sabato 13 aprile 2019

PASQUA 2019



La Settimana Santa quest'anno va dal 14 Aprile, della Domenica delle Palme, al 20 Aprile, del Sabato Santo.
In questa Settimana Santa voglio omaggiarvi di sette piccoli pensieri il più possibile adatti a questo periodo di Passione, Riflessione, Silenzio e Digiuno.
Saranno dunque Preghiere, Poesie, Leggende e Vite di Santi trovate tra vecchi libri rari o strani (che qualche volta compaiono sul mio banchetto di "Librisottoiportici").
Ho deciso di accompagnare questi miei omaggi con immagini dell'Ultima Cena  di vari artisti.
Spero così di farvi un augurio pasquale interessante ma sopratutto gradito. 




Cominciamo con una bellissima, introvabile "Ultima Cena"
Ultima Cena attribuita a Girolamo Savoldo (1520?)
che potete ammirare nella
Chiesa Prepositurale di Sant Erasmo a Castelgoffredo MN
Perdonate la bruttezza della foto ma ho dovuto fare la foto da me e anche in questo lascio molto a desiderare.

venerdì 12 aprile 2019

LA FESTA PIU' ANTICA (con menù di MAGRO)



"Felice come una Pasqua" è un detto popolare che ben sintetizza il clima di gioia e di rinnovate speranze che ha sempre, fin dai tempi più lontani, caratterizzato questa ricorrenza.
La Pasqua è la più antica delle feste della cristianità, ma anche prima della nascita di Cristo occupava un posto centrale nella religione ebraica. Gli ebrei, infatti, la celebravano e la celebrano tuttora per ricordare l'esodo del popolo d'Israele dall'Egitto sotto la guida di Mosé.
Per i cristiani, invece, a Pasqua si festeggia la Resurrezione di Cristo tre giorni dopo la morte per crocifissione. Ma le due tradizioni coincidono nel ricordo dell'ultima cena. Era la cena pasquale ebraica, infatti, quella durante la quale, desinando con i dodici apostoli, Gesù preannunciò il tradimento di Giuda e istituì l'eucarestia.
In realtà, la Pasqua cade in un periodo dell'anno durante il quale la natura manifesta in pieno, a tutti gli abitanti della terra, anno dopo anno, i segni della propria resurrezione.
E' facile intuire come questa festività si richiami implicitamente al mondo pastorale e agricolo, nel quale appunto venivano celebrati ogni anno la fine dell'inverno e l'inizio della primavera.
E, tuttavia, ci son voluti secoli di diatribe all'interno delle diverse chiese per stabilire l'esatto giorno di ricorrenza di questa festività. In Occidente, ormai, è deciso che la Pasqua cada nella prima domenica dopo la luna piena che viene in coincidenza o subito dopo l'equinozio d'inverno (e quindi tra il 22 Marzo e il 25 Aprile compreso).




MENU' di MAGRO
Bigoli in salsa
Carciofi con uova sode
Panini al rosmarino
Cicoria strascinata
Schiacciata alla livornese



Per i bigoli in salsa: 
280gr di bigoli (spaghetti fatti con farina di grano duro integrale,
200gr di cipolle,
3 cucchiai di olio di oliva,
50gr di acciughe,
sale e pepe.



Per i carciofi con uova sode:
4 carciofi,
4 uova sode,
olio evo,
succo di limone,
sale e pepe.



Per i panini al rosmarino:
400gr di pasta da pane già lievitata,
olio evo,
poca farina,
un rametto di rosmarino,
un cucchiaio di uvetta passolina.



Per la cicoria strascinata:
1kg di cicoria selvatica,
50gr di olio evo,
2 spicchi d'aglio,
sale e pepe.



Per la schiacciata alla livornese:
6 uova,
900gr di farina bianca,
400gr di zucchero,
100gr di olio evo,
35gr di burro,
15gr di lievito di birra,
10gr di anici,
80gr di Vin Santo,
25gr di Marsala,
1/2dl di acqua di fior d'arancio.

