martedì 25 febbraio 2020

Ripassare la STORIA con W. S. CHURCHILL

Il libro che ho scelto oggi per "ripassare un po' di Storia" fa parte di un gruppo di 4 volumi con più di 400 pagine ciascuno. 
Stampati da: Arnoldo Mondadori Editore nel 1956 
e tradotti da Bruno Maffei


 Winston S. Churchill
STORIA DEI POPOLI DI LINGUA INGLESE

Dal primo volume "Nascita dell'Inghilterra" eccovi la prima pagina del capitolo CUOR DI LEONE.



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Il regno cristiano fondato a Gerusalemme dopo la Prima Crociata era rimasto in piedi traballando per un secolo, difeso dagli ordini militari cavallereschi dei Templari e degli Ospitalieri, e favorito in gran parte dalla disunione fra i paesi mussulmani che lo circondavano. Infine, l'apparizione di un grande capo nazionale dei turchi, o saraceni, ridiede unità alla potenza dell'Islam. Nel 1169, Saladino divenne visir dell'Egitto, e poco dopo si proclamò sultano. 



Curdo di origine e damasceno di cultura, egli non tardò ad estendere il suo potere sulla Siria, accerchiando i principati cristiani sulla costa levantina e occupando Damasco nel 1174 e Aleppo nel 1183.



Nell'Asia per i pericoli incombenti, la comunità cristiana di Gerusalemme e il re Guido di Lusignano offrirono la minacciata corona prima a Filippo di Francia, poi a Enrico II, e lanciarono grida di aiuto a tutto l'Occidente. Ma i contrasti fra i prìncipi occidentali impedirono che si prendessero in tempo misure efficaci. Nel 1186 Saladino proclamò a sua volta una Guerra Santa promettendo alle sue orde guerriere ricchi bottini e avventure in questo mondo e beatitudine eterna nell'altro, e avanzò su Gerusalemme. L'esercito cristiano di occupazione che scese in campo contro di lui, forte probabilmente di diecimila uomini, si trovò a svantaggio nel deserto senz'acqua e, a Hattin, fu distrutto da un nemico numericamente molto superiore. Il re, il Gran Maestro dei Templari e molti dei nobili di rango più elevato furono fatti prigionieri; nell'ottobre del 1187 Gerusalemme capitolò, e poco dopo tutta la Palestina e la Siria, eccettuato Tiro, Antiochia e Tripoli, ricaddero in mani mussulmane.
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venerdì 21 febbraio 2020

2 TIPI di FRITTELLE

Da un volumetto che certo molti di voi conoscono, hanno posseduto o possiedono, pur avendolo dimenticato in qualche cassetto, eccovi "Le frittelle"
Dal Ricettario Carli del 1971




Frittelle di mele 
Mondate delle mele di buona qualità, liberatele dal torsolo e dai semi con l'apposito cannello di latta e tagliatele in modo da formare tante ciambelle rotonde col buco.
Preparate farina fine, un cucchiaio di "Olio Carli", una presa di sale, un cucchiaio di "Marsala Doria", formando una pastella a guisa di crema.
Immergete le mele in detta pastella, friggete in abbondante "Olio Carli" e cospargetele poscia di zucchero.
Desiderando il fritto più gustoso immergete le mele, lasciandole in fusione due ore, nel "Marsala Doria" o altro liquore allungato con acqua.


E dopo una ricetta classicissima, dallo stesso volumetto, eccovene una più insolita.

Frittelline alla neve
Mettete in una terrina 6 cucchiaiate di farina e stemperatela con vino bianco, unitevi presa di sale, raschiata di limone, 2 tuorli ed infine le chiare montate in neve ben ferma; gettate il composto a cucchiaiate in padella colma di "Olio Carli" bollente e ritirate le frittelline di color biondo.
Servitele zuccherate.


giovedì 20 febbraio 2020

IL PASTICCERE

Febbraio, mese di baldoria e di abbuffate dolci. Ed allora eccovi da un libro di lettura della seconda elementare, "L'aquilone" del 1967, una poesiola infantile e giocosa alla quale farà seguito, nel prossimo POST, una ricetta di dolcetti "carnevaleschi".


Son sicuro, mi direte:
"Questo si che è un bel mestiere!"
Sfido io: a voi ghiottoni
piace fare il pasticcere.

Creme e paste, torte e dolci,
chicche, panne e biscottini:
che profumi, che delizie!
Questo è il regno dei bambini.

sabato 15 febbraio 2020

La maschera dell'Innamorato: FLAVIO

Chi meglio di questo personaggio può rappresentare questo periodo? 
Contemporaneamente MASCHERA ed INNAMORATO (Carnevale e San Valentino) il personaggio di oggi l'ho scovato tra i tanti del libro MASCHERE di Lanata e Sartori del 1987




FLAVIO
La figura dell'Innamorato è quella che più si allontana dall'immagine che evocano in noi gli altri tipi di maschere, collocandosi in una situazione particolare; esente da coloriture di tipo folcloristico e di marcate caratterizzazioni caricaturali, risulta apparentemente come una figura priva di sicura fisionomia. 
Se sono per noi inesauribile fonte di divertimento e di riso i guai in cui si va ingenuamente a cacciare Arlecchino, le strambe declamazioni del Capitano e del Dottore o gli inganni architettati con solerte malizia da Brighella, ci è difficile provare entusiasmo e tanto più appassionarci agli elaborati duetti che gli Innamorati interpretano sulla scena.
Le loro profferte d'amore, ricche di metafore e di giochi verbali, sembrano più il frutto degli strambi virtuosismi di un letterato che voglia dare sfoggio della propria abilità che le parole scaturite dal cuore di due persone appassionate.
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Eppure questi personaggi e gli attori che li interpretavano riscuotevano, ai loro tempi, grande successo presso il pubblico e le loro scene costituivano il momento culminante dello spettacolo.
Oltre al senso di ciò che veniva recitato doveva certamente giuocare un ruolo di grande importanza, nel successo dello spettacolo, il fascino personale esercitato dallo stesso attore, la capacità professionale di sapersi adattare al sentimento del pubblico ammaliandolo con la modulazione della propria voce che esaltava la musicalità del dialogo amoroso.
Insomma, con la perizia del mestierante, l'Innamorato sapeva trasformare gli scambi verbali precedentemente composti negli scenari (o generici), in fantasiosa, sublime invenzione estemporanea dell'intelletto.