lunedì 20 gennaio 2014

Appena Finito di Leggere

Ombre sulla nostra pelle
di   Jennifer  Johnston
.....
Sperava che lei smettesse di dire quelle cose. Non doveva essere triste. La gente serena non deve essere triste. E' un colpo troppo duro. Riusciva ancora a sopportare l'amarezza di sua madre e di suo padre. Aveva qualcosa dentro di sé che gli diceva che lui non sarebbe mai diventato come loro. Ma che la vita si divorasse così lei, questo lo turbava. Aveva ragione, stava dicendo delle brutte cose. Non andava bene, per niente.
All'improvviso lei si mise a cantare. nonostante quello che aveva detto di se, i suoi gesti davanti ai fornelli erano metodici e precisi. Le sue mani si spostavano da un oggetto all'altro con ordine, in modo ben diverso dai movimenti affannati di sua madre mentre cucinava.
"Ora abbiamo tempo di ammazzare,
ammazzare le ombre sulla nostra pelle.
Ammazzare il fuoco che ci brucia dentro.
Ammazzando il tempo, amico mio"
.....

Quello qui riportato è un pezzettino del libro che ho appena terminato.
Libro che ho trovato bello e scorrevole.


Jennifer Johnston:
Raffinata scrittrice irlandese nata a Dublino nel 1930
 vive tutt'ora nell' Irlanda del nord.

sabato 18 gennaio 2014

Che bella idea!!!

In una bella giornata di fine anno, durante una passeggiata in montagna, abbiamo scoperto una mini "biblioteca"...!!! 


Carinissima!!!

Apri la porticina e scegli un libro da leggerti seduto sulla panchina del parco.
 Oppure ne lasci uno a qualche lettore che passera dopo di te.

giovedì 16 gennaio 2014

Un altro poeta francese!!!

SPLEEN

Ho dentro più ricordi che se avessi mill'anni.

Un'alta cassettiera che trabocchi
di verbali e romanze, bigliettini, bilanci, poesie,
1821-1867
di grevi ciocche avvolta in ricevute,
non nasconde i segreti che nasconde
il mio triste cervello. E' una cripta, una piramide
immensa, con più morti della fossa comune...
-Eccomi: un cimitero che la luna diserta,
dove lunghi vermi che sembrano rimorsi
danno l'assalto ai morti che ho più cari;
un salotto decrepito, gremito
d'oggetti fuori moda fra le rose appassite,
fra i pastelli legnosi e i pallidi Boucher
che profumano, soli, come boccette aperte.

Niente uguaglia in lunghezza quei giorni zoppicanti
che sotto i fiocchi grevi delle annate di neve
la noia, triste frutto dell'incuriosità,
prende misura d'immortalità.
-E tu ormai non sei altro, materia della vita!
che un granaio assediato da un labile terrore,
immerso nella bruma d'un Sahara profondo:
vecchia sfinge che il mondo trascura, che le carte
ignorano e soltanto
ai raggi del tramonto ferocemente canta!

di Charles Baudelaire


mercoledì 15 gennaio 2014

DA " Gran Testamento"

Poeta francese, di tutt'altra epoca.
Francois Villon nato nel 1431 a Parigi.

.....
La pioggia ci ha lavati e liscivati,
e il sole disseccati e fatti neri;
le piche e i corvi gli occhi ci han cavati,
e strappato dal cranio e ciglia e peli.
Non ci è dato ristare un sol momento;
e di qua e di là, a mutar di vento,
senza posa balliamo a suo piacere;
ditàli siam, dai becchi crivellati.
State lontani dai nostri peccati,
pregate Iddio perché ci voglia assolvere.
......
( da "La ballata degli impiccati")


RICORRENZA Letteraria

16 Gennaio 1884
Nasce a Montevideo lo scrittore e poeta francese Jules Superville.

Siate buoni col poeta
1884-1960
Il più dolce degli animali
Ci presta il cuore, la testa
Indossa tutti i nostri mali
Si fa nostro gemello...

(Appendice, da Poesie)