Tutto da un ricettario COOP dedicato alla Pasqua (1990?)

Se siete interessati a questo menù, anche ad una sola di queste ricette, scrivetemi e vi posterò lo svolgimento da seguire.

martedì 9 aprile 2019

CIOCA MAGG



Ambientato nella provincia mantovana del 1912
Scritto nel 1974
.....
Procedeva la brigata per il viottolo fiorito, e ora le pentole e i lattoni battevano un allegro richiamo.
Nella casa della marchesa, il concerto arrivò inatteso. Uomini e donne risvegliati stettero in ascolto. Quando tacquero le musiche, e i lattoni intimarono attenzione per l'annuncio decisivo, qualcuno con il cuore in gola stava per andare alla finestra. il silenzio venne rotto dalla voce dell'Aldo. Per il nuovo maggio della fanciulla, lui stesso aveva composto le rime, perché fossero come la voce antica del paese, ad augurare un lieto destino


Cioca magg e magg c'al sia
al boeu, l'erba, al caval la bria;
in longa la stradela
gh'é 'na bela putela:
chi gomi da dà
par fala maridà?
Al Lisander l'é c'al spos
che Felicita la tos.


Fiori di campo, viole roselline, furono portati sui balconi della casa. Fatto singolare, fra gli omaggi campestri, l'indomani di primo mattino la Felicita trovò meraviglie che non crescevano neppure nel giardino della Serafina e della Cherubina: garofoli, tulipani, narcisi; finezze esotiche e lussuose. I familiari, i gastaldi e i bifolchi dalle aie intorno, accorsi a rimirare le meraviglie dopo la notte armoniosa, non finivano di stupire, compiacendosene con la fanciulla...
.....




E' questo il tempo della fioritura dei ciliegi....

Un libro forte "Niente di nuovo sul fronte occidentale" di Erich Maria Remarque.
Un libro adatto ad essere letto in questo periodo quaresimale (penso io).
Un libro facile da leggere, comprensibile.
Fa meditare, fa pensare.
Leggetelo e sappiatemi dire; qui ne riporto un piccolo "paragrafo" per invogliarvi maggiormente.


Ambientato nella Germania della Guerra 15/18
Scritto nel 1929
.....Vedete la stupida storia di Detering.
Era uno di quelli che se ne stanno molto soli e appartati. La sua disgrazia fu quelle di vedere un giorno, in un giardino, un ciliegio in fiore. Ritornavamo allora dalla prima linea, nel crepuscolo del mattino, e questo ciliegio ci apparve ad una svolta, di sorpresa, vicino ai nuovi accantonamenti. Non aveva foglie, era tutto un solo cespo di fiori bianchi.
Quella sera Detering non si lasciò vedere. arrivò finalmente, e aveva in mano uno o due ramoscelli fioriti. Ci mettemmo a scherzare, domandandogli se andasse a nozze. non ci rispose, e andò a buttarsi sul letto. A notte alta lo sento muoversi, mi sembra che infagotti la sua roba. Fiuto qualche guaio, e mi avvicino. Lui fa come se nulla fosse, ed io gli dico: "Non fare sciocchezze, Detering". 



"Ma che! non posso dormire, ecco tutto..."
"Perché sei andato a prendere quei rami di ciliegio?"
"Non potrò più cogliere un ramo di ciliegio, adesso?" risponde testardo, e dopo un poco: "Ha casa ho un grande orto, , pieno di ciliegi. Quando sono in fiore, sembra, a guardarli dal fienile, come un gran lenzuolo tutto bianco. Proprio adesso è il tempo".
"Forse le licenze si riapriranno presto. Può anche darsi che ti comandino ai lavori agricoli."
Fa cenno di si colla testa ma vedo bene che è assente. Quando questi contadini son tocchi nel profondo, hanno una strana espressione, un misto fra la mucca e l'idolo; un espressione che un po' fa ridere e un po' commuove.
.....