domenica 30 dicembre 2018

VENEZIA e la STAMPA


L'invenzione della stampa a caratteri mobili rappresentò una rivoluzione, paragonabile oggi a Internet e all'uso del tablet; il primo libro ad essere riprodotto con la nuova tecnica fu la Bibbia fatta stampare da Giovanni Gutemberg in Germania, a Magonza, nel 1452.
In pochi anni la stampa si diffonde in tutta Europa e vive un vero e proprio boom nella città di Venezia.
Basti pensare che all'inizio del Cinquecento nella città lagunare lavorano a pieno ritmo ben 690 tipografie, talmente zeppe di libri da costringere i proprietari a prendere in affitto grandi magazzini dai palazzi nobiliari e dai monasteri.
La Serenissima a fine XV secolo domina l'Adriatico ed è una città multietnica e multiculturale, villaggio globale ante litteram abitata da greci, dalmati, serbi, croati, bosniaci, montenegrini e albanesi. Ciascuna comunità civile e religiosa aveva necessità di consultare i suoi testi.



Così nel 1493 si stampano a Venezia un breviario in caratteri glacolitici (l'antico alfabeto croato) e agli inizi del Cinquecento escono i primi libri liturgici in slavo ecclesiastico destinati alla comunità serbo-ortodossa. La prima edizione del Corano in caratteri arabi esistente al mondo viene stampata a Venezia intorno al 1540 e scoperta una ventina d'anni fa sull'isola di San Michele.
Venezia è anche città marinara e vi si stampano carte geografiche e militari utili alla navigazione in tempo di pace e di guerra.
Nell'editoria musicale la Serenissima raggiunge punte di eccellenza, ma sopratutto primeggia per la sua capacità di diffusione di questi testi sia a sud (Napoli, Palermo, Messina) sia a nord verso il mercato tedesco e fiammingo, utilizzando le vie d'acqua e i passi alpini.
A Venezia si producono per la prima volta anche libri di gastronomia, cosmesi, farmacologia e medicina.
Agli inizi del Settecento escono i primi notiziari e hanno un nome che è un programma: "gazzetta", così a venezia era chiamata la moneta con cui si pagava il giornale.



Le biblioteche private veneziane nel Cinquecento arrivavano a contare fino a 6-7 mila volumi e si calcola che il 16 per cento delle famiglie, sopratutto del clero e della borghesia, avesse in casa almeno qualche libro.
I best seller dell'epoca erano L'Orlando Furioso di Ariosto (28 edizioni stampate nella sola venezia in una ventina d'anni), il Canzoniere di Petrarca e la Divina Commedia di Dante stampati coi caratteri della più famosa officina veneziana, quella dell'umanista-imprenditore ALDO MANUZIO, venuto nella città lagunare per produrre a stampa le opere classiche greche e latine.


Nel 1469 le tipografie sono 153 e arrivano a produrre 4.500 titoli.
Nel 1473 la produzione crolla del 65 per cento per eccesso di invenduto.
Nel 1500 le tipografie sono 690 e arrivano a produrre 15 mila titoli.



1487: una bibbia costa all'editore 450-500 ducati.
1580: un'opera in cinque volumi, 565 fogli, 1920 ducati.



Largomento più curioso?
Si tratta della  Batrachomyomachia, La guerra dei topi e delle rane, pubblicata nel monastero di San Pietro Martire a Murano.
E' il primo libro stampato in greco a Venezia nel 1486 dal sacerdote cretese Laonikos.


Tra il 1526 e il 1550 Venezia pubblica quasi i tre quarti delle edizioni stampate in Italia e la metà di quelle prodotte in Europa; in questo periodo è stata calcolata una produzione complessiva di 35 milioni di copie.


Tratto da un articolo del 2012 di Alfredo Tradigo




sabato 29 dicembre 2018

L'importanza di raccontare una FAVOLA (2)

