L'estate di Katya scritto da Trevanian nel 1983
Dal risvolto di copertina
E' l'ultima estate tranquilla prima della "grande guerra". La Francia ancora felice e opulenta, assapora gli ultimi attimi di "Belle Epoque" mentre all'orizzonte si addensano grosse nuvole. Si sta per chiudere un'epoca....
In una magistrale alternanza di "chiaroscuro narrativo" affiorerà , lentamente, una verità torbida e inquietante: un qualche cosa che sarebbe stato meglio non aver mai saputo....
Pagina 23
(1914).....
Mentre si alzava dalla sedia e mi veniva incontro, con il braccio legato al collo, non potei nascondere il mio stupore. Erano fratelli gemelli, identici in ogni tratto: la bocca carnosa, la fronte alta, gli zigomi prominenti, il mento risoluto, i capelli castani. Erano uguali in tutto per tutto, ma il risultato di quella somiglianza era stranamente diverso in ciascuno dei due, ed era strettamente legato al sesso; ciò che in Katya poteva essere bellezza, in lui era fragilità e quasi effeminatezza, e la grazia dei movimenti di lei era affettazione in lui. Un osservatore imparziale avrebbe sicuramente trovato che la ragazza aveva un volto un po' troppo grande, mentre Paul lo aveva troppo piccolo; questa "differenza della somiglianza" era poi molto evidente negli occhi: avevano la stessa forma a mandorla, ed erano leggermente inclinati, con le pupille di un grigio chiaro e le ciglia lunghe e nere che li mettevano in risalto ancor di più; ma nonostante questo, creavano impressioni totalmente diverse. Katya aveva uno sguardo gentile, che sembrava invitare chiunque la guardasse a indagare nelle molle più segrete del suo essere; lo sguardo di Paul era metallico e impenetrabile. La luce che gli occhi di lei emanavano sembrava venire dall'interno, mentre gli occhi di Paul riflettevano semplicemente quella esterna. Gli occhi di Katya erano ponti, quelli di Paul barriere.
venerdì 16 febbraio 2018
venerdì 9 febbraio 2018
15 ... e degli assassini
DALIA NERA scritto da James Ellroy nel 1987
Dal risvolto di copertina
Il libro si ispira a un fatto di cronaca realmente accaduto, forse il delitto irrisolto più impressionante dell'America degli anni quaranta. Ellroy, partendo dai dati disponibili e sviluppandoli in una struttura narrativa complessa, fino alla meno prevedibile delle conclusioni, ci ha dato allo stesso tempo una perfetta ricostruzione d'epoca e un grande romanzo poliziesco.
Pagina 80
(1947) ......
Impugnai la calibro 38 tenendola appoggiata alla coscia. Lee mi imitò e insieme attraversammo il cortile fino a raggiungere la baracca. La porta era scardinata e la scala che conduceva al secondo piano era in cattive condizioni. La porta al piano terra si aprì con un cigolio sotto la pressione di Lee.
Ci eravamo appostati di fianco, con la schiena appoggiata alla parete. Mi tuffai dentro con la pistola spianata.
Non si udì né un suono né un movimento. Vidi solo una quantità di ragnatele e un pavimento di legno cosparso di giornali ingialliti e pneumatici consunti. Uscii indietreggiando e Lee prese a salire la scala che conduceva al secondo piano in punta di piedi. Arrivato sul pianerottolo, provò la maniglia. Fece un cenno di diniego con la testa e poi, con un calcio, abbatté l'uscio scardinandolo.
Salii le scale di corsa mentre Lee entrava nella stanza con la pistola spianata. Arrivato in cima lo vidi rifoderare la pistola.
"Una tana per drogati" disse accennando con un gesto alla stanza. Varcai la soglia, e diedi un'occhiata e annuii.
Il locale emanava un puzzo stantio di vino. Una specie di letto, messo assieme con i sedili ribaltati di un'auto coperti da qualcosa che sembrava un pezzo di tappezzeria, ne componeva l'arredo. In un angolo c'era un mucchio di bottiglie vuote di vino. Nauseato dal puzzo insopportabile andai ad aprire l'unica finestra, che era tutta coperta di ragnatele e sporcizia. Sporgendomi all'infuori, notai un gruppo di poliziotti, alcuni in uniforme, altri in abiti civili radunati sul marciapiede della Norton, a metà strada dell'isolato che dava sulla trentanovesima. Avevano losguardo puntato fra le erbacce di un area abbandonata.
.....
Dal risvolto di copertina
Il libro si ispira a un fatto di cronaca realmente accaduto, forse il delitto irrisolto più impressionante dell'America degli anni quaranta. Ellroy, partendo dai dati disponibili e sviluppandoli in una struttura narrativa complessa, fino alla meno prevedibile delle conclusioni, ci ha dato allo stesso tempo una perfetta ricostruzione d'epoca e un grande romanzo poliziesco.
