La povera gente per mangiare si serviva di vasellame di coccio; nei grandi banchetti piatti e vasi erano d'argento, le coppe erano di cristallo, di oro, di elettro, una speciale lega di metalli preziosi, di murra, una pietra opaca, costosissima, che aumentava, dicevano, la fragranza del vino.



Raramente queste coppe erano liscie, più spesso ornate di gemme o, se di metallo, di rilievi lavorati in cui si poteva ammirare al tempo stesso l'abilità e la fantasia dei cesellatori che talvolta osavano bizzarre decorazioni. Lo testimoniano alcune coppe d'argento ornate finemente di scheletri gesticolanti nelle quali, senza dubbio, si beveva allegramente, perché nell'ebrezza del banchetto il ricordare la necessità della morte era al tempo stesso un monito e un invito a godere.



Naturalmente non si deve credere che in quelle ore non si facesse altro che mangiare e bere. Oltre al conversare e al discutere, passatempo che ha sempre avuto la sua attrattiva, vi erano svaghi e trattenimenti di vario genere. Cominciando da quelli che per alcuni erano gli "onesti" e per altri i "noiosi", molto in uso erano le letture che uno schiavo faceva ai commensali, le recitazioni, le declamazioni, le audizioni musicali; artisti abili nel suonar la cetra o nel cantare davan prova della loro arte dietro lautissimi compensi.



Non tutti però ci si divertivano. I buontemponi preferivano i banchetti in cui si giocava d'azzardo, o dove i lazzi e le impertinenze dei buffoni facevano ridere la brigata; preferivano spettacoli che nell'età nostra sono andati in gran parte a finire nei teatri di varietà: molli danze di suonatrici di nacchere o di effemminati ballerini e anche esercizi di acrobati.
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sabato 6 giugno 2020

Vi propongo una pagina di: PER CAUSE INNATURALI

Uria inglese

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Non erano solo visite di dovere, benché egli si sarebbe sentito responsabile nei suoi riguardi, se non fosse stata così evidentemente autosufficiente che a volta anche provare affetto per lei sembrava una specie di offesa. Ma l'affetto c'era davvero e tutti e due lo sapevano. Già anticipava con la fantasia il piacere di rivederla e le note delizie di una vacanza a Monksmere.

Cormorano
Ci sarebbe stato un fuoco di legna nel grande camino, e davanti alla poltrona dall'alto schienale che faceva parte dello studio di suo padre nella canonica dove egli era nato, ricoperta di cuoio che aveva odore d'infanzia. Ci sarebbe stata la camera arredata sommariamente, con la vista sul mare e il cielo, un letto comodo anche se stretto con le lenzuola dal tenue odore di lavanda e fumo di legna, acqua calda in abbondanza e una vasca da bagno abbastanza lunga da permettere a un uomo alto sei piedi e due pollici di stendersi comodamente.

Rondine di mare zampenere
Anche la zia era alta sei piedi e aveva un gusto maschile per le comodità indispensabili.
Prima ancora, davanti al fuoco, avrebbero preso il tè con pane tostato, burro e patè di carne fatto in casa. E sopratutto non ci sarebbero stati cadaveri, né se ne sarebbe parlato. Egli sospettava che la zia giudicasse assai strano per un uomo intelligente l'aver scelto di guadagnarsi da vivere arrestando assassini, e non era donna da fingere per educazione un interesse che non provava. 


Sula
Non esigeva niente da lui, nemmeno l'affetto, e per questo era l'unica donna al mondo con cui egli era completamente in pace. Sapeva esattamente ciò che gli avrebbe offerto la vacanza. avrebbero camminato insieme, spesso in silenzio, sulla striscia bagnata di sabbia compatta, tra la schiuma delle onde e il rialzo sassoso della spiaggia. Le avrebbe portato gli arnesi per i suoi schizzi, lei sarebbe andata un po' avanti, le mani affondate nelle tasche della giacca,


