Oggi vi presentiamo un altro libro di appena 70 pagine ma tutte mooolto belle!!!
Il peso della farfalla di ERRI DE LUCA edizione Feltrinelli
Esiste in scrittura sacra la formula: vestito di vento di Elohìm. Riguardava un uomo raggiunto da una profezia da trasmettere. Nessuno tranne lui sa di che vestito si tratta.
Il re dei camosci era vestito di vento. Nella tempesta si faceva avvolgere nelle raffiche, erano il suo mantello. Il pelo brillava gonfio allo schianto dei lampi, il re chiudeva gli occhi e si faceva stringere dall'aria scatenata.
Era al sicuro la dove tutte le altre creature avvertono minaccia. Era in alleanza con il vento, il cuore gli batteva leggero caricandosi dell'energia scagliata dal cielo sulla terra.
Si era addormentato. Steso sui sassi a pancia in giù, il fucile a sinistra, la testa sopra il braccio, aveva chiuso gli occhi mentre guardava una nuvola piccola spuntare nera da una montagna dirimpetto, a ovest. Una macchia d'inchiostro non di più, ma era l'avviso che veniva il cambio.
Gli era finita dentro la pupilla mentre la guardava e si era addormentato.
Il sonno dentro gli occhi è una macchia d'inchiostro che si allarga.
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Oggi vi vogliamo proporre un libro di appena 115 pagine davvero singolare:
A VOCE NUDA di Michel Faber edito EINAUDI
Catherine era entrata da un paio di minuti appena quando cominciò a sentire un educato disagio insediarsi saldamente sulle spalle.
Non dipendeva sicuramente dall'atmosfera del luogo che era affascinante, per non dire incantevole.Tutta la mobilia e buona parte degli accessori erano di legno scuro, un po' cupo forse, ma c'era luce in abbondanza a riversarsi dalle tante finestre e un odore buonissimo, o forse era assenza di odore: aria carica di ossigeno non contaminata da congestione industriale o umana.
Tutte le comodità, moderne o antiche, erano a disposizione: pianoforte verticale Giraffe, doccia idromassaggio, trapunte ricamate, forno a microonde, frigorifero, uno xilofono da concerto, un arcolaio del Settecento, due computer, la serie completa anteguerra del Dizionario della musica e dei musicisti di Grove (in olandese), una serie di flauti dolci di legno su un espositore decorato ( sopranino, discanto, alto, tenore, oltre a un flagolet ), vari telefoni cordless e perfino un assortimento di ciabatte da portare in casa.
Il Partitum Mutante era una vera goduria per almeno uno dei suoi esecutori: Benjamin Lamb. evidentemente pino Fugazza aveva un debole per le litanie reboanti dei monaci tibetani e nel suo brano aveva inserito a profusione qualcosa di molto analogo per le parti destinate al basso.
se gli altri componenti del Coro Courage dovevano imparare melodie complesse e acrobatiche in tonalità ingrate, a Benjamin veniva richiesto di mormorare come un organo battuta dopo battuta.
All'inizio del brano i suoi vocalizzi erano intesi a comunicare nientemeno che la nascita dell'universo, compito che lui affrontava con una risonanza agghiacciante degna di un santo himalayano... anzi di molti.
- Muooooooiiiinnng, muooooooiiiiinnng, muooooooiiiinnng, - cantava, dal profondo del grosso ventre.
Un' altra componente del nostro gruppo (gruppo di cui vi parlerò presto) è l'intellettuale DiDi.
Sul nostro banco sono arrivati alcuni bei libri d'arte.
Tra questi DiDi ha scelto di presentarvene uno il cui protagonista ha dipinto varie vedute marine, nuotatori e bagnanti (insomma si parla ancora di mare) si tratta di:
Carrà EDIZIONE Mazzotta 1987
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| Carlo Carrà |
Durante una lunga malattia, a sette anni, Carrà scopre il disegno; racconta lui stesso nella sua autobiografia: Si usava d'inverno andare a sdrucciolare sul ghiaccio di una peschiera situata poco fuori del paese, ed eccomi in un rigidissimo pomeriggio intento con alcuni altri compagni a rompere lastroni di ghiaccio su cui, appoggiandoci a un bastone infilato in un buco fatto sul lastrone, ci lanciavamo a tutta velocità sullo specchio gelato. ad un certo momento per un errore di manovra scivolai nella zona liquida da dove avevamo tratto i nostri pezzi.
