lunedì 10 agosto 2015

E ancora con

L'evoluzione di Jane   di   Cathleen Schine
Prima edizione Mondadori 1998



Dopo le immersioni, per riscaldarci entravamo nell'improbabile Jiacuzzi dell'Huxley.
La vasca che si trovava sul ponte di coperta appena fuori dalla mia cabina, era colma di acqua tiepida e progettata probabilmente per tre persone.
Eppure, quando sbarcavamo dal panga battendo i denti nelle nostre mute, quella piccola piscina di acqua quasi calda non ci sarebbe potuta sembrare più lussuosa, e l'idea di affollarla con dieci, undici, dodici corpi ci sembrava più divertente di quanto fosse in realtà.
Ma noi eravamo diventati, o almeno cosi ci sentivamo, un gruppo particolarmente allegro.
Gli altri gruppi che incrociavamo sulle spiagge o sui sentieri sassosi mi sembravano tetri , sussiegosi e poco amalgamati; ma se erano gioviali come il nostro, mi sentivo profondamente offesa, perché inquinavano le isole con le loro risate e i commenti da turisti...

"Avete mai perso un' amica?
E' una delle esperienze più tristi e sconcertanti che vi possano capitare.
nessuno vi mostra compassione,
a meno che la vostra amica non sia morta.
Ma questo non era il mio caso."

Quel pomeriggio entrò persino Martha. Rovesciò la testa all'indietro e chiuse gli occhi.
Sott'acqua le nostre mute di gomma si gonfiavano in modo assurdo, riempiendosi d'aria e di vortici d'acqua.

Proseguiamo con...

...   ARCOBALENO   di   Banana Yoshimoto
Prima edizione Feltrinelli 2003




Ad esempio un pomeriggio ero andata con la macchina a noleggio a fare un giretto fino all'insenatura sulla costa.
E godendomi lo spettacolo avevo fatto una passeggiata tranquilla, entrando nei negozietti di parei e in quelli di souvenir all'interno degli alberghi.
Risalendo una strada lunghissima, ero poi arrivata fino a un belvedere e da lì, dopo essermi presa un gelato al cocco in un chiosco, mi ero goduta a lungo la vista mozzafiato del Monte Bali Hai. Svettante nella sua sagoma solenne, sembrava vicinissimo ed era coperto da una fitta coltre di alberi dal verde intenso. L'atmosfera era completamente diversa da quella della costa, tanto da far credere di trovarsi in una località di montagna. Mi stupii ancora una volta della grande varietà della natura di quell'isola...




Scesi dal belvedere, fermai la macchina in quell'insenatura tranquilla, e mentre bevevo un bicchiere di acqua fresca nuovamente rapita dal panorama, d'un tratto mi ricordai di un pomeriggio della mia infanzia. Sembrava che il ricordo si fosse concretizzato nella mente come un' immagine emersa all'improvviso dall'acqua.


Per me i veri angeli sono le persone che in
certi momenti compaiono all'improvviso
a dare luce alla vita


domenica 9 agosto 2015

CONSIGLIO 1°



Cominciamo con...

...   LE RAGIONI DEL CUORE   di   Andrew  Mark
Terza edizione - FRASSINELLI - 2000




Dall'estremità meridionale della spiaggia partiva un sentiero che si inerpicava tra bassi cespugli in fiore addossati gli uni agli altri per proteggersi dal vento.
Jackson segui Livvy sul ciglio di una scogliera lungo il sentiero che doppiava il capo. il cammino si faceva sempre più impervio, costringendoli a cercare appigli tra le radici contorte che spuntavano dalla terra e le rocce corrose dalla furia degli elementi.
Il sentiero zigzagava sul fianco della scogliera ricordando loro le vistose modanature che ornavano gli angoli delle grandi ville costruite sul vasto altopiano sopra di loro, dove di tanto in tanto tra la vegetazione spuntavano un tetto a due spioventi o una torretta.
I fitti arbusti, carichi di germogli primaverili, proteggevano i prati e garantivano la privacy dei villeggianti estivi.
Al di sotto di Jackson e di Livvy il mare verde e limpido si infrangeva contro le rocce coperte di alghe. Le onde arrivavano con grandi spruzzi, poi si ritraevano con la risacca, lasciando piccole pozze nelle cavità. 
A volte lei si fermava a osservare quello spettacolo, girando lo sguardo tutt'intorno. Poi tornava a concentrarsi sul sentiero, facendo brevi soste solo per indicargli qualcosa...


" Un corpo permane nel suo stato di quiete
o di moto rettilineo uniforme
fino a quando non intervengono cause
esterne a modificarlo"
Prima legge del moto di Newton
...Le guardò la schiena mentre la seguiva. Aveva insistito per portare lei lo zaino e con quella pendenza il carico sembrava troppo pesante per il suo fisico delicato. 
Aveva un' ossatura così sottile. Ma non ansimava neppure.
Ormai aveva capito che la fragilità di Livvy era soltanto apparente. Lei aveva la fibra delle donne sepolte nei cimiteri coperti di muschio a fianco delle strade del New England, di quelle Elizabeth Morgan o Hannah Libby, madri adorate che avevano seppellito molti dei numerosi figli a cui avevano dato la vita, che avevano venerato un dio capriccioso e spietato e che avevano perduto i mariti in quello stesso oceano tempestoso.
Il suo nome, Olivia Faraday, sembrava adatto a finire inciso accanto al loro. In eterno.


" Il corso della natura...
sembra godere dei mutamenti"
Sir Isaac Newton

Torniamo a scrivere di LIBRI!!!

Rieccoci!!!



Siamo tornate per presentarvi un po' di libri a nostra disposizione.
Una bella varietà, a dire il vero, che vi presenteremo al nostro solito modo; trascrivendo qualche brano estrapolato qua e la per darvi un idea del libro e dello scrittore.
Si potrebbero trascrivere, è vero, le brevi trame e biografie che si trovano sui risvolti di copertina ma sono per noi meno "esaustivi" della lettura, anche di una sola pagina, del libro stesso.