Pagina 80
(1947) ......
Impugnai la calibro 38 tenendola appoggiata alla coscia. Lee mi imitò e insieme attraversammo il cortile fino a raggiungere la baracca. La porta era scardinata e la scala che conduceva al secondo piano era in cattive condizioni. La porta al piano terra si aprì con un cigolio sotto la pressione di Lee.
Ci eravamo appostati di fianco, con la schiena appoggiata alla parete. Mi tuffai dentro con la pistola spianata.
Non si udì né un suono né un movimento. Vidi solo una quantità di ragnatele e un pavimento di legno cosparso di giornali ingialliti e pneumatici consunti. Uscii indietreggiando e Lee prese a salire la scala che conduceva al secondo piano in punta di piedi. Arrivato sul pianerottolo, provò la maniglia. Fece un cenno di diniego con la testa e poi, con un calcio, abbatté l'uscio scardinandolo.
Salii le scale di corsa mentre Lee entrava nella stanza con la pistola spianata. Arrivato in cima lo vidi rifoderare la pistola.
"Una tana per drogati" disse accennando con un gesto alla stanza. Varcai la soglia, e diedi un'occhiata e annuii.
Il locale emanava un puzzo stantio di vino. Una specie di letto, messo assieme con i sedili ribaltati di un'auto coperti da qualcosa che sembrava un pezzo di tappezzeria, ne componeva l'arredo. In un angolo c'era un mucchio di bottiglie vuote di vino. Nauseato dal puzzo insopportabile andai ad aprire l'unica finestra, che era tutta coperta di ragnatele e sporcizia. Sporgendomi all'infuori, notai un gruppo di poliziotti, alcuni in uniforme, altri in abiti civili radunati sul marciapiede della Norton, a metà strada dell'isolato che dava sulla trentanovesima. Avevano losguardo puntato fra le erbacce di un area abbandonata.
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giovedì 8 febbraio 2018
14 Passiamo ora al "mondo" delle spie ....
L'enigma scritto da Stan Lee nel 1985
Dal risvolto di copertina
E' un classico, ma anche originalissimo romanzo di spionaggio che affronta due delle tematiche più vicine ai nostri tempi: l'intrusione da parte dello Stato nel "privato" resa possibile dall'elettronica, e la corsa agli armamenti nucleari, una gara combattuta sul filo di complicati calcoli scientifici per i quali le vittime umane sono soltanto una cifra.
Da pagina 64
.....
La Sala di Consultazione: il luogo dove erano custodite tutte le informazioni, dove si facevano connessioni che non avrebbero potuto essere fatte in nessun altro posto, dove semplici dati diventavano informazioni che conducevano alla verità... o perlomeno a una politica da intraprendere.
Vide la spia rossa che brillava all'interno della sala immersa nell'oscurità e si diresse fiducioso da quella parte: era il distributore automatico di caffè, che Burnish provvedeva a tenere sempre acceso come la lampada perpetua del sepolcro di Tolomeo. Fisso il caffè nero e bollente che scendeva nella tazzina, dimentico di quel brusio dei suoi colleghi che parlavano, osservavano, commentavano e dissentivano. Erano come medici a consulto per tentare di salvare il paziente, che era il mondo intero.
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Dal risvolto di copertina
E' un classico, ma anche originalissimo romanzo di spionaggio che affronta due delle tematiche più vicine ai nostri tempi: l'intrusione da parte dello Stato nel "privato" resa possibile dall'elettronica, e la corsa agli armamenti nucleari, una gara combattuta sul filo di complicati calcoli scientifici per i quali le vittime umane sono soltanto una cifra.
Da pagina 64
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La Sala di Consultazione: il luogo dove erano custodite tutte le informazioni, dove si facevano connessioni che non avrebbero potuto essere fatte in nessun altro posto, dove semplici dati diventavano informazioni che conducevano alla verità... o perlomeno a una politica da intraprendere.
Vide la spia rossa che brillava all'interno della sala immersa nell'oscurità e si diresse fiducioso da quella parte: era il distributore automatico di caffè, che Burnish provvedeva a tenere sempre acceso come la lampada perpetua del sepolcro di Tolomeo. Fisso il caffè nero e bollente che scendeva nella tazzina, dimentico di quel brusio dei suoi colleghi che parlavano, osservavano, commentavano e dissentivano. Erano come medici a consulto per tentare di salvare il paziente, che era il mondo intero.
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mercoledì 7 febbraio 2018
13 Tutto un'altro mondo
L'alchimista scritto da Paulo Coelho nel 1988
Dal risvolto di copertina
Impara ad ascoltare il tuo cuore: è l'insegnamento che scaturisce da questa favola spirituale e magica.