Uccello delle tempeste
cercando di scoprire in quale punto della pietraia si fossero posate le sassicole, a malapena distinguibili dai ciottoli, o seguendo con lo sguardo il volo della rondine marina o del piviere. sarebbe stato un soggiorno tranquillo, riposante, assolutamente non impegnativo; ma, trascorsi i dieci giorni, sarebbe tornato a Londra con un senso di sollievo.
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Labbo codalunga


Da PER CAUSE INNATURALI
di P.D. James     1962

Le immagini scelte per accompagnare la lettura sono tavole di John Gould naturalista inglese dell'800. Mi scuso per la cattiva qualità della fotografia, ma ne io ne il mio cellulare siamo "buoni fotografi".

giovedì 4 giugno 2020

Il PAPAVERO in POESIA

Quello di oggi è un libro di poesie molto particolare:
CANTI del mio mattino Liriche di Alessandro il Mantovano (Magnaguti) MCMXXIV
Queste sono solo 2 delle 6 strofe di cui è composta la poesia, la parte che parla di questi splendidi fiori così effimeri.

I PAPAVERI

O qual diffuso ardore
Pervade il vasto campo.
Qual fuoco l'anima che pare incendio?
O certo siete voi, fiori scarlatti,
Che nei petali larghi raccogliete,
Gli ardenti raggi dell'astro infiammato.

O fiori miei vermigli,
Che all'anima più fredda
Amore suggerite e primavera,
O voi più che beati
Che del pianeta siete innamorati,
E non mai sazii
Di rimirar il vostro sommo amore, 
Che a noi palesa ogni bellezza ascosa.

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martedì 2 giugno 2020

Da Brescia a Mantova in prigionia

 E' un libricino piccolo di appena una sessantina di pagine. Lo ha scritto un personaggio di Montichiari BS; MARIO PEDINI nel 1984 dal titolo AUTUNNO MANTOVANO.
Una piacevole e veloce lettura: niente filosofia, niente morale, solo un uomo che fa un riassunto della sua storia. BELLO!



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Sono appena arrivato in caserma, fresco di luna di miele appena cominciata; la licenza matrimoniale è finita. Vi è lo sbando generale. Fuori della caserma vi è anche mia moglie con una "serie" di vestiti borghesi. se ne servono ben volentieri alcuni miei compagni d'arma che scappano subito da lei aiutati.
A me non piace "scappare". Il mio colonnello vuol fare il suo dovere ed io non intendo lasciarlo checchè ne dicano moglie ed amici.


Non sono certo il solo a restare: ma la sera - eroi di carta - siamo tutti impacchettati dai tedeschi. Al mattino appresso ci caricano su una lunga fila di camion. So che mia moglie è stata fino a sera tardi ad aspettare il mio rinsavimento.
Attraversiamo Brescia silenziosa, spaventata, ostile. Prendiamo la via di Mantova, Castenedolo, la mia brughiera gialla del primo triste autunno...Montichiari, casa mia in distanza, la piazza...La strada è ingombra, la lunga colonna rombante si arresta per qualche istante. 



Intravedo tra un gruppetto di persone il mio maestro di musica; mi guarda a bocca aperta col bastone mezzo alzato. Si riprende il cammino: un ciclista veloce spunta vicino al mio camion. E' Belletti, il mio amico: gli lancio un biglietto "avverti mia moglie che ci portano a Mantova".
Castiglione, la mia scuola; Guidizzolo, il paese dei miei amori di adolescente. E' triste percorrere da prigioniero queste belle strade delle "mille miglia dei tempi d'oro" che ho battuto tante volte in bicicletta, giù verso Mantova, in piena libertà, recitando a memoria Virgilio! Mantova: piazza Sordello, piazza Ducale, molte bancarelle di uva settembrina e di frutta.



Sono bancarelle di povera gente che, più che vendita, fa baratto in questi tempi di tessera annonaria.
Eppure non ci pensano un momento. I fruttivendoli prendono ciò che hanno sul banco e lo buttano, a piene mani, sui nostri camion con parole di incoraggiamento, con accidenti contro i tedeschi, Badoglio, Mussolini e quanti altri possono pensare responsabili di questo scempio di un esercito in rotta, abbandonato alla vendetta di un nemico che è l'alleato di ieri.
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