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Se avete dubbi o domande, domani, nell'ambito di LIBRISOTTOIPORTICI, rivolgetevi qui. |
sabato 4 febbraio 2017
Sempre a proposito di LIBRISOTTOIPORTICI
Per maggiori informazioni:
venerdì 3 febbraio 2017
RICOMINCIA "LIBRISOTTOIPORTICI"
Domenica 05 Febbraio riparte Librisottoiportici.
E' vero, il tempo si preannuncia pessimo ma non basterà a fermarci!!! Noi ci saremo. Saremo li, al nostro posto (di fronte alla farmacia Balloni), ad aspettarvi per fare due chiacchiere; parlare di libri, del tempo dispettoso, di voi, di noi.
E' vero, il tempo si preannuncia pessimo ma non basterà a fermarci!!! Noi ci saremo. Saremo li, al nostro posto (di fronte alla farmacia Balloni), ad aspettarvi per fare due chiacchiere; parlare di libri, del tempo dispettoso, di voi, di noi.
lunedì 30 gennaio 2017
Un ROMANZO VERDE
Perché verde? Perché è il colore predominante in copertina, perché parla della campagna lombarda, perché si parla di speranza.
Nel post del 25 gennaio la scrittrice inglese G. Heyer descrive, nelle poche righe da noi trascritte, un lord inglese. In questa pagina invece troverete la descrizione di un contadino lombardo, un bravuomo della prima metà del 900, a opera del romanziere bresciano Agostino Turla.
.....
Non è un gran podere quello che lavoriamo noi, né si può certo paragonarlo alle Valenche. Ma insomma diciotto piò, che sarebbe come dire sei ettari all'incirca, rppresentano per la nostra famiglia un estensione più che sufficiente; anche se i pigionanti, che stanno alloggiati al Quartiere in buon numero, non facciano altro che sfruttare come loro è meglio concesso il proprio diritto di nullatenenti e s' industriino di far sciamare sul nostro interi eserciti di pollame. Senza contare che, naturalmente, i campi, a tempo opportuno, se li spigolano loro, e che loro appartengono, come d'uso, le seccarole ed ogni frutto o raccolto che venga su per le rive.
Bernardo Manzù, soprannominato mulinèr, il proprietario del Quartiere, è uomo però che la gente la lascia vivere in pace. Grano, granturco e legna, beninteso, vanno divisi del tre, come tutti gli altri prodotti: e ciò significa che a noi rimane un terzo e che le altre due parti prendono il volo verso fòndachi padronali abituati ormai, col concorso s'intende di altri poderi, a farsi carichi d'ogni grazia di Dio. Ad ogni modo, si vive. bernardo Manzù non sarebbe capace di torcere un capello ad anima viva.
Dal carattere tranquillo e pacato di Bernardo Manzù e d'un suo fondo naturalmente umanitario renderebbero testimonianza quegli stessi socialisti che si scalmanano per il trapasso della terra ai contadini.
basta vederlo. Un volto largo e placido, nel quale s'esprime una sorta di tranquillità che pare sul punto di tradursi ad ogni attimo in parola quasi per dire:"Ecco qua il benessere in persona".
Da queste parti non lo si incontra per strada sovente. Si fida di noi. Non è certo di quelli che stanno tutto il giorno giù pei campi a sindacare sulla maggiore o minore, proficua o meno proficua, attività dei suoi dipendenti. Ma quando lo si vede, non c'è uno in tutto il contado, che non provi gioia a salutarlo.
Perché la superbia, o insomma quel po' di contegno che i padroni han l'abitudine di concedersi, Bernardo Manzù non sa neanche dove stiano di casa, risponde a tutti con quella larga e quasi clamorosa cordialità che rivela subito il puro di cuore.
Bernardo Manzù è, infatti, un puro di cuore.
Da La statua di sale di Agostino Turla
Nel post del 25 gennaio la scrittrice inglese G. Heyer descrive, nelle poche righe da noi trascritte, un lord inglese. In questa pagina invece troverete la descrizione di un contadino lombardo, un bravuomo della prima metà del 900, a opera del romanziere bresciano Agostino Turla.
.....
Non è un gran podere quello che lavoriamo noi, né si può certo paragonarlo alle Valenche. Ma insomma diciotto piò, che sarebbe come dire sei ettari all'incirca, rppresentano per la nostra famiglia un estensione più che sufficiente; anche se i pigionanti, che stanno alloggiati al Quartiere in buon numero, non facciano altro che sfruttare come loro è meglio concesso il proprio diritto di nullatenenti e s' industriino di far sciamare sul nostro interi eserciti di pollame. Senza contare che, naturalmente, i campi, a tempo opportuno, se li spigolano loro, e che loro appartengono, come d'uso, le seccarole ed ogni frutto o raccolto che venga su per le rive.