Ne è protagonista Santiago, un giovane pastorello andaluso il quale, alla ricerca di un tesoro sognato, intraprende un viaggio avventuroso al di là dello Stretto di Gibilterra e attraverso tutto il deserto Nordafricano, che lo porterà fino all'Egitto delle piramidi.
Da pagina 19
......
Il ragazzo si chiamava Santiago. Stava cominciando a imbrunire quando giunse con il suo gregge davanti a una vecchia chiesa abbandonata. il tetto era crollato da tempo e un enorme sicomoro era cresciuto nel luogo dove una volta sorgeva la sacrestia.
Decise di trascorrere la notte in quel luogo. Fece entrare tutte le pecore dalla porta in rovina e poi dispose alcune tavole di legno perché non potessero fuggire durante la notte.
Mise per terra la giacca e si sdraiò, usando come guanciale il libro che aveva appena finito di leggere. Prima di addormentarsi, pensò che doveva cominciare a leggere libri un po' più voluminosi: ci sarebbe voluto più tempo a finirli ed erano guanciali più comodi per la notte.
Era ancora buio quando si svegliò. Guardò in alto e, attraverso il soffitto semidistrutto, intravide le stelle che brillavano.
"Vorrei dormire ancora un po'," pensò. aveva fatto lo stesso sogno della settimana precedente e, di nuovo, si era svegliato prima della sua conclusione.
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Dal risvolto di copertina
Impara ad ascoltare il tuo cuore: è l'insegnamento che scaturisce da questa favola spirituale e magica.
Ne è protagonista Santiago, un giovane pastorello andaluso il quale, alla ricerca di un tesoro sognato, intraprende un viaggio avventuroso al di là dello Stretto di Gibilterra e attraverso tutto il deserto Nordafricano, che lo porterà fino all'Egitto delle piramidi.
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Il ragazzo si chiamava Santiago. Stava cominciando a imbrunire quando giunse con il suo gregge davanti a una vecchia chiesa abbandonata. il tetto era crollato da tempo e un enorme sicomoro era cresciuto nel luogo dove una volta sorgeva la sacrestia.
Decise di trascorrere la notte in quel luogo. Fece entrare tutte le pecore dalla porta in rovina e poi dispose alcune tavole di legno perché non potessero fuggire durante la notte.
Mise per terra la giacca e si sdraiò, usando come guanciale il libro che aveva appena finito di leggere. Prima di addormentarsi, pensò che doveva cominciare a leggere libri un po' più voluminosi: ci sarebbe voluto più tempo a finirli ed erano guanciali più comodi per la notte.
Era ancora buio quando si svegliò. Guardò in alto e, attraverso il soffitto semidistrutto, intravide le stelle che brillavano.
"Vorrei dormire ancora un po'," pensò. aveva fatto lo stesso sogno della settimana precedente e, di nuovo, si era svegliato prima della sua conclusione.
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martedì 6 febbraio 2018
12 Un'altro romanzo della Cina
Luna di Primavera scritto da Bette Bao Lord nel 1982
Dal risvolto di copertina:
Romanzo di rara bellezza e delicatezza, una splendida saga storica e familiare ambientata nella Cina degli ultimi 100 anni. Al centro del libro è l'indimenticabile storia di Luna di Primavera, della sua infanzia, del suo matrimonio, e del suo più grande e struggente amore, descritto con una delicatezza e una sensibilità capaci di ispirare la più profonda simpatia per gli amanti.
Da pagina 32
(1900?) .....
Era l'alba quando con gli scaffali e i cassetti vuoti, i bauli pieni e le casse zeppe di libri, Talento Coraggioso recuperò la piccola valigia di cuoio da sotto il letto a baldacchino, dove solo la scopa della padrona di casa l'aveva raggiunta, dal giorno in cui era giunto a Yale sei anni prima. Li mise gli indumenti che gli sarebbero serviti durante il viaggio e poi, con molta cura, i suoi oggetti più preziosi. l'avevano accompagnato da un albergo all'altro, da Atene a Parigi e a Londra, ovunque era andato durante i dodici mesi dell'obligatorio giro d'europa, e infine a New Haven.
Per prima cosa, avvolgendoli nella seta, mise sul lato sinistro della valigia i Quattro Tesori della Letteratura: gli spessi pennelli di peli di volpe, il loro supporto di giada, la pietra piatta intagliata a forma di foglia di loto su cui veniva preparato l'inchiostro e le tavolette d'inchiostro tanto preziose per suo padre.
Poi, tra due vesti, la foto della famiglia. La foto era stata fatta appena prima della sua partenza: tre generazioni, cinquantaquattro membri del clan. Al centro, sua madre e suo padre seduti impettiti sulle sedie di palissandro. Ai loro piedi, lontana dal posto che le spettava fra i bambini, la prediletta del Venerabile, Luna di Primavera.
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