venerdì 16 ottobre 2015

Elogio a un libro

Oggi vi presentiamo un libro di cui tutti (forse) hanno sentito parlare ma che non tutti (forse) hanno letto. La lettura di questo libro, 130 pagine, non è per nulla "pesante" quanto si potrebbe credere

ELOGIO DELLA FOLLIA
Erasmo da Rotterdam
Ma ecco un gruppo che fa parte del mio seguito, gente che si diletta ad ascoltare, ma pure a raccontare, storie mirabili che nulla hanno di vero. Essi non si stancano mai di ascoltare simili favole, che parlano di spiriti, fantasmi e diavolerie del genere. Quanto più queste storie soprannaturali si allontanano dalla verità, tanto più costoro le credono vere e si deliziano nel sentirle. e non servono solo a divertire la gente, ma pure a riempire le tasche di chi le racconta. Bisognerebbe in proposito indagare presso certi predicatori.
In un certo modo affine a questa è la categoria di quei babbei convinti (buon per loro!) che, guardando negli occhi un san Cristoforo intagliato nel legno o dipinto in formato gigantesco (una specie di Polifemo) ne godranno la protezione per tutta la giornata; o coloro che rivolgendo una determinata preghiera alla statua lignea di santa Barbara usciranno illesi dalla battaglia e ancora quelli che, invocando in certi giorni sant' Erasmo e offrendogli candele di cera e specifiche orazioni, sperano di arricchirsi in breve tempo. ....


.....
Per non seguitare all'infinito voglio aggiungere questo soltanto: a quanto pare la religione cristiana è strettamente legata alla Follia da una relazione di affinità, mentre non ha niente a che spartire con la saggezza.
Come? Volete delle altre prove? Eccole. ...
... Nessuno è più stolto di coloro nei quali ardono le sacre fiamme della carità cristiana.
Essi dilapidano tutti i loro averi, non si curano delle ingiurie, si lasciano imbrogliare, non distinguono tra amici e nemici, disdegnano il piacere, si nutrono di digiuni, veglie, pianti, fatiche, dolori; hanno a noia la vita e desiderano la morte.
Insomma, sembrano completamente estranei al senso comune, quasi la loro anima se ne fosse andata via, fuori dal corpo.Non è forse pazzia? 
Non c'è dunque di che meravigliarsi se gli Apostoli parevano ebbri di vino dolce e se san Paolo,a detta del giudice Festo, era demente.


" Colui che ama profondamente
 non vive più per sé, ma per l'amato.
E quanto più si allontana da sé per darsi all'altro
Tanto più grande è la sua gioia. "
BUONA LETTURA!!!

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