Bernardo Manzù, soprannominato mulinèr, il proprietario del Quartiere, è uomo però che la gente la lascia vivere in pace. Grano, granturco e legna, beninteso, vanno divisi del tre, come tutti gli altri prodotti: e ciò significa che a noi rimane un terzo e che le altre due parti prendono il volo verso fòndachi padronali abituati ormai, col concorso s'intende di altri poderi, a farsi carichi d'ogni grazia di Dio. Ad ogni modo, si vive. bernardo Manzù non sarebbe capace di torcere un capello ad anima viva.
Dal carattere tranquillo e pacato di Bernardo Manzù e d'un suo fondo naturalmente umanitario renderebbero testimonianza quegli stessi socialisti che si scalmanano per il trapasso della terra ai contadini.
basta vederlo. Un volto largo e placido, nel quale s'esprime una sorta di tranquillità che pare sul punto di tradursi ad ogni attimo in parola quasi per dire:"Ecco qua il benessere in persona".
Da queste parti non lo si incontra per strada sovente. Si fida di noi. Non è certo di quelli che stanno tutto il giorno giù pei campi a sindacare sulla maggiore o minore, proficua o meno proficua, attività dei suoi dipendenti. Ma quando lo si vede, non c'è uno in tutto il contado, che non provi gioia a salutarlo.
Perché la superbia, o insomma quel po' di contegno che i padroni han l'abitudine di concedersi, Bernardo Manzù non sa neanche dove stiano di casa, risponde a tutti con quella larga e quasi clamorosa cordialità che rivela subito il puro di cuore.
Bernardo Manzù è, infatti, un puro di cuore.
Da La statua di sale di Agostino Turla
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| 1899 - 1958 |
sabato 28 gennaio 2017
Domani: MERCATINO A MONTICHIARI (BS)
Oggi niente libri o letture varie... oggi vi invitiamo a venire a Montichiari (BS) al mercatino mensile d'antiquariato che si terra domani Domenica 29 Gennaio in centrocittà.
Noi ci saremo ma non con il solito banco di libri ma bensì con pezzi d'altri tempi.
Eccovi alcune immagini dell'edizione settembrina fra le quali si vede anche il nostro banco; sapreste individuarlo?
Piaciuta la nostra piccola "passeggiata" tra i banchi del mercatino di Montichiari ???
Ebbene noi domani; Domenica 29 Gennaio, saremo li. Vi ASPETTIAMO!!!
A proposito... le immagini del nostro banco sono la prima e l'ultima, ma domani sarà tutto diverso!!!
Noi ci saremo ma non con il solito banco di libri ma bensì con pezzi d'altri tempi.
Eccovi alcune immagini dell'edizione settembrina fra le quali si vede anche il nostro banco; sapreste individuarlo?
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| Tra gli oggetti da 1 & 2 euro si può sempre trovare qualcosa da trasformare... |
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| Pizzi e trine d'altri tempi trasformati in biancheria per la casa... |
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| Per collezionisti e appassionati di ogni genere... |
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| Per curiosi e cacciatori di occasioni... |
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| Per una passeggiata domenicale... |
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| Per una chiacchierata, per raccontarsi "com'era"... |
Piaciuta la nostra piccola "passeggiata" tra i banchi del mercatino di Montichiari ???
Ebbene noi domani; Domenica 29 Gennaio, saremo li. Vi ASPETTIAMO!!!
A proposito... le immagini del nostro banco sono la prima e l'ultima, ma domani sarà tutto diverso!!!
giovedì 26 gennaio 2017
UN ROMANZO BLU
Perché blù? Ma perché è il colore di copertina, perché è ambientato sull'oceano tra atolli ed isole deserte, perché ci piaceva definirlo così...
Dopo una scrittrice inglese uno scrittore della stessa nazionalità ma un poco più giovane:
Desmond Bagley con ERRORE FATALE
.....
Il giorno dopo salpammo per le Tuamout, dopo aver annunciato che eravamo diretti a piccole tappe in Indonesia.
La notizia non era stata diffusa solo a beneficio di Kane. che aveva reagito come previsto, chiedendo di restare con noi nella tappa seguente, ma anche di MacDonald, per evitare che venisse a sapere dalla capitaneria di porto che ero deciso a interrogare il suo prezioso dottor Schouten: in tal caso avrebbe potuto sollevare obiezioni.