Dal Corriere della Sera articolo del 2012 di Giuseppina Manin


Poetessa e danzatrice, Tishani , nata a Madras, padre indiano madre gallese, vista la sua doppia origine, è cresciuta a doppie razioni di favole.
"I classici occidentali, da quelle dei Grimm a quelle di Andersen, e quelle di Amar Chitra Katha, popolarissima raccolta di storie, oltre 400, la Bibbia di ogni bambino indiano.
A differenza di quelle occidentali, spesso "nera" e piene di tensione, le nostre sono più liete e semplici. In parte attingono a mitologia e folklore, in parte somigliano alle favole di Esopo, dove l'ironia e l'umorismo servono sempre a trasmettere una certa morale.
La mia preferita aveva per protagonisti un coccodrillo e una scimmia furba. La sapevo a memoria, ma alla fine chiedevo sempre che mi raccontassero quella.
Certo, anche da noi i tempi sono cambiati. La tv sempre più ha sostituito il racconto orale, e anche i gusti dei bambini sono cambiati. Se un tempo specialità indiana erano le storie di fantasmi ispirate da quelle narrate nei nostri grandi poemi, il Mahabarata e il Ramayana, adesso vanno molto di moda i vampiri".
Difatti, basta cliccare sul web per vedersele proposte su iPad per voce dello storyteller che ha incantato milioni di persone.
Con un limite.
Una volta registrato, pur se nel migliore dei modi, perderà i suoi poteri magici.
"Come ogni buon narratore sa bene - dice Tishani - le fiabe, essendo totalmente libere da vincoli di verità e coerenza, consentono di volta in volta a chi le dice aggiunte e modifiche per renderle migliori.
Il potere è tutto di chi le racconta".


Tishani Doshi 
9 dicembre 1975
India

   

L'importanza del raccontare una FAVOLA (1)

Dal Corriere della Sera articolo del 2012 di Giuseppina Manin.




C'era una volta... 
Ogni favola che si rispetti inizia così. da noi e in tutto il mondo.
In Giappone si dice "Mukashi mukashi", in Indonesia "Dahulu kala", in Turchia "Bir varmis bir yokmus", in Islanda "Einu sinni var...".
L'incipit è sempre lo stesso, quel richiamo leggendario, un po' cantilenante, evocativo di un'epoca lontana, così lontana da sfumare oltre i confini della realtà, oltre la notte dei tempi.
Non per niente le favole si favoleggiano allo scendere del buio, prima di andare a letto o quando la testa è già sui cuscini. Rito propiziatorio per il sonno, tenero viatico per sogni e incubi di scarsa paura. Perché tanto è tutto una fiaba, e poi perché a raccontarla è sempre qualcuno che ci vuole bene, mamma, papà, nonni, tate che siano.
O almeno così accadeva fino a ieri.
Poi, con la famiglia sempre più ristretta, con il lavoro sempre più incombente, le mamme stremate, le nonne sconvolte, le zie latitanti, i padri distanti, ecco che l'antica arte del cantastorie sbiadisce, si dissolve nel frastuono di una tecnologia che tenta di farne il verso. CD e DVD, MP3 o MP4, clip, videoclip, podcast: basta schiacciare un tasto con il ditino, ed ecco che parte il "C'era una volta" virtuale.
Fiabe perfette. Spesso narrate da attori di fama, animate nel più sofisticato dei modi, figure rutilanti, colori smaglianti, musica travolgente... Quale mamma potrebbe competere a tanti effetti speciali?
Com'è allora che i bambini, invece di restare incollati davanti a tante e tali meraviglie, così sovente si distraggono, sbadigliano, staccano la spina?


Roberto Piumini
14 marzo 1947
Edolo BS Italia
"Il fatto è che la favola è un oggetto anomalo: per vivere ha bisogno di calore umano" Ragiona Roberto Piumini, scrittore raffinato di storie, filastrocche, canzoni, testi teatrali per l'infanzia. "Passare dall'amoroso balbettio di una mamma alla gelida parlantina di una anonima affabulatrice, per un bambino è un salto brutale. La fiaba è il nostro primo rumore affettivo. I suoi tratti cardine sono l'oralità e la corporeità. Per funzionare deve essere narrata e il narratore deve essere lì, presente e palpitante. Pronto a farsi da tramite per le emozioni, a enfatizzarle o smorzarle a seconda dello stato d'animo del piccino in ascolto. Che, prima ancora di intenderne le parole, ne percepisce il suono. E se la voce gli è familiare, di una persona cara, ecco che la fiaba diventa per lui la prima proposta di senso".
Così quando una mamma, una delle tante che si disperano perché il loro pupo sembra allergico alla lettura, gli chiede la ricetta per fargli aprire un libro, Piumini risponde: "Cara signora, cominci a raccontargli una favola "calda". Perché se la tv produce immagini, la voce muove l'immaginario. E quando questo accade, il passo successivo, dato che tutte quelle fantasie sgorgano all'origine da un libro, sarà forse di prenderne in mano uno".



venerdì 28 dicembre 2018

Festa di capodanno originalissima!!!

Si avvicina capodanno e non avete idea di come festeggiarlo???
Ve ne suggerisco una io, molto, molto particolare e bella:



Oltre all'ambiente suggestivo troverete anche un menù squisito:



E tutto a soli 60 euro!

Non potete, non dovete, mancare.

Calendarietto LIBRISOTTOIPORTICI 2019



Eccovi il nuovo calendario "date librisottoiportici" 2019.

Personalmente sarò presente per sole 6 manifestazioni col mio banco ma mi auguro che voi siate più costanti!!!