Al mio tuffo nell'acqua gelida accorsero gli amici e trattomi in salvo cercarono in una cascina paglia e legna... Mi sopravvenne una polmonite che per poco non mi mandò all'altro mondo.
Costretto per più di un mese a letto, per distrarmi cominciai a disegnare. E da qui naque e si sviluppo quella passione per la pittura che doveva essere dominante in tutta la mia vita."
Guarito, continua a disegnare in ogni momento lasciato libero dalla scuola e dai piccoli lavori campestri.
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| PESCATORI 1929 |
Ed ora diamo spazio a un'altra delle nostre "socie": Alice, laureata, disoccupata, mamma di una bimba simpaticissima di quasi tre anni oltre a occuparsi della figlia coltiva la vecchia passione per il ricamo e ha scoperto quella nuova per la cucina. Ed è lei , che restando in tema col mare, ci propone la ricetta che segue, scelta tra le tante, più di ottocento, delle schede-enciclopedia di cui vi abbiamo specificatamente perlato in uno dei primi post: SPECIALMENTE PESCE.
Trovate queste schede (741) sul nostro banchetto a soli 10 euro.
Pesce Sampietro con salsa allo zabaione
Ingredienti per 4 persone
2 pesci Sampietro del peso individuale di 700-800 gr. circa
3 cucchiai di vino bianco secco
1 scalogno
1 dl di panna
1 cucchiaino di pepe in grani
1 tuorlo d'uovo
20 gr di burro
sale e pepe
Squamare i pesci, privarli delle interiora, ricavarne i filetti, lavarli e asciugarli delicatamente (si può acquistare già pulito naturalmente).
Se ve la sentite potete, con un coltello affilato, tagliare i filetti di pesce a listarelle di 1,5-2 cm circa con le quali, intrecciandole, formare delle "reticelle", dovrebbero venirvene 4.
Insaporite con un pizzico di sale e pepe.
Sbucciare lo scalogno lavarlo e tritarlo finemente; spezzettare i grani di pepe e tenerli da parte.
Spennellare una teglia con il burro, distribuirvi sul fondo lo scalogno tritato, disporvi sopra le reticelle di pesce Sampietro, versare il vino e la panna, coprire con un foglio di carta di alluminio e porre il recipiente in forno preriscaldato a 180°C per 8-10 minuti.
Scolare il pesce e tenerlo al caldo fra due piatti. Passare il fondo di cottura al colino, versarlo in un tegamino, unire il pepe spezzettato e far ridurre il liquido a 1/3 del suo volume.
Nel frattempo, mettere in una ciotola il tuorlo d'uovo, aggiungere due cucchiai di acqua fredda e battere con una frusta fino ad ottenere un composto spumoso; aggiungere, a filo, il fondo di cottura bollente, battendo il composto con la frusta finché la salsa avrà quasi raddoppiato il suo volume.
Servire il pesce Sampietro caldo, accompagnandolo con la salsa allo zabaione.
Buon Appetito!!!
La nostra "socia" giovane Francy, studente liceale, che si occupa dei vecchi libri scolastici ha scelto di proporci una poesia, in tema con il mare, da una delle nostre vecchi antologie.
Care vecchie antologie che a noi tanto piacciono (ve ne abbiamo già parlato nei vecchi post), ma solo a noi, visto che nessun altro ha mai mostrato interesse.
Sul nostro banchetto trovate le vecchie edizioni scolastiche a 1-2 euro.
Il faro di Messina di Giovanni Alfredo Cesareo
Già rompe l'aurora
dal grigio appennino,
e il Faro vicino
di rose incolora.
Le barche s'inseguono
su candidi flutti;
le reti già pendono:
c'è pesca per tutti.
Un legno, passando,
ha gli alberi in croce;
e a poppa una voce
si leva chiamando.
Su 'l lito, che appare
solingo nel mare,
i flutti si frangono
con lento flottare.
Ma il sole repente
dai colli s'affaccia,
e fulgido caccia
la nebbia assorgente.
Saltellano lieti
i pesci al sol blando;
le barche, tornando,
raccolgon le reti.
Le brine scintillano
tra gli alberi spessi,
e frullan le passere
nell'umide messi.
Su 'l lito, che appare
solingo nel mare,
i flutti si frangono
con lento flottare.