giovedì 15 giugno 2023

Conosciamo il "cuore" di un autore II°


 Carlo era dunque felice e senza un pensiero al mondo. Un pranzetto a due, una passeggiata la sera sulla strada maestra, un gesto della mano di lei sui capelli, la vista del suo cappello di paglia appeso alla maniglia d'una finestra e tante altre cose nelle quali egli non aveva mai immaginato di poter trovare piacere, formavano adesso una trama continua della sua felicità.


La mattina, a letto, accostato a lei sui guanciali, Carlo guardava passare la luce del sole tra la peluria bionda delle sue gote mezzo coperte dalle ali della cuffietta. Visti così da vicino, gli occhi di lei gli sembravano più grandi, sopratutto quando, svegliandosi, ella apriva e richiudeva le palpebre più volte di seguito; neri nell'ombra e blu scuro in piena luce, avevano come strati di colore sovrapposti, che, più densi nel fondo, andavano facendosi più chiari verso la superficie dello smalto.


Lo sguardo di lui si perdeva in quella profondità dove, in piccolo, vedeva rispecchiata la sua immagine fino alle spalle.....


..... Allora, sulla strada maestra che allungava, infinito, il suo lungo nastro di polvere, nei viottoli incassati dove gli alberi si inclinavano a pergola, nei sentieri dove i culmi di grano gli arrivavano alle ginocchia, col sole sulle spalle e l'aria del mattino nelle narici, pieno il cuore delle delizie della notte, con lo spirito tranquillo e la carne soddisfatta, Carlo avanzava ruminando la sua felicità come chi assapori ancora, dopo il pasto, il sapore dei tartufi che sta digerendo.

da Madame Bovary di Gustave Flaubert  edizione dell'1985



lunedì 12 giugno 2023

Conosciamo il "cuore" di un autore I°

 Gustave Flaubert a Luisa Colet

                                                                       4 agosto 1846 martedì sera (mezzanotte)

Dodici ore fa eravamo ancora insieme? Come sono già lontane! La notte è ora calda e dolce: odo sotto la mia finestra fremere il vento il gran tulipiero e quando levo gli occhi vedo la luna che si specchia nel fiume. eccomi qui, ben chiuso e tutto solo, intento a riordinare ciò che tu mi hai dato; le due lettere sono nella borsetta ricamata, appena avrò finito questa mia mi affretterò a rileggerle.


Non ho voluto scrivere con la mia solita carta da lutto: vorrei che da me non ti giungesse mai nulla di triste, vorrei non procurarti che gioia e circondarti di una felicità calma e continua per compensarti un po' di tutto quello che mi hai dato a piene mani, con la generosità del tuo amore.. Ho paura di esser freddo, arido, egoista, e Dio solo sa invece quel che in questo momento s'agita in me. quanti ricordi e quanto desiderio! Ah le nostre belle passeggiate in vettura, la seconda soprattutto con il guizzar dei lampi! Ricordo la tinta degli alberi accesi dal riverbero dei fanali e il dondolio delle molle: eravamo soli e felici. Contemplavo il tuo volto nell'ombra e lo vedevo attraverso le tenebre: gli occhi t'illuminavano tutta la faccia.



Sento che scrivo male e che tu leggerai freddamente queste righe: non riesco a dir nulla di tutto quel che vorrei. Le mie frasi si urtano come in un respirare affannoso: bisognerebbe colmare l'intervallo fra l'una e l'altra e tu lo farai, non è vero?



Mia madre mi aspettava alla stazione: ha pianto vedendomi arrivare come tu avevi pianto vedendomi partire. La nostra miseria è così grande che non è possibile allontanarci da un luogo a un altro senza far piangere in tutt'e due! Questo è cupamente grottesco.



Ho ritrovato qui le zolle verdi, gli alberi eretti, l'acqua gorgogliante come quando ero partito. I libri sono ancora aperti alla stessa pagina, nulla è cambiato. La natura esteriore con la sua desolante serenità ci fa vergognare del nostro orgoglio, Non importa, non pensiamo nè all'avvenire, nè a noi, nè a niente. Pensare è soffrire. abbandoniamoci al vento del nostro cuore finché esso gonfierà la vela, lasciamo che ci spinga dove vorrà e quanto agli scogli... tanto peggio se ci saranno. Basta, vedremo. Addio, addio.

da Lettere d'amore dell'800 francese "1964"



sabato 27 agosto 2022

Vi consiglio : www.alicetonini.com

Vi consiglio vivamente...

Oggi vi consiglio (non è la prima volta e non sarà l'ultima) il BLOG www.alicetonini.com

Ci sono interessantissimi inviti alla lettura alcuni dei quali veramente singolari.

E' tenuto da una scrittrice "alle prime armi" ma con tanto entusiasmo e determinazione da essere contagiosa.

Prossimamente vi parlerò del suo ultimo libro pubblicato: "La falena", lei si chiama, come si evince dal blog Alice Tonini, ho già parlato di lei a proposito di un suo primo libro "I giochi delle ombre". 

A presto.

martedì 23 agosto 2022

RIFLESSI D'AUTUNNO

L'estate sta finendo.....

Da Preghiere della terza età  di Dario Rezza


 Benedici, Signore, 
chi sostiene il mio passo esitante 
e sorregge la mano che trema.


Benedici chi parla
con voce chiara e forte
perché io non faccia fatica a capire.



Benedici chi ascolta con pazienza
i ricordi miei di giorni lontani,
la mia felicità d'altri tempi.



Benedici chi addolcisce con amore
i miei giorni
e le veglie in solitudine.



Benedici chi mi conforta
in questo mio ultimo viaggio
verso la tua casa, o Padre.




venerdì 19 agosto 2022

Godiamo la vista degli ultimi fiori

L'estate sta finendo, ci incamminiamo verso l'autunno...

MILLEFOGLIE   Achillea Millefolia

Il millefoglie è una delle piante selvatiche più comuni, 

ed è caratterizzata da una fioritura che dura fino all'autunno, 

quando sbocciano solo pochi altri fiori.

La pianta deve il suo nome scientifico all'eroe greco Achille,

che sembra abbia usato le sue foglie per curare le ferite

dei soldati durante la guerra di Troia. 

L'aggettivo millefolia si rifà invece hai numerosi lobi simili 

a capelli del suo fogliame.

Il nome inglese Yarrow deriva dal greco hiera,

o "erba benedetta", ed è dovuto alle sue proprietà curative.

Invece i suoi nomi popolari Erba tampone e Erba del falegname

provengono dall'impiego delle foglie fresche, 

usate per tamponare le ferite che i falegnami 

si procuravano coi loro attrezzi affilati.

Il poeta elisabettiano Drayton, descrivendo un erborista al lavoro, 

parlò del Millefoglie come di una pianta 

"necessaria perché egli arresti il sangue delle ferite".

Il Millefoglie era incluso negli ingredienti usati per le formule magiche

e veniva considerato una delle erbe del demonio,

tanto che veniva chiamato anche Balocco del Diavolo.

Era inoltre usato come medicina preventiva contro la calvizie, 

e una tisana fatta con le sue foglie è ritenuta adatta 

a scacciare la malinconia e ad abbassare la febbre.

Nel linguaggio dei fiori
Guerra