sabato 6 ottobre 2018
Domani a LIBRISOTTOIPORTICI.....
Il 23 AGOSTO ho scritto di un libro "I GIOCHI DELLE OMBRE" che mi sarebbe piaciuto voi leggeste. Lo avete fatto? Bravi! Non lo avete letto? Peccato!
Ad ogni modo, domani, Domenica 7 Ottobre, a Librisottoiportici potrete incontrare l'autrice di queste 120 pagine, Tonini Alice.
Una giovane semplice, con tanta fantasia, che si è cimentata per la prima volta con la scrittura e proprio per questo abbisogna del vostro, anzi, nostro appoggio, consiglio, critica.
Allora domani alle 10,30, se il tempo è bello, (in caso di cattivo tempo l'incontro sarà al MAST) tutti in piazza a conoscere Alice e naturalmente a caccia di nuove letture "sotto i portici".
Vi aspetto!!!
Ad ogni modo, domani, Domenica 7 Ottobre, a Librisottoiportici potrete incontrare l'autrice di queste 120 pagine, Tonini Alice.
Una giovane semplice, con tanta fantasia, che si è cimentata per la prima volta con la scrittura e proprio per questo abbisogna del vostro, anzi, nostro appoggio, consiglio, critica.
Allora domani alle 10,30, se il tempo è bello, (in caso di cattivo tempo l'incontro sarà al MAST) tutti in piazza a conoscere Alice e naturalmente a caccia di nuove letture "sotto i portici".
Vi aspetto!!!
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giovedì 4 ottobre 2018
PROMEMORIA LIBRISOTTOIPORTICI
CastelGoffredo MN
Domenica 7 OTTOBRE
LIBRISOTTOIPORTICI
Con tantissime iniziative:
Io ci sarò, col mio banco ricco di libri bellissimi, e voi verrete???
mercoledì 3 ottobre 2018
Serie Autori: RYUNOSUKE AKUTAGAWA giapponese
Riunosuke Akutagawa (ma secondo l'uso giapponese il cognome si dovrebbe mettere per primo), nato a Tokio nel 1892, fu uno dei primi fra gli scrittori giapponesi moderni. contemporaneo di Kafka, conoscitore delle letterature occidentali, di quella inglese e di Swist in particolare, sviluppò la propria sensibilità in una ironia limpida e amara, a volte grottesca. affetto da grave esaurimento, si tolse la vita nel 1927 col veronal. In una lettera a un amico attribuiva la ragione del suicidio a "un vago senso di insicurezza".
Da due suoi racconti, Nel bosco e Rashomon fu tratto il film che nel 1952 vinse il Festival di Venezia. Sono due fra le sue primissime opere, e Rashomon (1915) che è esemplare, prende le mosse, come molti suoi racconti, dal Kanjaku Monogatari, una raccolta di novelle che risalgono al XI secolo. Nella cornice degli avvenimenti Akutagawa mette l'interpretazione psicologica e il suo stile brillante.
Fu subito, in Giappone, un notevole successo.
Nei rimanenti dodici anni della sua vita visse a Tokio, dedicandosi interamente alla letteratura; oltre a poesie e a qualche saggio, scrisse sopratutto racconti, circa 150, fra i quali un bizzarro e breve romanzo utopico-allegorico, Kappa, una settantina di pagine dove un pazzo narra la vita e i costumi dei Kappa, esseri immaginari di tradizione popolare la cui più appariscente prerogativa è quella di mimetizzarsi, come i camaleonti.
Il maggior premio letterario giapponese porta oggi il nome di AKUTAGAWA.
.....
Nel frattempo, altre centinaia di dannati emergevano contorcendosi fuori dalla Palude di Sangue e prendevano ad arrampicarsi in lunga colonna su per il sottile filo lucente, muovendosi convulsi ed avvicinandosi inesorabilmente, con inverosimile costanza.
Era necessario far qualcosa!
E Kandhata, con quanta voce aveva gridò: "Ehi voi, dannati peccatori! Chi v'ha detto che potete arrampicarvi lungo questo filo? Non sapete ch'è mio? Giù, presto, presto!".
In quello stesso istante, il filo di ragnatela che fin lì era risultato così robusto, d'improvviso si spezzò nel punto preciso dove Kandhata si teneva stretto. e subito, ancor prima di poter gridare, il peccatore capitombolò ruotando nel vuoto come una trottola, e in un baleno s'immerse a capofitto nella profondità tenebrosa dell'Inferno.
Della scena di qualche minuto prima non restava che il filo mozzo del ragno del Paradiso, tremulo e lucente nel cielo senza luna e senza stelle.
Kandhata, spinto da insensato egoismo, aveva impedito agli altri di seguirlo fuori dall'Inferno, ed era stato perciò giustamente punito e ricacciato nella profondità delle tenebre.
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Tratto da "Kappa" (Il santone)
lunedì 1 ottobre 2018
Inizio Serie Autori: LU HSUN cinese
Eccoci di nuovo a parlare di scrittori e di vecchi articoli di giornale.
Si tratta di vecchi settimanali, di poco più di 20 anni fa, tenuti da parte per la presenza di una serie di racconti.
Non intendo, naturalmente, trascrivere i racconti ma approfittare degli spazi dedicati all'autore per una maggiore conoscenza di questi.
Certo non saranno articoli esaurienti come quelli dedicati a Salgari e Smith, solo trafiletti, che comunque spero vi farà piacere leggere per curiosità, trattandosi in molti casi di autori poco conosciuti.
Aggiungerò anche alcune righe del racconto per darvi modo, nel mio piccolo, di conoscerli meglio.
