domenica 15 dicembre 2019

II°) A PRANZO CON LA REGINA


Da CUCINA MANTOVANA di principi e popolo


BANCHETTO 
ordinato per la maestà della regina
CHRISTINA di SVEZIA
dal Serenissimo di Mantova
fatto da Bartolomeo Stefani il 27 novembre 1655

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Primo servizio di credenza
Fraghe lavate con vino bianco servite con zuccharo sopra, e nel circuito dell'ala del piatto, conchiglie fatte di zucczaro empite delle stesse fraghe, tramezzate con uccelletti fatti di pasta di marzapane, che dal motto loro sembrano voler beccare dette fraghe.
Una suppa di piccioni grossi cotti in latte e malvasia, e cavati da quello, lasciati raffreddare, e con pane di Spagna facendo la suppa imbeverata di malvasia, polverizzata di zucchero e cannella, posti dentro li piccioni ben compartiti in forma di rosa, sopra coperti con latte di pistacchi, tempestati tutti di pignoli che erano stati imbevuti in acqua rosa: sopra l'ala del piatto vi era un rabesco di fiori fatto di pasta di marzapane, tutto agghiacciato di zuccaro e profilato d'oro, essendovi sopra un copertone di zuccaro, sottilmente qual copriva il piatto sforzato e non arrivava al peso di due oncie.



Un pasticcio di fagiano fatto al naturale,qual era tutto di pasta di marzapane, prima il fagiano lardato minutamente, stato in addobbo nelle speziarie e cotto nello spiedo non intieramente, e questo feci, essendo la pasta di marzapane gentile, ed agghiacciato sopra con un ghiaccio di zuccaro. Sopra l'ala del piatto dal lato dove pendeva la testa del fagiano, vi erano puttini che stavano seduti, fatti di butiro e con grani d'uva fresca, tenendogli uno di quelli la testa e l'altro li grani della detta uva, pareva che li ponesse nel becco di detto fagiano, ed altri puttini con fettucce di seta bianca, havendo legato le griffe del fagiano, con moto che pareva le volessero attraere, e fra un puttino e l'altro vi erano fiori di cotognata profilati d'oro. .....





venerdì 13 dicembre 2019

I°) UN BANCHETTO DEL '500



Da La bella tavola
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Banchetti è il primo termine che compare sul frontespizio del manuale di Cristoforo Messi Sbugo; cui corrispondono, nel volume, i menù pantagruelici di "dieci cene, tre desinari, un festino".
Possiamo farcene un'idea sintetizzando il primo, offerto il 20 maggio del 1529 dal cardinale Ippolito II d'Este "all'Illustrissimo Signor Don Ercole suo fratello", che sarebbe diventato, cinque anni dopo, duca di Ferrara.
La cena, ch'ebbe luogo nella "delizia" di Belfiore, iniziò in salotto con la recita di una farsa, mentre nel giardino attiguo veniva apparecchiata una tavola sontuosa. I convitati vi giunsero
preceduti da musici vestiti in livrea, e dintornati da giovanetti e fanciulle danzanti.
Ricevettero "l'acqua odorifera" per le mani e cominciarono.
Pastelle di trota, uova ripiene al sapor francese, fritture miste (di storione e di luccio) con arance, cannella e zucchero, storione lesso, orate fritte, minestra bianca d'amido, pizze a sfoglia, pesci piccoli del Po, fritti.



Suonavano tromboni e cornette.
Sfogliatelle di pinoli con formaggio grasso, lucci lessi e zuppa d'orata, rombi, lamprede fritte, tinche alla francese.
Suonavano un oboe, un trombone e un flauto.
Pastelle di bianco mangiare ai lucci fritti, fiordalisi alla francese, zuppa di zibibbo in malvasia, lucci allo spiedo, sarde di mare fritte, 400 "gambari rossi", strisce di storione fritte nel burro, all'inglese.
Accompagnavano un'arpa, un flauto, un clavicembalo.
Ma possiamo fermarci anche solo alla terza vivanda della "cena di pesce"; furono in realtà diciassette più i dolci. .....


giovedì 12 dicembre 2019

DOMANI 13 DICEMBRE

BUONA SANTA LUCIA A TUTTI!


7 INVITI


Nei DICEMBRE passati vi ho proposto: un CALENDARIO DELL'AVVENTO (2016) con 17 finestrelle, un CONTO ALLA ROVESCIA (2017) con 8 post, e una serie di 12 CARTOLINE (2018), quest'anno saranno 7 INVITI A PRANZO.
Estrapolati da alcuni libri di genere vario vi propongo pranzi/cene letterari.
Saranno: un banchetto cinquecentesco tenutosi a Ferrara, un menù pantagruelico suggerito da un ricettario del seicento, un pasto reale alla reggia piemontese dei Savoia, mentre in casa dei principi Salina nella Sicilia della seconda metà dell'800 si terra un pranzo "storico", della fine del 1800 è una simpatica cena sulle sponde del Tamigi, sempre sul finire del XIX secolo una distinta signora toscana ci propone il suo menù natalizio, ed infine, è del 1912 la cena in una casa borghese nella bella Mantova.
Ecco queste sono le mie proposte di lettura per questo fine anno. Spero vi siano gradite.


   

lunedì 9 dicembre 2019

Il fiore del mese di DICEMBRE:

Il VISCHIO, una pianta molto particolare: è un parassita che affonda le sue radici nei rami e nei tronchi di altre piante per nutrirsi direttamente dalla loro linfa.
Le foglie sono perenni mentre i frutti sono bacche gelatinose somiglianti a perle.
Esse se ingerite sono tossiche e ad alte concentrazioni possono risultare anche mortali.
La tradizione vuole che questa pianta che vive senza toccare terra porti fortuna: per questo si è soliti attaccarla alle soglie e baciarsi sotto le sue foglie per far durare un amore per sempre.
Da FIORI E PAROLE D'AUGURI