Superammo il varco della barriera corallina per uscire in mare aperto, proseguendo in direzione ovest fino a scomparire dalla visuale di eventuali osservatori a terra; poi Geordie impartì l'ordine di cambiare rotta, virando a nord. Si dava il caso che al timone ci fosse Kane, che accettò l'ordine senza fare commenti, ma un paio d'ore più tardi, quando ricevette il cambio e il nuovo timoniere fissò la rotta a est, venne a dirmi:"Stiamo andando dalla parte sbagliata per raggiungere la Nuova Britannia, signor Trevelyan."
"E chi ha detto che andiamo in Nuova Britannia?"
Si era tradito, dal momento che la Nuova Britannia non era mai stata nominata mentre lui era a portata di udito, ma sapevo che probabilmente pensava a Ramirez.
Rimediò con abilità al lapsus, "Oh, pensavo che volesse gettare l'ancora a Rabaul per fare rifornimento, E' uno dei posti migliori." spiegò tranquillamente.
"Il capo ha ancora degli affari in sospeso qui", replicai senza dare spiegazioni, e lui lasciò cadere il discorso, anche se mi accorsi che rifletteva intensamente.
Non potei fare a meno di stuzzicarlo.
"Credevo che il suo amico Hadley l'aspettasse a Papeete."
"Già, bell'amico, non è vero? Comunque mi ha lasciato un messaggio, dicendo che non poteva aspettarmi. e poi non mi dispiace darvi una mano.", aggiunsecon aria condiscendente.
Certo che aveva una bella faccia tosta: adesso era lui che aiutava noi!
Geordie adottò un' estrema prudenza nella navigazione attraverso le Tuamotu, al punto da tenere lontano dal timone Kane. Non sapevamo ancora quale fosse il suo gioco, ma non volevamo certo che ci spingesse a riva deliberatamente. Geordie esaminò le carte nautiche con occhi di falco, prima di scegliere l'itinerario attraverso le mille e una isole dell'arcipelago, sempre puntando verso Tanakabu, che era lontana, sul lato più distante da noi.
.....
Dopo una scrittrice inglese uno scrittore della stessa nazionalità ma un poco più giovane:
Desmond Bagley con ERRORE FATALE
Il giorno dopo salpammo per le Tuamout, dopo aver annunciato che eravamo diretti a piccole tappe in Indonesia.
La notizia non era stata diffusa solo a beneficio di Kane. che aveva reagito come previsto, chiedendo di restare con noi nella tappa seguente, ma anche di MacDonald, per evitare che venisse a sapere dalla capitaneria di porto che ero deciso a interrogare il suo prezioso dottor Schouten: in tal caso avrebbe potuto sollevare obiezioni.
Superammo il varco della barriera corallina per uscire in mare aperto, proseguendo in direzione ovest fino a scomparire dalla visuale di eventuali osservatori a terra; poi Geordie impartì l'ordine di cambiare rotta, virando a nord. Si dava il caso che al timone ci fosse Kane, che accettò l'ordine senza fare commenti, ma un paio d'ore più tardi, quando ricevette il cambio e il nuovo timoniere fissò la rotta a est, venne a dirmi:"Stiamo andando dalla parte sbagliata per raggiungere la Nuova Britannia, signor Trevelyan."
"E chi ha detto che andiamo in Nuova Britannia?"
Rimediò con abilità al lapsus, "Oh, pensavo che volesse gettare l'ancora a Rabaul per fare rifornimento, E' uno dei posti migliori." spiegò tranquillamente.
"Il capo ha ancora degli affari in sospeso qui", replicai senza dare spiegazioni, e lui lasciò cadere il discorso, anche se mi accorsi che rifletteva intensamente.
Non potei fare a meno di stuzzicarlo.
"Credevo che il suo amico Hadley l'aspettasse a Papeete."
"Già, bell'amico, non è vero? Comunque mi ha lasciato un messaggio, dicendo che non poteva aspettarmi. e poi non mi dispiace darvi una mano.", aggiunsecon aria condiscendente.
Certo che aveva una bella faccia tosta: adesso era lui che aiutava noi!
Geordie adottò un' estrema prudenza nella navigazione attraverso le Tuamotu, al punto da tenere lontano dal timone Kane. Non sapevamo ancora quale fosse il suo gioco, ma non volevamo certo che ci spingesse a riva deliberatamente. Geordie esaminò le carte nautiche con occhi di falco, prima di scegliere l'itinerario attraverso le mille e una isole dell'arcipelago, sempre puntando verso Tanakabu, che era lontana, sul lato più distante da noi.
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| Desmond Bagley 1923 - 1983 Uomo avventuroso come i suoi romanzi. |
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