mercoledì 28 agosto 2019

venerdì 23 agosto 2019

La LETTURA nella ROMA ANTICA



"Se hai una bella biblioteca col giardino, hai tutto" 
 scriveva Cicerone a Varrone.

Per il cittadino romano gli studia humanitatis, le belle letture, sono un momento centrale dell'esistenza, parte della propria formazione, dell'impegno e dello svago, strumento indispensabile per costruire un' immagine di sé, della propria famiglia, della società. 
E l'eredità della cultura umanistica latina è giunta a noi attraverso una catena di passaggi (dai papiri e dalle pergamene ai codici medievali e alle moderne edizioni a stampa) che hanno permesso di conservarci un patrimonio di letteratura, storia e diritto che sono parte intrinseca del nostro essere italiani, europei, cittadini del mondo.


Si chiamavano volumina
ed erano rotoli in carta di papiro
che per la loro struttura dovevano essere maneggiati con attenzione
e questo fu il solo supporto
almeno fino all'introduzione della pergamena
II sec. d.C.
I volumina vengono prodotti su ordinazione in più esemplari, generalmente da schiavi specializzati.
E' documentata una editoria fiorente, capace di realizzare diverse migliaia di copie di un'opera, come ci informa Plinio nelle sue lettere circa l'elogio scritto a regolo per il padre. egli inoltre testimonia come Varrone sia letto in ogni parte del mondo.
Sappiamo inoltre che scrittori celebri sono legati ai loro editori di fiducia: Attico, per fare un solo famoso esempio, è l'editore di Cicerone.
Un nuovo libro uscito è subito rintracciabile nelle librerie, luoghi di piacevoli incontri tra letterati, e viene reclamizzato in forma di estratti oppure pubblicando manifesti con l'indice e il piano dell'opera.



Dalle didascalie presenti al MUSEO ARCHEOLOGICO di Como.

giovedì 15 agosto 2019

FERRAGOSTO 2019

E' già sera (e forse è già troppo tardi) ma vi auguro lo stesso un buon 

FERRAGOSTO

15 AGOSTO: Assunzione di Maria

giovedì 8 agosto 2019

L'arte della scrittura è...



Il più nobile patrimonio degli uomini

L'arte della scrittura è la più miracolosa fra quante l'uomo n'abbia trovate.
I libri, le parole scritte, son cose miracolose; rappresentano le più alte manifestazioni dell'attività umana. Ne' libri è l'anima di tutto il passato; essi restano la voce articolata e percettibile del passato, quando il corpo e la sostanza materiale ne sono già interamente svanite, come un sogno. Flotte possenti ed eserciti, porti ed arsenali, vaste città dalle alte cattedrali, dalle mille officine... tutto ciò è grande, prezioso: ma che ne avviene?
Agamennone, Pericle, tutti gli Agamennoni e la loro Grecia, tutto si riduce ora a pochi ruderi, muto ammasso, lugubre ruina; ma i libri delle Grecia!... In essi, la Grecia, per ogni pensatore vive ancora, proprio letteralmente: grazie ai libri può essere evocata, e risorgere alla vita. Tutto quello che l'umanità ha operato, pensato, conquistato, tutto quanto essa è stata, giace magicamente preservato nelle pagine de' libri. 
Essi sono il più nobile patrimonio degli uomini.

Thomas Carlyle storico, matematico e filosofo scozzese, uno dei più famosi critici del primo periodo vittoriano.


1795 - 1881

sabato 27 luglio 2019

Una POESIA sulla POESIA

Poesia è parola di origine greca che significa formazione, creazione, in quanto è l'arte con la quale l'uomo esprime, cioè da vita e forma, ai suoi più vivi affetti ed ai suoi sogni.



E' una giovane e bellissima donna, dal nobile portamento, intorno alla quale, quando apparisce tra gli uomini, il cielo si fa più azzurro, le nuvole si tingono di rosa; sbocciano i fiori sotto i suoi passi, le apparenze delle cose sembrano farsi più luminose e più belle, mentre gli alberi, i cespugli, le pietre stesse la chiamano a nome.
(Da Fiamma Viva - Antologia di prose e poesia...) 

LA POESIA

Rosee nuvole van, senza mai posa,
pei turchini del ciel, quando, o mia bella,
voi movete per l'erba rugiadosa,
piè di sacerdotessa, occhio di stella.

Più profonda armonia, grazia più snella

par che tosto da voi prenda ogni cosa, 
e una soave d'angeli favella
piove da quelle nuvole di rosa.

Par che vi cresca un fior sotto ogni passo;

par che ad ogni sospiro un'aura nova
vi venga a carezzar, dolce mia dama.

E ogni tronco, ogni sterpo ed ogni sasso, 

col nome che più dolce si ritrova
nel greco cielo, Poesia vi chiama.

Giovanni Prati poeta e politico italiano


1815 - 1884