Partiamo col primo:
Lu Hsun (pseudonimo di CHOU SHU-JEN 1881-1936), scrittore fra i maggiori della Cina moderna, appartiene alla generazione che ha trascorso infanzia e giovinezza sotto il vecchio impero e poi, attraverso gli anni della repubblica, delle guerre civili, e della guerra cino-giapponese, ha visto l'inizio di un cambiamento radicale della cina.
aveva studiato a Nanchino e poi in Giappone (scienze naturali, tecnica, medicina occidentale, ma anche le letterature straniere: per tutta la vita continuerà a tradurre e a farsi promotore di traduzioni).
I suoi primi racconti (Diario di un pazzo 1918; La vera storia di Ah Q 1921), un misto di sardonico humour e di lirismo, di ripudio della tradizionale società confuciana e del vecchio ordine, un ritratto mordente della psicologia nazionale, furono accolti come una svolta storica nelle lettere cinesi, e non solo perché erano scritti in volgare, nella lingua parlata e non in quella letteraria, o per l'opposizione ai principi tradizionali, ma perché mutuavano la struttura e il tono della narrativa contemporanea occidentale e mettevano sotto accusa l'intera civiltà cinese.
Un'altro tema caro a Lu Hsun è il recupero dell'autenticità perduta, quella dell'infanzia e del mondo popolare e contadino, colta nei gesti minimi, negli stati d'animo quotidiani.
A questo tema si ispirano scritti come il racconto: Villaggio natale 1921.
.....
L'idea della speranza mi fece improvvisamente paura. Quando Jun-t'u mi aveva chiesto l'incensiere e i candelabri, dentro di me avevo riso pensando che continuava a adorare gli dei, che non riusciva a toglierseli dalla mente. Ma quella che ora chiamavo speranza, non era forse un idolo da me stesso creato? l'unica differenza tra noi era che lui voleva qualcosa a portata di mano, mentre ciò che io desideravo era lontano, difficilmente raggiungibile.
Mi assopii, e davanti agli occhi mi si parò un tratto di terra sabbiosa in riva al mare, del colore della giada, e sopra, sospesa nel cielo blu profondo, una luna d'oro, perfettamente rotonda.
La speranza, in sé stessa, non si puo dire che esista o non esista, pensavo. E' come per le strade che attraversano la terra.
Al principio sulla terra non c'erano strade: le strade si formano quando gli uomini, molti uomini, percorrono insieme lo stesso cammino.
.....
Da "Fuga sulla luna" (Villaggio natale)
Si tratta di vecchi settimanali, di poco più di 20 anni fa, tenuti da parte per la presenza di una serie di racconti.
Non intendo, naturalmente, trascrivere i racconti ma approfittare degli spazi dedicati all'autore per una maggiore conoscenza di questi.
Certo non saranno articoli esaurienti come quelli dedicati a Salgari e Smith, solo trafiletti, che comunque spero vi farà piacere leggere per curiosità, trattandosi in molti casi di autori poco conosciuti.
Aggiungerò anche alcune righe del racconto per darvi modo, nel mio piccolo, di conoscerli meglio.
Partiamo col primo:
Lu Hsun (pseudonimo di CHOU SHU-JEN 1881-1936), scrittore fra i maggiori della Cina moderna, appartiene alla generazione che ha trascorso infanzia e giovinezza sotto il vecchio impero e poi, attraverso gli anni della repubblica, delle guerre civili, e della guerra cino-giapponese, ha visto l'inizio di un cambiamento radicale della cina.
aveva studiato a Nanchino e poi in Giappone (scienze naturali, tecnica, medicina occidentale, ma anche le letterature straniere: per tutta la vita continuerà a tradurre e a farsi promotore di traduzioni).
I suoi primi racconti (Diario di un pazzo 1918; La vera storia di Ah Q 1921), un misto di sardonico humour e di lirismo, di ripudio della tradizionale società confuciana e del vecchio ordine, un ritratto mordente della psicologia nazionale, furono accolti come una svolta storica nelle lettere cinesi, e non solo perché erano scritti in volgare, nella lingua parlata e non in quella letteraria, o per l'opposizione ai principi tradizionali, ma perché mutuavano la struttura e il tono della narrativa contemporanea occidentale e mettevano sotto accusa l'intera civiltà cinese.
Un'altro tema caro a Lu Hsun è il recupero dell'autenticità perduta, quella dell'infanzia e del mondo popolare e contadino, colta nei gesti minimi, negli stati d'animo quotidiani.
A questo tema si ispirano scritti come il racconto: Villaggio natale 1921.
.....
L'idea della speranza mi fece improvvisamente paura. Quando Jun-t'u mi aveva chiesto l'incensiere e i candelabri, dentro di me avevo riso pensando che continuava a adorare gli dei, che non riusciva a toglierseli dalla mente. Ma quella che ora chiamavo speranza, non era forse un idolo da me stesso creato? l'unica differenza tra noi era che lui voleva qualcosa a portata di mano, mentre ciò che io desideravo era lontano, difficilmente raggiungibile.
Mi assopii, e davanti agli occhi mi si parò un tratto di terra sabbiosa in riva al mare, del colore della giada, e sopra, sospesa nel cielo blu profondo, una luna d'oro, perfettamente rotonda.
La speranza, in sé stessa, non si puo dire che esista o non esista, pensavo. E' come per le strade che attraversano la terra.
Al principio sulla terra non c'erano strade: le strade si formano quando gli uomini, molti uomini, percorrono insieme lo stesso cammino.
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Da "Fuga sulla luna" (Villaggio natale)
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